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PADRE CHERUBINO DE FEO INIZIA L’80° ANNO DI VITA

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ITRI (LT). PADRE CHERUBINO DE FEO INIZIA IL SUO 80° ANNO DI VITA. GLI AUGURI DI TUTTI A NOTO SACERDOTE, APOSTOLO DI ITRI E DELLA CIVITA.

Il 25 febbraio 2015, padre Cherubino De Feo, noto sacerdote passionista del Santuario della Civita e di Itri- città inizia il suo 80 anno di vita. A festeggiarlo saranno i suoi confratelli del Santuario, padre Antonio Rungi, padre Emiddio Petringa (Superiore e Rettore), padre Francesco Vaccelli. Per la fausta ricorrenza sarà presente nella comunità del Santuario della Civita l’attuale superiore provinciale dei Passionisti del Basso Lazio e Campania, padre Mario Caccavale, già parroco di Campodimele e di San Michele Arcangelo di Itri, persona ben nota alla comunità itrana e all’arcidiocesi di Gaeta.

Padre Cherubino di Gesù Bambino, al battesimo Nicola De Feo, è nato s Lareana Cilento in provincia di Salerno, il 25 febbraio 1936, da Luigi e Matilde Oricchio, i suoi genitori entrambi defunti. Tra i passionisti entra da piccolo e dopo gli anni di formazione, nella scuola apostolica di Calvi Risorta e del Noviziato, emette la professione religiosa il 4 ottobre 1953 a Falvaterra. Gli studi in preparazione al sacerdozio li segue in vari conventi del Lazio, della Puglia e della Campania. E’ stato ordinato sacerdote a Napoli, nella Chiesa dei Passionisti il 18 marzo 1961. Dopo il sacerdozio è stato in vari conventi dei passionisti con vari incarichi, tra cui Calvi Risorta, poi Falvaterra, dove ha svolto negli anni sessanta l’ufficio di vice maestro e parimenti il ruolo di missionario. Ha partecipato ad una ventina d missioni popolari, come catechista del mattino e della sera, rivelando una forte propensione verso la comunicazione delle verità di fede con linguaggio accessibile a tutti. Appassionato della storia locale, nazionale, della vita consacrata, ricercatore assiduo di notizie ed informazioni sulle chiese locali e sulla chiesa universale, padre Cherubino conserva ancora oggi tale passione, attingendo le informazioni necessaria dai media moderni, quali internet, con suo pc portatile, che utilizza da circa  un anno. Buona parte della vita sacerdotale di padre Cherubino è stata vissuta e continua ad essere vissuta ad Itri. Nel convento dei passionisti di Itri-città, che si trova sulla cosiddetta zona dei Cappuccini, in quanto, prima dei passionisti era convento dei Cappuccini, giunse nel 1969 e da allora non ha mai cambiato convento e residenza. Solo 26 anni fa per esigenze del servizio al Santuario della Civita, dai superiori del tempo, fu spostato al santuario, dove attualmente vive con i confratelli. Negli anni 1969-1986 ha ricoperto l’ufficio di parroco di Santa Maria Maggiore in Itri formando varie generazioni di cristiani della comunità itrana, dando risalto ed importanza alla devozione e alla festa della Madonna della Civita.

Padre Cherubino verrà festeggiato dai suoi confratelli del Santuario e di altre comunità, in quanto l’inizio dell’ottantesimo anno di vita di questo conosciuto e stimato sacerdote passionista è un fatto importante per lui e per quanti lo stimano e ne apprezzano il generoso servizio alla Chiesa, nella Congregazione della Passione di Gesù Cristo, fondata da San Paolo della Croce. Noto per la sua passione per il canto, per la liturgia e per le funzioni religiose solenne, padre Cherubino è un’istituzione al Santuario della Civita, ma anche al convento dei passionisti di Itri, ove assicura, nei mesi invernali, la messa feriale quotidiana delle ore 7,30; mentre è presieduta da lui la messa solenne e cantata delle ore 10,30 al Santuario della Civita dei giorni festivi e domenicali.

“Sento il dovere –scrive padre Antonio Rungi – di fare i miei sinceri auguri, a nome mio personale e di tutti i confratelli della Provincia dell’Addolorata, al carissimo padre Cherubino, che, nonostante la sua veneranda età, e qualche problema di salute che inevitabilmente affiora con l’età, mantiene la stessa freschezza e gioia nel servire il Signore quale ministro dell’Eucaristia, della riconciliazione e liturgista. La sua testimonianza di vita sacerdotale e missionaria è un esempio per tutti i passionisti, soprattutto per i giovani, che possono ricevere da lui glli stimoli necessari per amare il ministero sacerdotale e coltivare la passione per la cultura, la storia, il bello che l’arte sacra può trasmettere a cuori ed animi sensibili come lui. Augurissimi padre Cherubino. Il Signore e la Madonna della Civita possano concederti  tanti anni ancora di vita ed in ottima salute, nonostante tutti i limiti dell’età dei più forti, che la Sacra Scrittura considera gli ottantenni”.

ITRI (LT). I PASSIONISTI DA 30 ANNI AL SANTUARIO DELLA CIVITA

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Itri (Lt). I Passionisti da 30 anni al Santuario della Civita

di Antonio Rungi

Era il 18 gennaio 1985, venerdì, quando i passionisti della comunità cittadina, attraverso padre Cherubino De Feo, religioso passionista, allora parroco di Santa Maria Maggiore in Itri, fu convocato al Santuario per ricevere le consegne delle chiavi e di tutto quanto era stato inventariato dai padri Guanelliani che avevano lasciato il Santuario per oggettive difficoltà.
In quel 18 gennaio, come quest’anno, erano presenti oltre i padri Ganelliani, i rappresentanti del clero cittadino di Itri ed i delegati vescovili di Gaeta, che a nome dell’arcivescovo mons. Luigi Maria Carli, morto nel 1986, dovevano firmare il passaggio delle consegne del Santuario dai Guanelliani ai Passionisti, tramite padre Cherubino. Così in pieno inverno padre Cherubino che l’aiuto dei confratelli della comunità di Itri-città dovettero assicurare subito il servizio al Santuario. Il primo ad accorrere in suo aiuto, con i permessi dei superiori, fi padre Eufrasio e successivamente padre Angelo. Si andò avanti così per qualche tempo, fino a quando il provinciale dei passionisti del tempo, padre Stanislao Renzi, si assunse la responsabilità di prendere il Santuario e stilare una convenzione con l’arcivescovo, monsignor Vincenzo Farano, confermata dagli altri provinciali che gli successero nel tempo. Fu nominato, nella persona di padre Giuseppe Polselli, il primo rettore e fu costituita la prima comunità passionista, direttamente dipendente dal Provinciale dei Passionisti di Napoli, assegnando a padre Renato Santilli l’ufficio di delegato del Provinciale. Da allora sono passati 30 anni esattamente e i passionisti hanno mantenuto l’impegno assunto, nonostante le oggettive difficoltà di poter portare avanti il Santuario, soprattutto negli ultimi anni, per la carenza di vocazioni e per il calo numerico dei religiosi. A succedere alla guida del santuario a padre Giuseppe fu padre Renato, fino al 2003, quando l’allora superiore provinciale dei passionisti di Napoli, padre Antonio Rungi (oggi di comunità al Santuario) propose all’arcivescovo del tempo, monsignor Pierluigi Mazzoni, il nome di padre Emiddio Petringa, quale rettore del Santuario e delegato del Provinciale. Da 12 anni padre Emiddio è superiore e rettore di questo luogo di preghiera mariana, punto di riferimento spirituale per il Basso Lazio e la Campania dei devoti della Madonna, di proprietà dell’arcidiocesi di Gaeta ed assegnato ai passionisti. Una prima convenzione tra i passionisti della provincia dell’Addolorata e l’Arcidiocesi di Gaeta scadeva il 21 maggio 2007. Con espresso volere dall’attuale arcivescovo, monsignor Fabio Bernardo D’Onorio, la convenzione è stata rinnovata fino a quando le parti non avranno intenzione di cambiare per motivi e clausole chiaramente inclusi nella stessa convenzione o per sopraggiunti altre motivazioni.
In questi 30 anni di presenza dei passionisti al Santuario della Civita, il volto del santuario è cambiato radicalmente anche come accoglienza e miglioramento delle strutture. Dalla stessa chiesa rifatta in tanti parti, ai locali della struttura di Pio IX, al convento, ai locali adibiti per esigenze della comunità religiosa dei passionisti, quali cucina, refettorio, stanze dei religiosi al secondo piano, quello di diretto accesso alla Chiesa e sacrestia. Lo scorso 21 luglio 2014, l’attesa inaugurazione dell’ascensore alla Civita che tanto utile risulta essere soprattutto per i diversamente abili, anziani e persone con problemi di deambulazione per raggiungere direttamente la chiesa. Cresciuto anche l’interesse verso il santuario da parte di nuove realtà ecclesiali, anche se, come in tutto l’occidente, si registra un calo di partecipazione alle funzioni religiose, soprattutto nei mesi invernali. Ad assicurare il servizio al santuario in questi ultimo anni sono quattro passionisti, che curano anche il convento dei passionisti della città di Itri, e sono: padre Antonio Rungi (ex-superiore provinciale dei passionisti di Napoli), padre Cherubino De Feo (ex-parroco di Santa Maria Maggiore in Itri), padre Emiddio Petringa (attuale rettore-superiore), padre Francesco Vaccelli, ben conosciuto perché per tanti anni parroco di Campodimele, da sacerdote diocesano e poi approdato nella Congregazione dei Passionisti.
A ricordare il fausto avvenimento dei trent’anni di presenza passionista al Santuario della Civita sono stati ieri gli stessi religiosi con alcuni collaboratori durante un incontro fraterno di preghiera e condivisione. A raccontare i dettagli di tutto il passaggio dai Ganelliani ai Passionisti è stato lo stesso padre Cherubino De Feo, che a distanza di 30 anni, essendo lui il diretto interessato a questo evento, ricordava con precisione non solo le persone presenti, ma gli atti firmati e il tempo inclemente che imperversava sulla Civita, come ieri 18 gennaio 2015. Padre Cherubino, come parroco di Santa Maria Maggiore e sacerdote passionista della comunità di Itri, dovette iniziare a pensare al tempio mariano. Con lui i padri passionisti della comunità cittadina oltre a pensare al Santuario della Civita, continuarono a guidare la parrocchia di Santa Maria Maggiore, la cui guida pastorale fu assunta da padre Angelo Di Battista e da lui assicurata fino al 2003. In quell’anno, in seguito ai cambiamenti effettuati dall’allora superiore provinciale, padre Antonio Rungi, subentrò padre Giovanni Giorgi, anche in qualità di Superiore della comunità passionista di Itri.
Nell’ottobre del 2012, i passionisti, su decisione dell’assemblea provinciale, hanno lasciato le due parrocchie di Itri per concentrarsi nel servizio al santuario della Civita e al Convento.
Nel prossimo mese di maggio 2015, con il capitolo provinciale unitario di tutti i passionisti d’Italia, di Francia e del Portogallo, si rivedranno le presenze dei passionisti e si deciderà per il futuro della loro presenza al Santuario e a Itri-città, dove la comunità è stata tolta dal giugno 2012; per cui una sola comunità giuridica, quella della Civita opera pastoralmente per il Santuario e per il Convento cittadino, con tante difficoltà logistiche e di spostamenti per assicurare un servizio pastorale all’altezza del compito che i passionisti hanno sempre svolto al meglio e con grande generosità nella Chiesa locale dell’Arcidiocesi di Gaeta.

P.RUNGI. IL DECALOGO DEI RELIGIOSI NELL’ANNO DELLA VITA CONSACRATA

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P. RUNGI (TEOLOGO MORALE). IL DECALOGO DEI RELIGIOSI NELL’ANNO DELLA VITA CONSACRATA

Dieci regole per vivere bene l’anno della vita consacrata. E’ quanto ha indicato padre Antonio Rungi, religioso passionista, teologo morale, già superiore provinciale dei passionisti del Lazio Sud e Campania, stilando uno speciale decalogo per i religiosi e le religiose.
Ecco le regole di vita per ogni consacrato in questo anno a loro dedicato:

In occasione dell’apertura dell’anno della vita consacrata, che si svolge dal 30 novembre 2014 (Prima Domenica di Avvento) fino al 2 febbraio 2016, Padre Antonio Rungi, ex-superiore provinciale dei passionisti di Napoli, teologo morale, pubblica uno speciale “decalogo della vita consacrata”. Si tratta di “dieci regole –scrive padre Rungi- per essere un buon religioso oggi, nell’attuale situazione ecclesiale e sociale in cui vivono ed operano gli istituti di vita consacrata, maschili e femminili”.

Ecco il testo delle regole dettate da padre Rungi.

1. L’amore verso Dio e i fratelli è il fondamento della religione e soprattutto per quanti scelgono di consacrarsi a Dio con la professione dei consigli evangelici. Questo comandamento sia costantemente vissuto a livello personale e comunitario da parte di coloro che sono chiamati alla perfezione della carità.

2. La preghiera è l’anima ed il cuore di ogni esperienza religiosa e soprattutto dei religiosi. Non manchi mai nella giornata e nella vita consacrata questo aspetto fondamentale della donazione a Dio, che necessita di essere alimentata dalla preghiera, meditazione e dall’ascesi. La celebrazione eucaristica, con la devozione alla Madonna caratterizzino lo stile orante di ogni consacrato.

3. L’obbedienza, primo fondamentale voto che ogni religioso professa, sia attentamente osservata in ogni momento della propria vita di consacrato, soprattutto quando costa sacrificio e rinuncia alle proprie vedute, idee e progetti personali al fine del bene comune.

4. La povertà visibile e leggibile stia nel cuore dei consacrati e venga testimoniata nel distacco completo dai beni della terra, privilegiando uno stile di vita sobrio, essenziale e libero da ogni desiderio mondano. A nessun religioso sia permesso di vivere in modo lussuoso e consumistico, memori di quanti non hanno nulla e soffrono la fame e la miseria su tutta la Terra.

5. La castità per il Regno dei cieli venga vissuta con semplicità e gioia, impegnandosi in ogni situazione, soprattutto di provocazione e di stimolazione al male, di mantenersi fedeli al dono della purezza del cuore, dei sentimenti, del corpo e della vita che Dio ci ha donato. Siano condannati apertamente atti commessi dai religiosi contro la dignità della persona umana, soprattutto se bambini e ammalati.

6. Lo stile di vita comunitaria prevalga su ogni individualistica visione della consacrazione a Dio e tutti i religiosi collaborino effettivamente per innalzare la qualità della vita in comune, puntando su una vera fraternità e condivisione, frutto di sentimento e sapienza che riscontriamo nel vero modello per tutti, che è Gesù.

7. Ogni religioso abbia particolarmente a cuore il carisma del proprio istituto, vivendo e testimoniandolo secondo i doni personali ricevuti che sono a servizio di tutti.

8. Il servizio dell’autorità venga svolto con donazione, generosità, paternità e competenza e tutti i religiosi, che sono chiamati a tale servizio nei rispettivi istituti, siano sensibili in umanità e spiritualità verso i confratelli o consorelle delle comunità.

9. L’ansia missionaria sia motivo costante non solo per annunciare ai fratelli il Vangelo della gioia, ma anche occasione di crescita in sintonia con le chiese locali e con la chiesa universale. Tutti siano davvero missionari con la parola, la preghiera e la testimonianza di una vita gioiosa nel Signore, sull’esempio di Maria, la Madre della gioia.

10. Ogni religioso abbia a cuore le sorti del proprio istituto promuovendo un’azione incisiva a livello di vocazioni da accogliere con disponibilità quando il Signore chiama i giovani o i meno giovani per seguirLo sulla via stretta dei consigli evangelici. Ogni consacrato sia promotore vocazionale nella famiglia, nella scuola, nella Chiesa, nell’apostolato e nella società.

ITRI (LT). PRESEPE NAPOLETANO TRADIZIONALE AL CONVENTO DEI PASSIONISTI

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ITRI (LT). PRESEPE NAPOLETANO AL CONVENTO DEI PASSIONISTI 

E’ in fase di allestimento e nei prossimi giorni sarà completato il presepe, stile settecento napoletano, che l’artista Antonio Lebone di Itri sta realizzando, come da vari anni, nella Chiesa dei padri Passionisti di Itri.

Il presepe occupa tutto lo spazio dell’ampia cappella di San Paolo della Croce, situata al lato sinistro di chi entra nella chiesa, dedicata alla Madonna di Loreto e risalente al 1600, quando erano i Cappuccini a conservare questo tempo di culto mariano.

Dal 1943 sono i figli spirituali di San Paolo della Croce a curare questa struttura e a conservarla per le future generazioni dei passionisti. Oggi, in occasione dell’annuale festa della Madonna di Loreto, è stata celebrata una messa solenne, cantata, e presieduta da padre Cherubino De Feo, parroco di Santa Maria Maggiore in Itri per oltre 25 anni e da 30 anni circa al Santuario della Civita.

Un convento antico e stile antico anche nel presentare il mistero della nascita di Gesù Cristo attraverso il presepe che in fase di allestimento.

Tante le novità apportate dal presepista, che con passione, competenza ed amore realizza vere e proprie opere d’arte. Vari i paesaggi che riportano all’attento osservatore al mistero della Nascita del Redentore, con ingranaggi nuovi e scenografie con particolare significato religioso e biblico. Al centro di tutto la grotta e la capanna, dove verrà deposto in Bambinello Gesù a conclusione della messa di mezzanotte della notte di Natale 2014, ormai imminente.

Negli anni passati era fratel Modesto De Angelis, ora nella comunità passionista di Airola (Bn) ad allestire il presepe nel convento dei passionisti, quando esisteva una comunità nella struttura. Oggi la comunità passionista è giuridicamente costituita presso il Santuario della Civita e gli stessi religiosi, in tutto quattro, pensano a curare pastoralmente e spiritualmente il convento cittadino, che è un punto di riferimento religioso importante per la città di Itri e per la Diocesi. Per migliorare il servizio religioso che intendono offrire i passionisti alla città di Itri anche l’annuale presepe napoletano che diventa in occasione delle feste natalizie un centro di interesse e curiosità da parte degli amanti del presepe tradizionale.

A sostenere ed incoraggiare queste iniziative è l’intera comunità dei passionisti della Civita, guidata da padre Emiddio Petringa, che è superiore-rettore del Santuario ed ha la responsabilità sulla struttura conventuale. Con lui collaborano per una presenza incisiva e fruttuosa dei passionisti nella città di Itri e dell’Arcidiocesi, padre Antonio Rungi, docente, predicatore, nonché padre Francesco Vaccelli e lo stesso padre Cherubino.

“Siamo grati ad Antonio –ha detto padre Rungi – che con passione ogni anno si dedica a realizzare il presepe nella nostra chiesa creando quel clima di festa e di gioia natalizia, senza il quale, anche un luogo di culto, già bello e raccolto per se stesso, non sarebbe bello in questo tempo senza il presepe. Il presepe, infatti, è sempre un forte richiamo iconico al grande mistero della nascita di Gesù, che porta tutti a serie riflessioni  sul Natale, soprattutto di questo anno 2014, perché sia un Natale di pace, giustizia, amore e solidarietà. Senza il Presepe non è Natale nelle chiese e nelle famiglie. Per cui bisogna rinnovare e potenziare questa sana tradizione, perché bella in se stessa e stimolante a livello spirituale e morale, oltre che artistico e sociale”.

ITRI (LT). TUTTO PRONTO PER LA FESTA DI SAN PAOLO DELLA CROCE.

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Itri (Lt). Festa 2014 di San Paolo della Croce

 

I passionisti della comunità del Santuario della Civita, che curano anche il convento dei passionisti di Itri città, hanno organizzato la festa in onore di San Paolo della Croce, per il prossimo 19 ottobre. Predisposto il tosello in chiesa e sistemata la statua, con il lavoro di Antonio Lebone e Franco Lorello, tutto è pronto per partire domani sera. Il triduo di preparazione e di predicazione si svolgerà nei giorni 16-17-18 ottobre 2014 con la messa del mattino alle ore 7,30 e la messa vespertina con omelia sul nostro fondatore alle ore 18.00. Nel primo giorno, giovedì 16 ottobre 2014, sarà padre Francesco Vaccelli, già parroco di Campodimele, a tenere la riflessione sulla figura di San Paolo della Croce, durante la messa della sera; il giorno 17 ottobre, venerdì, sarà la volta di padre Cherubino De Feo, per molti anni parroco di Itri e successivamente un punto di riferimento per il Santuario della Civita. Concluderà il triduo, padre Antonio Rungi, missionario e predicatore, i ed ex-provinciale dei passionisti di Napoli.

Tutti i fedeli e devoti del santo sono invitati a partecipare al triduo e alla festa. Infatti alle 17,00 i religiosi saranno a disposizione per le confessioni; alle 17,30 la preghiera del Santo Rosario meditato e alle 18.00 la messa con omelia.

Per il giorno 19, domenica, festa liturgica di San Paolo della Croce, le sante messe solenni saranno celebrate alle ore 8.00 e alle ore 18.00. La messa vespertina sarà preceduta dalla processione, alle ore 17.00.

I padri passionisti, guidati da padre Emiddio Petringa, Superiore e Rettore della Civita, d’intesa con il piccolo comitato stanno organizzando anche la processione con la statua del Santo, per le strade principali intorno al nostro convento, conosciuto qui come dei Cappuccini, quando in realtà in esso vi abitano i passionisti dal 1943. Infatti in 71 anni di presenza passionista ad Itri, i religiosi, figli spirituali d San Paolo della Croce, si sono perfettamente inseriti nel tessuto sociale della città, del territorio e della Diocesi. Sono, infatti, i passionisti a guidare pastoralmente e spiritualmente il Santuario della Civita dal 1985. Dal dopoguerra al 2012 hanno curato ininterrottamente la parrocchia di Santa Maria Maggiore in Itri e per due anni 2010-2012 anche la parrocchia di San Michele Arcangelo in Itri. La loro azione apostolica e missionaria si estesa alla predicazione itinerante in tutta la diocesi, sull’esempio di San Paolo della Croce che fu pellegrino ad Itri ed al Santuario della Civita, per vari mesi, nel 1726 insieme al suo fratello Giambattista. Per dire che San Paolo della Croce è ben conosciuto e venerato a Itri, tanto da dedicare a questo mistico della Passione di Cristo e missionario di Gesù Crocifisso una bellissima ed ampia cappella nel convento dei passionisti di Itri, con due grandi dipinti raffiguranti lo stesso Paolo della Croce nei momenti della glorificazione. Sempre nel convento di Itri è conservato il più bello ed espressivo quadro firmato dal celebre pittore Conca.

A conclusione domenica, 19 ottobre 2014 dopo la messa solenne, intorno alle 20.00, un momento di intrattenimento come tutti gli anni, organizzato dal piccolo comitato in onore di San Paolo della Croce, che ogni anno si offre generosamente per fare la festa in onore di un santo che portano nel loro cuore e che venerano con grande devozione.

San Paolo della Croce (Paolo Danei) nacque a Ovada, nell’Alessandrino, il 3 gennaio 1694 da famiglia nobile anche se in difficoltà economiche. Suo padre era un commerciante e lui lo aiuta, essendo il primo di 16 figli; ma il suo desiderio fu quello di dare vita un istituto religioso e combattere i Turchi. Si fa eremita e a 26 anni il suo vescovo gli consente di vivere in solitudine nella chiesa di Castellazzo Bormida, sempre nell’Alessandrino. Qui matura l’idea di una nuova Congregazione religiosa e nel 1725 Benedetto XIII lo autorizza a raccogliere compagni. Il primo fu suo fratello Giovanni Battista. Comincia a farsi chiamare «Frate Paolo della Croce», poi fonda la Congregazione dei «Chierici scalzi della santa Croce e della Passione di Nostro Signore Gesù Cristo» (Passionisti). Nel 1727 viene ordinato prete a Roma, poi si ritira sul monte Argentario, in provincia di Grosseto in Toscana, dove costruisce il primo convento dei Passionisti dedicato alla Presentazione e successivamente, sempre sul Monte Argentario un secondo convento, intitolato a San Giuseppe. Inizia una vasta campagna di predicazione delle missioni popolari, diventa direttore spirituale di vescovi, sacerdoti e laici e scrive tantissime lettere per sostenere il cammino spirituale dei suoi amici e penitenti.Tornato a Roma, nel 1750 predica per il Giubileo. Clemente XIV gli chiede spesso consiglio così come il suo successore Pio VI.  Guiderà la Congregazione dei Passionisti dalla nascita dell’Istituto fino alla morte di Paolo. Sia durante la vita che dopo la morte, la Congregazione di San Paolo della Croce si diffonde in Italia, in Europa ed oggi è presente in tutti continenti e in 60  nazioni, con 400 comunità, per 2200 passionisti oggi viventi. Muore il 18 ottobre 1775 a Roma e sarà proclamato santo da Pio IX nel 1867.

Itri (Lt). Festa anno 2014 in onore di San Paolo della Croce

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I Passionisti della comunità del Santuario della Civita, che curano anche il convento dei passionisti di Itri città, hanno organizzando la festa in onore di San Paolo della Croce, per il prossimo 19 ottobre.

Il triduo di preparazione e di predicazione si svolgerà nei giorni 16-17-18 ottobre 2014 con la messa del mattino alle ore 7,30 e la messa vespertina con omelia sul fondatore della Congregazione della Passione di Nostro Signore alle ore 18.00.

Nel primo giorno, giovedì 16 ottobre 2014, sarà padre Francesco Vaccelli, già parroco di Campodimele, a tenere la riflessione sulla figura di San Paolo della Croce, durante la messa della sera.

Il giorno 17 ottobre, venerdì, sarà la volta di padre Cherubino De Feo, per molti anni parroco di Itri e successivamente un punto di riferimento per il Santuario della Civita.

Concluderà il triduo, sabato 18 ottobre padre Antonio Rungi, missionario e predicatore, ex-provinciale. Nella stessa celebrazione sarà ricordato il transito di San Paolo della Croce, avvenuto a Roma il 18 ottobre 1775, nella Casa generalizia dei Santi Giovanni e Paolo al Celio. Occasione anche per leggere il testamento spirituale lasciato da San Paolo della Croce ai suoi religiosi.

Tutti i fedeli e devoti del santo sono invitati a partecipare al triduo e alla festa. Infatti alle 17,00 i religiosi saranno a disposizione per le confessioni; alle 17,30 la preghiera del Santo Rosario meditato e alle 18.00 la messa con omelia.

Per il giorno 19, domenica, festa liturgica di San Paolo della Croce, le sante messe solenni saranno celebrate alle ore 8.00 e alle ore 18.00.

I padri passionisti del Santuario della Civita, guidati da padre Emiddio Petringa, Superiore e Rettore della Civita, nonché consultore provinciale all’economia e alla solidarietà, d’intesa con il piccolo comitato stanno organizzando la piccola festa religiosa anche eventualmente con la processione della Statua di San Paolo per le strade principali intorno al convento, conosciuto qui come dei Cappuccini, ma  in realtà dei passionisti che vi abitano dal 1943.

In 71 anni di presenza passionista ad Itri, i religiosi, figli spirituali d San Paolo della Croce, si sono perfettamente inseriti nel tessuto sociale della città, del territorio e della Diocesi. Sono, infatti, i passionisti a guidare pastoralmente e spiritualmente il Santuario della Civita dal 1985.

Dal dopoguerra al 2012 hanno curato ininterrottamente la parrocchia di Santa Maria Maggiore in Itri e per due anni 2010-2012 anche la parrocchia di San Michele Arcangelo in Itri.

La loro azione apostolica e missionaria si è estesa alla predicazione itinerante in tutta la diocesi, sull’esempio di San Paolo della Croce che fu pellegrino ad Itri ed al Santuario della Civita, per vari mesi, nel 1726 insieme al suo fratello Giovanni Battista. A conferma che San Paolo della Croce è ben conosciuto e venerato a Itri, tanto da dedicare a questo mistico della Passione di Cristo e missionario di Gesù Crocifisso una bellissima ed ampia cappella nel convento dei passionisti di Itri, con due grandi dipinti raffiguranti lo stesso Paolo della Croce nei momenti della glorificazione.

Sempre nel convento di Itri è conservato il più bello ed espressivo quadro firmato dal celebre pittore Conca.

A conclusione domenica, 19 ottobre 2014 dopo la messa solenne, intorno alle 20.00, un momento di intrattenimento, come tutti gli anni, organizzato dal piccolo comitato in onore di San Paolo della Croce, che ogni anno si offre generosamente per fare la festa in onore di un santo che portano nel loro cuore e che venerano con grande devozione.

San Paolo della Croce (Paolo Danei) nacque a Ovada, nell’Alessandrino, il 3 gennaio 1694 da famiglia nobile anche se in difficoltà economiche. Suo padre era un commerciante e lui lo aiutava, essendo il primo di 16 figli; ma il suo desiderio fu quello di dar vita ad un istituto religioso e andare a combattere contro i Turchi. Altri erano i disegni di Dio sul suo conto. Infatti, si fa eremita e a 26 anni il suo vescovo gli consente di vivere in solitudine nella chiesa di Castellazzo Bormida, sempre nell’Alessandrino. Qui matura l’idea di una nuova Congregazione religiosa e nel 1725 Benedetto XIII lo autorizza a raccogliere compagni. Il primo fu suo fratello Giovanni Battista. Comincia a farsi chiamare «Frate Paolo della Croce», poi fonda la Congregazione dei «Chierici scalzi della santa Croce e della Passione di Nostro Signore Gesù Cristo» (Passionisti).

Nel 1727 viene ordinato prete a Roma, poi si ritira sul monte Argentario, in provincia di Grosseto in Toscana, dove costruisce il primo convento dei Passionisti dedicato alla Presentazione di Maria Santissima e successivamente, sempre sul Monte Argentario, un secondo convento, intitolato a San Giuseppe.

Inizia una vasta campagna di predicazione di missioni popolari, diventa direttore spirituale di vescovi, sacerdoti e laici e confessore dei Papi. Scrive tantissime lettere per sostenere il cammino spirituale dei suoi amici e penitenti.Tornato a Roma, nel 1750 predica per il Giubileo. Clemente XIV gli chiede spesso consiglio così come il suo successore Pio VI.  Guiderà la Congregazione dei Passionisti dalla nascita dell’Istituto fino alla morte di Paolo. Muore, infatti, il 18 ottobre 1775 a Roma e sarà proclamato santo da Pio IX nel 1867.

Sia durante la vita che dopo la morte, la Congregazione di San Paolo della Croce si diffonde in Italia, in Europa ed oggi è presente in tutti continenti e in 60  nazioni, con 400 comunità, con 2200 passionisti oggi viventi.

Itri (Lt). Per la solennità dell’Assunta al Santuario sono attesi migliaia di pellegrini

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Come tutti gli anni, la solennità dell’Assunta, per il vocabolario laico Ferragosto, al Santuario della Madonna della Civita è un giorno speciale per i pellegrini. La prassi vuole che in questo giorno i cristiani e i devoti della Madonna non vadano al mare. Sane e sante tradizioni per trascorrere la solennità dell’Assunta in famiglia e nell’assoluta tranquillità. Al Santuario tutto è pronto per accogliere i pellegrini. Anche l’ascensore è perfettamente funzionante per portare in chiesa persone diversamente abili, anziani o altre persone in difficoltà fisiche. Le messe sono assicurate dalle 8.00 del mattino fino alle 20.00 della sera con il seguente orario: 8,00; 9.00; 10,30; 12.00; 17.00; 18,00; 19.00 (all’aperto) ed eventualmente alle ore 20.00. A disposizione dei fedeli per le confessioni, per la celebrazione delle messe, per le varie benedizioni ci sono quattro religiosi della comunità passionista del Santuario: i padri Emiddio Petringa, Cherubino De Feo, Francesco Vacelli e padre Antonio Rungi, I passionisti del Santuario assicurano anche le messe feriali e festive al convento dei passionisti in città, da tutti conosciuto come convento dei cappuccini. Anche qui domani saranno celebrate le messe in onore della Madonna Assunta in cielo, alle ore 8.00 del mattino e alle ore 18.00 del pomeriggio. In questi giorni in preparazione alla solennità dell’Assunta, durante la settimana, il Santuario della Civita è stato meta di pellegrini e devoti, soprattutto del napoletano e della Campania. La presenza in zona, tra Itri, Formia, Gaeta, Scauri. Minturno, Sperlonga e Fondi di tanti napoletani che hanno casa o villa da queste parti o si fittano appartamenti per il Ferragosto favorisce il pellegrinaggio individuale o familiare al Santuario. Per domani, invece, sono attesi gruppi organizzati e i quattro religiosi in servizio al Santuario della Civita si attendono un buon afflusso. Unica preoccupazione il tempo. Quando è bello e non presenta rischi, al santuario arrivano i fedeli per fare visita alla Madonna, pregare, confessarsi, partecipare alla messa e ringraziare per i doni ricevuti. E’ soprattutto il 15 agosto, solennità dell’Assunta che per molti fedeli corre l’obbligo di andare a ringraziare la Madonna e salire al Santuario con i propri familiari. Portare con se i bambini per ricevere la benedizione di Maria. Nelle due messe prefestive di oggi, 14 agosto 2014, la partecipazione alle due messe delle 17.00 e delle 19.00 è stata contenuta, anche perché molti approfittano di questo giorno per trattenersi al mare per poi dedicarsi ai doveri religiosi e cristiani di domani festa della Madonna Assunta in cielo. E in molte famiglie si festeggiano anche gli onomastici di mamme, sorelle, mogli, figlie, essendo il nome Assunta abbastanza diffuso nel Sud.

Il salvadanaio coniugale della solidarietà

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SCAURI (LT). IL SALVADANAIO CONIUGALE DELLA SOLIDARIETA’. PARTE DALLA PARROCCHIA SANT’ALBINA L’INIZIATIVA ESTIVA PER AIUTARE I POVERI 

di Antonio Rungi 

Parte dalla Parrocchia Sant’Albina in Scauri (Lt), nell’Arcidiocesi di Gaeta, per iniziativa del parroco, don Simone Di Vito, “Il Salvadanaio coniugale della solidarietà” per aiutare i poveri del territorio e le missioni.  Tutto parte qualche anno fa, durante la celebrazione della santa messa dei giorni 7-8 agosto del 2008, quando una suora missionaria in Tanzania parlò della vita di stenti di tale e popolazione e del bisogno impellente di aiutarla, mancando del necessario.  Tra le tante persone presenti c’erano diverse coppie e cristiani intenzionati a fare qualcosa di concreto. E così i primi a muoversi in tale direzione furono due sposi, che decisero di mettere da parte per scopi missionari 50 centesimi al giorno, per tutto l’anno. Quella coppia riuscì a mettere da parte circa 200 euro in un salvadanaio che fu destinato alla solidarietà. Sostenuti dall’incoraggiamento di Don Simone Di Vito, l’iniziativa si è estesa e va ampliandosi, caratterizzandosi come un sistema di aiuto umanitario che nel piccolo può dare sostanziali contribuiti alla causa della solidarietà internazionale. In questa estate 2014, l’iniziativa ha preso il volo, anche in seguito alla testimonianza di una coppia che qui riportiamo integralmente, per essere di stimolo ed esempio a tutti gli altri: “ Caro don Simone,  Io, Antonio, e mia moglie, Carolina, grazie a Voi, da qualche anno viviamo la nostra vita con  una piccola gioia in più. E c’è un motivo. Era il 7 o l’8 agosto del 2008 e alla celebrazione della Santa Messa delle 19 una suora, missionaria in un paesino della Tanzania se non ricordo male, testimoniò la vita di stenti della popolazione e dell’estremo bisogno del necessario per vivere. Poi ci fu il  Vostro commento e quello lo ricordiamo bene, perché ci indusse a riflettere. Vi soffermaste sul concetto di delega che caratterizza l’esistenza di  molti di noi cristiani, anche la mia e di Carolina, tanto indolenti  da chiedere a Nostro Signore di provvedere a dare cibo a chi ha fame. E infatti, da bravi cristiani, ogni giorno, a pranzo e a cena, anche noi ringraziavamo Lui e, ricordandoci  di chi vive in povertà,  recitavamo la nostra preghiera: “Signore, Ti ringraziamo per questo cibo. Fa’ che in ogni parte del mondo per tutti i tuoi figli ci sia sempre qualcosa da mangiare. Amen.”E stavamo, in tal modo a posto con la nostra coscienza. Molto comodo, veramente molto comodo. Però da quel giorno qualcosa in noi è cambiato e Ve ne siamo grati, e così abbiamo cambiato anche la nostra preghiera quotidiana.

E da allora, prima di pranzo e cena, Carolina ed io preghiamo insieme dicendo: “Signore, Ti ringraziamo per questo cibo. Facciamo che  in ogni parte del mondo per tutti i tuoi figli ci sia sempre qualcosa da mangiare. Amen.” E, prima della preghiera, mettiamo da parte, ogni giorno, un moneta da 50 centesimi. Non è assolutamente un sacrificio. Anzi, è questa  la  piccola gioia che ci accompagna da qualche anno. Sono pochi gli Euro che raccogliamo in 365 giorni. Li consegniamo a Voi, come ogni anno, certi che saranno bene utilizzati. Il Signore Vi accompagni sempre. Carolina e Antonio Conzo. Scauri, 28 luglio 2014. Ed arrivano i ringraziamenti della suora, attraverso don Simone: “Gentilissimi signori Conzo grazie per l’offerta di 180 Euro mandata attraverso don Simone.  Il suo ricordo ci commuove! Vi ringraziamo a nome di tutte le suore della missione e specialmente a nome dei bimbi dell’asilo di Mkiwa che con il vostro dono riceveranno ogni giorno un pasto caldo a base di polenta e fagioli. Promettiamo di pregare per le vostre necessità. Che il Signore mandi sulla vostra famiglia abbondanza di  benedizioni!

Suor Incoronata”.

 

 

 

La Madonna di Fatima pellegrina ad Itri- Città.

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ITRI (LT).  LA MADONNA DI FATIMA PELLEGRINA AD  ITRI

di Antonio Rungi

Una delle 40 copie della statua della Madonna di Fatima che girano il mondo e che sono state benedette ed approvate dai responsabili del Santuario portoghese sarà in pellegrinaggio nella città di Itri a partire da domani, domenica, 3 agosto 2014. Intenso il programma di preghiera e di riflessione che il parroco, don Guerino Piccione, con la collaborazione del Movimento Mariano e il Servizio diocesano mariano, ha stilato per l’intera settimana, dal 3 al 10 agosto 2014, durante la quale l’immagine benedetta della Madonna di Fatina sarà alla venerazione dei  fedeli nella Chiesa parrocchiale di Santa Maria Maggiore nel centro cittadino di Itri. Appuntamento alle ore 18,30 nel pazziale Carabinieri d’Italia, quando arriverà la statua e la stessa verrà trasferita, in processione nella Chiesa principale di Itri. Seguiranno altri momenti di preghiera fino alla conclusione delle ore 23.00. Durante i giorni feriali il programma prevede messe, preghiere, confessioni ed altri atti di culto mariano. Ogni giornata è finalizzata ad un’istituzione o un gruppo sociale: lunedì, 4 agosto, giornata della famiglia e dei bambini; martedì, 5 agosto, giornata dei giovani; mercoledì 6 agosto, giornata delle aggregazioni laicali; giovedì 7 agosto, giornata eucaristica e vocazionale; venerdì 8 agosto, giornata dei malati; sabato 9 agosto, giornata dell’affidamento a Maria; domenica 10 agosto, giornata del saluto.

Nell’ambito della settimana mariana oltre ad essere impegnati i sacerdoti della città e dell’arcidiocesi, saranno impegnati anche i religiosi passionisti del vicino Santuario della Madonna della Civita, protettrice di Itri e dell’Arcidiocesi i cui solenni festeggiamenti annuali si sono conclusi il 22 luglio scorso. “La visita della Madonna pellegrina del Santuario di Fatima –scrivono gli organizzatori – è per la città di Itri e per l’intera Arcidiocesi un avvenimento di grazia e benedizione. Maria, la nostra Madre celeste, si fa vicina ai suoi figli, raccoglie ed ascolta le preghiere e i desideri del cuore ed ha qualcosa da dire e suggerire a ciascuno di noi”. Ed aggiunge il teologo morale, padre Antonio Rungi, del Santuario della Civita che “ogni peregrinatio delle sacre immagini della Madonna o dei Santi, oppure dello stesso Gesù, pensiamo al Crocifisso, a Gesù Misericordioso, è sempre un tempo di verifica personale e di conversione del cuore per chi, attraverso queste forme di pietà popolare, vuole rilanciare la propria fede mediante la testimonianza di un culto vero e sentito che parte dai noi stessi e si estende al mondo che ci circonda mediante l’esempio della vita e la fedeltà alle proprie scelte battesimali e cristiane. Ogni processione, ogni pellegrinaggio delle persone verso i santuari o delle immagini sacre nelle chiese o nei paesi dell’Italia e del Mondo è sempre occasione di rinnovamento spirituale, pastorale, ecclesiale, umano e sociale, se effettivamente ci mettiamo alla scuola di Maria, dei Santi e soprattutto dell’unico Salvatore che è Cristo Signore. Nel periodo di estivo, con la solennità dell’Assunta in vista, questa settimana mariana sarà utile a preparare degnamente i prossimi festeggiamenti in onore della Madonna Immacolata ed Assunta in cielo in corpo ed anima”.

Santuario della Civita. Lunedì 21 luglio inaugurazione del primo ascensore.

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Itri. Santuario della Civita. Tutto pronto per il nuovo ascensore del Santuario

di Antonio Rungi

Tutto pronto per l’inaugurazione del primo ascensore al Santuario della Civita, che sarà a disposizione dei pellegrini, soprattutto per le persone diversamente abili o inabili, per gli anziani e le persone in difficoltà per salire alla Chiesa. Lunedì 21 luglio 2014, festa della Madonna della Civita, patrona di Itri e dell’Arcidiocesi di Gaeta, alla presenza dell’arcivescovo, monsignor Fabio Bernardo D’Onorio, che presiederà, come tutti gli anni, il solenne pontificale al Santuario, nella mattinata, verrà inaugurato il primo ascensore del Santuario mariano. La coincidenza della festa della Madonna della Civita e l’afflusso massiccio dei pellegrini, renderà più significativa quest’opera realizzata per abbattere le barriere architettoniche al Santuario della Civita che non permetteva l’accesso ai fedeli, in difficoltà, alla Chiesa ove è esposto solennemente la miracolosa immagine della Madonna, che si rifà alla scuola di San Luca, l’Evangelista che ha meglio tratteggiato la figura di Maria, la Madre di Gesù Cristo e Madre della Chiesa. Una cabina consistente che può ospitare 8 persone per un massimo di 900 Kg. Una sola sosta, quella che va dalla zona-bar, all’ingresso principale del santuario e che può trasportare centinaia di fedeli in pochi minuti. Sistemata anche l’area esterna del santuario, ove durante l’estate, con il maggiore afflusso dei fedeli si può celebrare la messa all’aperto, con una media di presenza di 1.000 fedeli ogni celebrazione. Intanto, a partire da oggi sabato 19 luglio, un’intensa attività spirituale, pastorale e di accoglienza è in atto al Santuario della Civita, con il servizio costante di cinque passionisti, quattro di comunità (Emiddio, Cherubino, Francesco e Antonio Rungi) ed altro in aiuto in questi giorni. Fino al 22 luglio si prevede un afflusso di pellegrini da ogni parte della Diocesi e di altre regione ecclesiastiche. Il tutto favorito dal bel tempo che sta dominando in questi giorni e con il nuovo servizio di ascensore che sarà assicurato nella mattinata del 21 luglio, dopo l’inaugurazione. E per chi è interessato al programma delle celebrazioni religiosi e degli appuntamenti civili in occasione della festa della Civita nella città di Itri può consultare il programma. Variazioni ci sono stati nel corso dei giorni, in quanto canta Umberto Tozzi e non più Mango. I fuochi artificiali, dopo la tragedia di Tagliacozzo, dovrebbe essere un’altra ditta a fare i fuochi. Molte negatività registrate in questi giorni precedenti la festa, non hanno minimamente intaccata l’aspetto più bello e vero della devozione mariana, che è quella di venerare la Madonna nel suo sito naturale che è il Santuario e di festeggiarla solennemente in città, come è giusto che sia, essendo la patrona di Itri e la Compatrona dell’Arcidiocesi di Gaeta.