GAETA

P.RUNGI. COMMENTO ALLA PAROLA DI DIO DELLA XXV DOMENICA T.O. – 24 SETTEMBRE 2017

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XXV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)
DOMENICA 24 SETTEMBRE 2017

Comportarsi in modo degno del Vangelo

Commento di padre Antonio Rungi

Per un cristiano, la prima preoccupazione che dovrebbe avere nei suoi pensieri e nella sua mente è quella della fedeltà al Vangelo.

Non che gli altri uomini non abbiano obblighi; anzi tutti gli esseri umani hanno regole morali da rispettare e che hanno attinenza con l’essere stesso umano e sociale.

Chiaramente per ogni religione scattano specifici doveri ed obblighi per chi veramente sente la propria fede come elemento importante ed essenziale nella vita.

Perciò l’apostolo Paolo, nel brano della seconda lettura della parola di Dio di questa XXV domenica del tempo ordinario, tratto dalla sua lettera ai Filippesi, conclude con questa raccomandazione: “Comportatevi dunque in modo degno del vangelo di Cristo”.

Ma l’apostolo, in precedenza, aveva sottolineato un aspetto importante del suo essere convertito al vangelo di Cristo: “Per me il vivere è Cristo e il morire un guadagno”.

L’apostolo considera la vita eterna più importante della vita terrena. Tuttavia, egli precisa che “se il vivere nel corpo significa lavorare con frutto, non so davvero che cosa scegliere”.

Come dire, è bello pensare ed aspirare al paradiso, all’eternità, ma è altrettanto bello pensare e vivere una vita con frutti spirituali che portano ad accumulare beni per l’eternità.

E, quindi egli si trova in un conflitto interiore che, da un lato, desidera morire e dall’altro gli fa piacere vivere. Infatti dice con estrema lealtà interiore e sincerità del cuore: “Sono stretto  fra queste due cose: ho il desiderio di lasciare questa vita per essere con Cristo, il che sarebbe assai meglio; ma per voi è più necessario che io rimanga nel corpo”. Vede, quindi, la sua presenza importante per la comunità cristiana di Filippi, perché necessita della sua guida.

Il vivere e il morire lo sappiamo tutti è nelle mani di Dio. Noi possiamo esprimere dei desideri, degli auspici, ma è il Signore che decide sulla nostra vita e sul momento in cui dobbiamo lasciare questa terra. Se ci siamo ancora è perché Egli vuole così.

E noi cerchiamo di vivere questa vita, che ci ha donato, con il massimo impegno per dare frutti terreni e soprattutto eterni.

In questo contesto del premio, si comprende il bellissimo brano del Vangelo di oggi, che riguarda la chiamata degli operai a lavorare nella vigna di un signore che uscì in diversi momenti del giorno a chiamare le persone a lavorare con lui. Tutti risposero di sì e svolsero al meglio il compito affidato, dal mattino oppure nel tardo pomeriggio, ovvero per molte o poche ore di lavoro. Alla fine della giornata il padrone di casa, che aveva la sua vigna ed aveva assunto part-time o full-time per un giorno i lavoratori, nella sua piena libertà, pagò tutti allo stesso modo. Con i primi assunti fu firmato un accordo, con gli ultimi chiamati, nessuno accordo fu stipulato. Sappiamo come andò a finire quando i primi videro che il padrone diede la stessa somma agli ultimi e li pagò secondo il suo giudizio e la sua libertà di decidere. Infatti nel testo del vangelo, troviamo questa indicazione di comportamento da parte del padrone della vigna, il Quale rispondendo a uno di loro, disse: “Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse concordato con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene. Ma io voglio dare anche a quest’ultimo quanto a te: non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?”.

La conclusione e l’ammonizione finale del Vangelo di oggi ci fa riflettere molto e ci fa uscire dalle nostre presunte sicurezze di salvezza e di privilegiati della prima ora; per cui questa sentenza evangelica impone a tutti noi cristiani della prima ora o credenti che abbiamo ricevuto la fede da piccoli a non illudersi, perché “gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi”. L’arroganza, la presunzione di essere sempre i primi e di avvalersi di una sorte di eredità scontata o diritto alla primazia, viene messa in crisi dal modo di pensare ed agire di Dio. Purtroppo, in tutte le vicende umane, questa primazia e questa superiorità nei confronti degli altri, che arrivano per ultimi o alla fine, determina molti conflitti e gelosie e quando, anche nella chiesa, si scelgono gli ultimi per farli primi, c’è una ribellione e spesso una gelosia, che sfiora la vendetta o la lenta distruzione di chi è stato scelto per ricoprire ruoli e posti, non chiesti e non desiderati. Il rischio è che i primi rimangono eternamente primi, pur non meritando i primi posti, e gli ultimi rimangono eternamente ultimi, pur meritando i primi posti, perché si blocca il potere sui primi e non si guarda mai agli ultimi, intesi, in questo caso, anche come chi ha più bisogno di tutto ed è in necessità di ogni genere.

Ci serva da lezione spirituale e di vero itinerario di fede e di cammino interiore il bellissimo brano della prima lettura di questa domenica, tratto dal profeta Isaia, il profeta dell’umiltà e della disponibilità piena alla parola di Dio: “Cercate il Signore, mentre si fa trovare, invocatelo, mentre è vicino”.

E poi cambiare davvero vita e convertirsi alla verità e all’onestà: “L’empio abbandoni la sua via e l’uomo iniquo i suoi pensieri”.

Chi ha sbagliato “ritorni al Signore che avrà misericordia di lui e al nostro Dio che largamente perdona”.

Questo nostro Dio è grande e buono nell’amore e la sua misericordia è infinità, per cui non possiamo sapere effettivamente i pensieri di Dio, né pensare che le nostre strade coincidano con le sue. Spesso non si incontrano, perché noi chiediamo ed aspettiamo dal Signore, ciò che ci è utile, necessario nella vita terrena, Dio offre a noi ciò che è indispensabile per la vita eterna. Chi pensa secondo il mondo, non potrà mai incontrare il Signore, perché i suoi progetti sono di diversa natura, che è quella divina. Noi siamo fatti di carne e pensiamo secondo la carne e non secondo lo spirito.

La nostra preghiera, in questa domenica, sia la stessa che rivolgiamo a Dio con il Salmo 144, inserito nella liturgia della parola di oggi: “Ti voglio benedire ogni giorno, lodare il tuo nome in eterno e per sempre. Grande è il Signore e degno di ogni lode; senza fine è la sua grandezza. Misericordioso e pietoso è il Signore, lento all’ira e grande nell’amore. Buono è il Signore verso tutti, la sua tenerezza si espande su tutte le creature. Giusto è il Signore in tutte le sue vie e buono in tutte le sue opere. Il Signore è vicino a chiunque lo invoca, a quanti lo invocano con sincerità”.

Potessimo, ogni attimo della nostra vita comprendere l’inestimabile valore di rendere lode a Dio in ogni momento del nostro vivere, senza presumere di essere noi il dio, al posto del vero ed unico Dio, che Gesù Cristo ci ha rivelato con il volto della misericordia, della bontà, della tenerezza e dell’amore.

Bello, allora rivolgerci a Lui, con questa preghiera, la colletta della domenica XXV, che ci fa pregare con queste espressioni: “O Padre, giusto e grande nel dare all’ultimo operaio come al primo, le tue vie distano dalle nostre vie quanto il cielo dalla terra; apri il nostro cuore all’intelligenza delle parole del tuo Figlio,  perché comprendiamo l’impagabile onore di lavorare nella tua vigna fin dal mattino”. Amen.

 

P.RUNGI. I DIECI COMANDAMENTI GIUBILARI

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ITRI (LT). P. RUNGI. I DIECI COMANDAMENTI GIUBILARI

Ad un mese dall’apertura del Giubileo della Misericordia, indetto da Papa Francesco e che avrà inizio l’8 dicembre 2015 a Roma, padre Antonio Rungi, religioso passionista, ha composto un decalogo giubilare, nel quale, indicando dieci regole di comportamento, fissa l’attenzione sui contenuti essenziali per una degna celebrazione dell’anno santo.
I dieci comandamenti giubilari sono fissati in questi suggerimenti ed inviti ad agire a livello personale e comunitario.

 

1. Non avrai altro scopo nella vita che quello di servire Dio.

2. Ricordati che sei un peccatore e devi convertiti a Cristo Salvatore.

3. Non offendere nessuno con le parole e le azioni.

4. Ricordati di perdonare a chi ti ha offeso e di chiedere perdono se hai offeso tu.

5. Non pensare solo a te stesso, ma anche ai fratelli che sono in necessità.

6. Ricordati di fare il bene sempre, anche quando non sei ricambiato su questa terra e dai tuoi parenti.

7. Non essere arrogante, presuntuoso e altezzoso, ma sii umile, disponibile e amorevole verso tutti.

8. Ricordati che il Paradiso lo si conquista facendo il bene ed amando Dio e i fratelli.

9. Non essere, ipocrita, falso e infedele, ma sii coerente con te stesso.

10. Ricordati che la verità viene sempre a galla e che in Dio tutto sarà luce e trasparenza assoluta nell’eternità futura.

“Sono convinto -scrive padre Rungi in una Nota personale – che il prossimo giubileo che è prima di tutto per la Chiesa e per i membri tutti della Chiesa è un forte invito alla conversione personale, alla fedeltà alla propria vocazione battesimale, alla pulizia morale e alla trasparenza nei nostri atti e comportamenti. Questo tempo propizio e di grazia deve far riflettere tutti nella Chiesa di Cristo in questo tempo di forti scossoni, ma sempre pronti a rendere ragione della gioia, della speranza, della fede e dell’amore verso Dio e verso i fratelli in ogni situazione, anche dolorosissima, della nostra vita e di quella della comunità dei credenti. Nulla potrà mai separarci dall’amore di Dio e dalla sincera volontà di convertirci e fare sempre il bene, nonostante le piccole debolezze dell’esistenza”.

 

ITRI (LT). I PASSIONISTI DA 30 ANNI AL SANTUARIO DELLA CIVITA

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Itri (Lt). I Passionisti da 30 anni al Santuario della Civita

di Antonio Rungi

Era il 18 gennaio 1985, venerdì, quando i passionisti della comunità cittadina, attraverso padre Cherubino De Feo, religioso passionista, allora parroco di Santa Maria Maggiore in Itri, fu convocato al Santuario per ricevere le consegne delle chiavi e di tutto quanto era stato inventariato dai padri Guanelliani che avevano lasciato il Santuario per oggettive difficoltà.
In quel 18 gennaio, come quest’anno, erano presenti oltre i padri Ganelliani, i rappresentanti del clero cittadino di Itri ed i delegati vescovili di Gaeta, che a nome dell’arcivescovo mons. Luigi Maria Carli, morto nel 1986, dovevano firmare il passaggio delle consegne del Santuario dai Guanelliani ai Passionisti, tramite padre Cherubino. Così in pieno inverno padre Cherubino che l’aiuto dei confratelli della comunità di Itri-città dovettero assicurare subito il servizio al Santuario. Il primo ad accorrere in suo aiuto, con i permessi dei superiori, fi padre Eufrasio e successivamente padre Angelo. Si andò avanti così per qualche tempo, fino a quando il provinciale dei passionisti del tempo, padre Stanislao Renzi, si assunse la responsabilità di prendere il Santuario e stilare una convenzione con l’arcivescovo, monsignor Vincenzo Farano, confermata dagli altri provinciali che gli successero nel tempo. Fu nominato, nella persona di padre Giuseppe Polselli, il primo rettore e fu costituita la prima comunità passionista, direttamente dipendente dal Provinciale dei Passionisti di Napoli, assegnando a padre Renato Santilli l’ufficio di delegato del Provinciale. Da allora sono passati 30 anni esattamente e i passionisti hanno mantenuto l’impegno assunto, nonostante le oggettive difficoltà di poter portare avanti il Santuario, soprattutto negli ultimi anni, per la carenza di vocazioni e per il calo numerico dei religiosi. A succedere alla guida del santuario a padre Giuseppe fu padre Renato, fino al 2003, quando l’allora superiore provinciale dei passionisti di Napoli, padre Antonio Rungi (oggi di comunità al Santuario) propose all’arcivescovo del tempo, monsignor Pierluigi Mazzoni, il nome di padre Emiddio Petringa, quale rettore del Santuario e delegato del Provinciale. Da 12 anni padre Emiddio è superiore e rettore di questo luogo di preghiera mariana, punto di riferimento spirituale per il Basso Lazio e la Campania dei devoti della Madonna, di proprietà dell’arcidiocesi di Gaeta ed assegnato ai passionisti. Una prima convenzione tra i passionisti della provincia dell’Addolorata e l’Arcidiocesi di Gaeta scadeva il 21 maggio 2007. Con espresso volere dall’attuale arcivescovo, monsignor Fabio Bernardo D’Onorio, la convenzione è stata rinnovata fino a quando le parti non avranno intenzione di cambiare per motivi e clausole chiaramente inclusi nella stessa convenzione o per sopraggiunti altre motivazioni.
In questi 30 anni di presenza dei passionisti al Santuario della Civita, il volto del santuario è cambiato radicalmente anche come accoglienza e miglioramento delle strutture. Dalla stessa chiesa rifatta in tanti parti, ai locali della struttura di Pio IX, al convento, ai locali adibiti per esigenze della comunità religiosa dei passionisti, quali cucina, refettorio, stanze dei religiosi al secondo piano, quello di diretto accesso alla Chiesa e sacrestia. Lo scorso 21 luglio 2014, l’attesa inaugurazione dell’ascensore alla Civita che tanto utile risulta essere soprattutto per i diversamente abili, anziani e persone con problemi di deambulazione per raggiungere direttamente la chiesa. Cresciuto anche l’interesse verso il santuario da parte di nuove realtà ecclesiali, anche se, come in tutto l’occidente, si registra un calo di partecipazione alle funzioni religiose, soprattutto nei mesi invernali. Ad assicurare il servizio al santuario in questi ultimo anni sono quattro passionisti, che curano anche il convento dei passionisti della città di Itri, e sono: padre Antonio Rungi (ex-superiore provinciale dei passionisti di Napoli), padre Cherubino De Feo (ex-parroco di Santa Maria Maggiore in Itri), padre Emiddio Petringa (attuale rettore-superiore), padre Francesco Vaccelli, ben conosciuto perché per tanti anni parroco di Campodimele, da sacerdote diocesano e poi approdato nella Congregazione dei Passionisti.
A ricordare il fausto avvenimento dei trent’anni di presenza passionista al Santuario della Civita sono stati ieri gli stessi religiosi con alcuni collaboratori durante un incontro fraterno di preghiera e condivisione. A raccontare i dettagli di tutto il passaggio dai Ganelliani ai Passionisti è stato lo stesso padre Cherubino De Feo, che a distanza di 30 anni, essendo lui il diretto interessato a questo evento, ricordava con precisione non solo le persone presenti, ma gli atti firmati e il tempo inclemente che imperversava sulla Civita, come ieri 18 gennaio 2015. Padre Cherubino, come parroco di Santa Maria Maggiore e sacerdote passionista della comunità di Itri, dovette iniziare a pensare al tempio mariano. Con lui i padri passionisti della comunità cittadina oltre a pensare al Santuario della Civita, continuarono a guidare la parrocchia di Santa Maria Maggiore, la cui guida pastorale fu assunta da padre Angelo Di Battista e da lui assicurata fino al 2003. In quell’anno, in seguito ai cambiamenti effettuati dall’allora superiore provinciale, padre Antonio Rungi, subentrò padre Giovanni Giorgi, anche in qualità di Superiore della comunità passionista di Itri.
Nell’ottobre del 2012, i passionisti, su decisione dell’assemblea provinciale, hanno lasciato le due parrocchie di Itri per concentrarsi nel servizio al santuario della Civita e al Convento.
Nel prossimo mese di maggio 2015, con il capitolo provinciale unitario di tutti i passionisti d’Italia, di Francia e del Portogallo, si rivedranno le presenze dei passionisti e si deciderà per il futuro della loro presenza al Santuario e a Itri-città, dove la comunità è stata tolta dal giugno 2012; per cui una sola comunità giuridica, quella della Civita opera pastoralmente per il Santuario e per il Convento cittadino, con tante difficoltà logistiche e di spostamenti per assicurare un servizio pastorale all’altezza del compito che i passionisti hanno sempre svolto al meglio e con grande generosità nella Chiesa locale dell’Arcidiocesi di Gaeta.

A Scauri le Lodi Mattutine si recitano in spiaggia a prima mattina

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Scauri (Lt). Le Lodi Mattutine si pregano in spiaggia di buon mattino

di Antonio Rungi

In estate non va in vacanza la vita spirituale e la vita liturgia del cristiano. Per aiutare il cammino di preghiera della comunità parrocchia di Sant’Albina in Scauri (Lt), diocesi di Gaeta, congiuntamente ai villeggianti presenti nella rinomata e frequentata meta turistica del Sud Pontino,  il parroco, don Simone De Vito ha attivato per i mesi estivi la preghiera delle Lodi in spiaggia. E’ la preghiera che apre, praticamente, la giornata di ogni cristiano e che sempre più si diffonde tra i fedeli laici, essendo una volta solo preghiera dei preti e dei religiosi e religiose. Oggi in tutte le comunità parrocchiali, prima della messa del mattino o inserite in essi si pregano le Lodi mattutine, una delle parti più significative e sentite della liturgia quotidiana delle ore. L’incontro di preghiera estiva e balneare si svolge grazie alla disponibilità dei gestori del Lido Aurora e trova nel litorale scaurese un luogo affascinante e suggestivo che permette l’incontro personale e comunitario con Dio, anche nei mesi dedicati più al riposo e alla vacanza.  Il quotidiano appuntamento delle 8.15 del mattino sta riscuotendo un buon successo di partecipazione, dato l’orario comodo, soprattutto per i piccoli, gli adulti e gli anziani che possono così  usufruire della brezza marina di prima mattina, salutare al corpo e allo spirito. In tal modo, l’iniziativa di carattere prettamente spirituale e pastorale è anche una valida occasione per curare la mente, il cuore ed il corpo con la preghiera delle Lodi a Dio creatore ed ordinatore dell’universo. La preghiera è fatta con sentimento e il gruppo consistente di partecipanti non si limita solo a pregare e a recitare i salmi, ma anche a cantarli con maestria sulla spiaggia del Sud Pontino.

 

Santuario della Civita. Lunedì 21 luglio inaugurazione del primo ascensore.

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Itri. Santuario della Civita. Tutto pronto per il nuovo ascensore del Santuario

di Antonio Rungi

Tutto pronto per l’inaugurazione del primo ascensore al Santuario della Civita, che sarà a disposizione dei pellegrini, soprattutto per le persone diversamente abili o inabili, per gli anziani e le persone in difficoltà per salire alla Chiesa. Lunedì 21 luglio 2014, festa della Madonna della Civita, patrona di Itri e dell’Arcidiocesi di Gaeta, alla presenza dell’arcivescovo, monsignor Fabio Bernardo D’Onorio, che presiederà, come tutti gli anni, il solenne pontificale al Santuario, nella mattinata, verrà inaugurato il primo ascensore del Santuario mariano. La coincidenza della festa della Madonna della Civita e l’afflusso massiccio dei pellegrini, renderà più significativa quest’opera realizzata per abbattere le barriere architettoniche al Santuario della Civita che non permetteva l’accesso ai fedeli, in difficoltà, alla Chiesa ove è esposto solennemente la miracolosa immagine della Madonna, che si rifà alla scuola di San Luca, l’Evangelista che ha meglio tratteggiato la figura di Maria, la Madre di Gesù Cristo e Madre della Chiesa. Una cabina consistente che può ospitare 8 persone per un massimo di 900 Kg. Una sola sosta, quella che va dalla zona-bar, all’ingresso principale del santuario e che può trasportare centinaia di fedeli in pochi minuti. Sistemata anche l’area esterna del santuario, ove durante l’estate, con il maggiore afflusso dei fedeli si può celebrare la messa all’aperto, con una media di presenza di 1.000 fedeli ogni celebrazione. Intanto, a partire da oggi sabato 19 luglio, un’intensa attività spirituale, pastorale e di accoglienza è in atto al Santuario della Civita, con il servizio costante di cinque passionisti, quattro di comunità (Emiddio, Cherubino, Francesco e Antonio Rungi) ed altro in aiuto in questi giorni. Fino al 22 luglio si prevede un afflusso di pellegrini da ogni parte della Diocesi e di altre regione ecclesiastiche. Il tutto favorito dal bel tempo che sta dominando in questi giorni e con il nuovo servizio di ascensore che sarà assicurato nella mattinata del 21 luglio, dopo l’inaugurazione. E per chi è interessato al programma delle celebrazioni religiosi e degli appuntamenti civili in occasione della festa della Civita nella città di Itri può consultare il programma. Variazioni ci sono stati nel corso dei giorni, in quanto canta Umberto Tozzi e non più Mango. I fuochi artificiali, dopo la tragedia di Tagliacozzo, dovrebbe essere un’altra ditta a fare i fuochi. Molte negatività registrate in questi giorni precedenti la festa, non hanno minimamente intaccata l’aspetto più bello e vero della devozione mariana, che è quella di venerare la Madonna nel suo sito naturale che è il Santuario e di festeggiarla solennemente in città, come è giusto che sia, essendo la patrona di Itri e la Compatrona dell’Arcidiocesi di Gaeta.

Itri (Lt). E’ iniziato il novenario in preparazione alla Madonna della Civita

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Itri (Lt). Iniziato il novenario in preparazione alla festa della Civita

Con la solenne celebrazione eucaristica di ieri sera, 11 luglio 2014, alle ore 19,30, presieduta da padre Antonio Rungi, passionista della comunità del Santuario della Civita  è iniziato il novenario in preparazione alla festa della Madonna della Civita, in Itri, che si festeggia il 21 luglio di ogni anno. Davanti a oltre 200 fedeli, padre Antonio Rungi ha parlato, durante l’omelia, della devozione di San Paolo della Croce, fondatore dei passionisti, verso la Madonna della Civita, citando i temi mariani più significativi che San Paolo della Croce ha trattato nei suoi scritti spirituali. Padre Rungi ha richiamato all’attenzione dei fedeli, presenti nella Chiesa di Santa Maria Maggiore, il fatto storico della venuta di San Paolo della Croce al Santaurio della Civita nel 1726, dove si trattenne, in preghiera, penitenza e svolgendo il suo ministero apostolico, dal maggio al settembre di quell’anno, insieme al fratello Giovanni Battista. Il noto predicatore dei passionisti della provincia dell’Addolorata, padre Antonio Rungi, ha incentrato la sua meditazione e riflessione sulle virtù mariane della carità, dell’umiltà e della pazienza, che san Paolo della Croce ha trattato, invitando tutti ad imitare la Madonna in questi fondamentali valori spirituali e morali. Con padre Rungi hanno concelebrato don Guerino Piccione, parroco, e don Gennaro Petruccelli, vicario-parrocchiale di San Maria Maggiore. Hanno collaborato al servizio liturgico il diacono permanente Ernesto, i piccoli ministranti della parrocchia. La liturgia è stata animata dai canti della schola conato rum parrocchiale.

La celebrazione della santa messa è stata preceduta dal recita del santo rosario meditato e dalle litanie lauretane cantate. Una celebrazione molto ben organizzata e sentita dal popolo di Itri, che nella Madonna della Civita, trova il suo faro di luce e di speranza, come ha sottolineato il predicatore di turno, padre Antonio Rungi, il quale ha introdotto la sua riflessione dicendo che chi ben inizia è a metà dell’opera. Spiritualmente la festa procede con regolarità, mentre sul versante civile e di organizzione della varie manifestazioni, promosse dal Comitato Maria SS. Della Civita, si stanno registrando vari problemi. Non ultima la morte dei fuochisti di Tagliacozzo che dovevano illuminare il Castello a conclusione dei festeggiamenti. Un ricordo speciale nelle preghiere di inizio novenario anche per questa sfortunata famiglia che ha preso tutto e soprattutto la vita di alcuni membri di essi.

Il novenario proseguirà stasera fino al 19  luglio con sacerdoti diversi che presiederanno la celebrazione eucaristica e terranno, di sera in sera, l’omelia. Il tema di questo novenario è Maria Santissima nella vita e nella devozione dei Santi. Con padre Rungi si è iniziato con  San Paolo della Croce, che fu un grande devoto della Madonna della Civita ed ha trasmesso questa devozione a tutti i suoi figli spirituali che ad Itri sono presenti dal 1943 e al Santuario della Civita dal 1985.

Questa mattina al Santuario della Civita si sono conclusi i sette sabati in preparazione alla festa della Protettrice. Come in tutti i sabati dal mese di maggio ad oggi un buon gruppo di fedeli, chi a piedi, chi un pullman, chi in auto e chi in bici hanno raggiunto il Santuario per venerare la Madonna e parteciapare alla santa messa. Occasione anche per confessarsi, data la disponibilità dei quattro sacerdoti che attualmente sono, stabilmente, di comunità alla Civita: padre Emiddio Petringa, padre Cherubino De Feo, padre Francesco Vaccelli e padre Antonio Rungi.

Sempre questa mattina partirà il tour-pellegrinaggio da Itri a Gaeta e ritorno per commemorare i 165 anni della salita al Santuario della Civita di Papa Pio IX, oggi Beato. Vi partecipano piccoli, giovani e grandi, capeggiati dal parroco don Guerino Piccione e dal vicario-parrocchiale, don Gennaro Petruccelli.

Santuario della Civita. Tutto pronto per il primo ascensore dei pellegrini

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Itri. Santuario della Civita. Tutto pronto per il nuovo ascensore del Santuario

di Antonio Rungi

In dirittura d’arrivo i lavori per la realizzazione del primo ascensore al Santuario della Civita, che sarà a disposizione dei pellegrini, soprattutto per le persone diversamente abili o inabili, per gli anziani e le persone in difficoltà per salire alla Chiesa. Con questa opera costata 150.000 euro si realizza un sogno importante: quello di eliminare le barriere architettoniche al Santuario della Civita che non permette l’accesso ai fedeli in difficoltà alla Chiesa, ove è esposto solennemente la miracolosa immagine della Madonna, che si rifà alla scuola di San Luca, l’Evangelista che ha meglio tratteggiato la figura di Maria, la Madre di Gesù Cristo e Madre della Chiesa. Questa mattina si ha avuto la possibilità di fotografare l’ascensore che è stato già installato e già funziona. Una bella cabina che può ospitare 8 persone per una massimo di 900 Kg. Una sola sosta, quella che va dalla zona-bar, all’ingresso principale del santuario, fino al spazio antistante la Chiesa. Una sola fermata, quindi, che servirà a portare in pochi secondi dal piano terra al primo piano centinaia di pellegrini nell’arco di pochi minuti. Specchio all’interno e tutti i sistemi di sicurezza. Manca solo il collaudo, che sarà effettuato alla fine settimana e per il giorno 21 luglio, festa della Madonna della Civita con la presenza dell’arcivescovo che presiederà, come tutti gli anni, il solenne pontificale al Santuario, nella mattinata, si inaugurerà il primo ascensore al Santuario della Civita. Nelle foto che vi pubblichiamo si evince chiaramente che i tempi previsti per la realizzazione dell’opera sono stati rispettati e se non ci saranno contrattempi dell’ultimo momento o magari un altro motivo per anticipare o posticipare l’inaugurazione, data la coincidenza con la festa della Madonna della Civita e l’afflusso massiccio dei pellegrini, il tutto avverrà come da programma il 21 luglio prossimo. A seguire i lavori è stato il rettore del Santuario, padre Emiddio Petringa, ma frequenti sono state le visite anche dei responsabili della Curia Arcivescovile di Gaeta, anche di sua Eccellenza, monsignor Fabio Bernardo D’Onorio, per verificare di persona i lavori, così pure dei responsabili degli altri Enti che hanno sostenuto l’opera e l’hanno portata a termine. Ora si cambia registro ed anche alla Civita si può arrivare non solo per le scale, ma anche con l’ascensore, destinato soprattutto alle persone inabili

Itri (Lt). Al via i solenni festeggiamenti in onore della Madonna della Civita

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ITRI (LT). SOLENNI FESTEGGIAMENTI IN ONORE DELLA MADONNA DELLA CIVITA, COMPATRONA DELL’ARCIDIOCESI DI GAETA  

di Antonio Rungi 

Dopo l’importante convegno di domenica scorsa, 6 luglio 2014, sulle figure dei due Papi Santi, Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II, al quale ha partecipato il direttore di Avvenire, Marco Tarquinio, Sgarbi, Roncalli e Girotti, entrano nel vivo i solenni festeggiamenti in onore della Madonna della Civita, che si svolgono dall’11 luglio al 22 luglio di ogni anno nella città di Itri e al Santuario Mariano, che distanza dal centro cittadino 13 Km a 700 metri sul livello del mare, dove da oltre 1000 anni  si venera la Madonna sotto questo titolo.

Venerdì prossimo, 11 luglio, prende il via il solenne novenario in preparazione alla festa, che ricorre liturgicamente  il 21 luglio. Sarà padre Antonio Rungi, passionista della Comunità del Santuario della Civita, ex superiore provinciale dei Passionisti di Napoli, a tenere la prima meditazione su Maria della Civita e San Paolo della Croce. Il fondatore dei Passionisti fu al Santuario della Civita dal maggio al settembre 1726, con il suo fratello Giovanni Battista.

Nove giorni di preghiera e predicazione sul tema “Maria nella vita dei santi”, che saranno animati da nove diversi sacerdoti che tratteranno questo tema durante l’omelia della messa serotina delle ore 19.00. Nel programma dei festeggiamenti tutti i nomi dei sacerdoti che interverranno.

Sabato 12 luglio in occasione dei 165 anni  della venuta del Beato Pio IX a Gaeta e al Santuario della Civita, si svolgerà un pellegrinaggio in bici da Itri a Gaeta nel Santuario della Madonna Annunziata per venerare la Madonna Immacolata, davanti alla quale pregò il beato Pio IX, prima di proclamare il dogma. I momenti più significativi di questa annuale ricorrenza sono la collocazione del busto argenteo della Madonna della Civita sull’altare Maggiore, sabato 19 luglio alle ore 20,30 con il tradizionale canto delle “Dodici Rose” e omaggio floreale delle donne itrane in dolce attesa; poi le varie processioni programmate nei giorni di sabato sera dalla Chiesa di Santa Maria Maggiore fino a San Michele Arcangelo, dove la sacra icona della Madonna resterà per la veglia di preghiera della comunità per l’intera nottata. Domenica la processione da San Michele per le vie della città, con inizio alle ore 10.00 e lunedì 21 luglio, alle ore 9.00 per tutta la città di Itri. Giornate speciali per gli ammalati con la presenza dell’arcivescovo emerito de L’Aquila, monsignor Giuseppe Molinari,  che celebrerà venerdì 18 luglio nella Chiesa di Santa Maria Maggiore, dove da sempre si festeggia la Madonna della Civita, essendo la chiesa parrocchiale principale e centrale della cittadina. L’arcivescovo di Gaeta, monsignor Fabio Bernardo D’Onorio sarà presente nella giornata di festa con la celebrazione della messa solenne il giorno 21, alle ore 11.00  al Santuario della Civita e il giorno 22, alle ore 9.00 nella Chiesa di Santa Maria Maggiore, che guiderà la processione conclusiva e con l’atto di affidamento alla Madonna della Civita della città di Itri e dell’Arcidiocesi.  I solenni festeggiamenti si concludono il giorno 22 dopo la messa dell’Emigrante, presieduta da padre Augusto Matrullo, passionista, originario di Itri, rettore della Basilica dei Santi Giovanni e Paolo a Roma, e la riposizione del busto argenteo della Madonna nella cappella laterale della Chiesa di Santa Maria Maggiore, a mezzanotte del 22 luglio.

Nei vari momenti di preghiera e di animazione liturgica e pastorale saranno coinvolti i sacerdoti della diocesi, il comitato Santa Maria della Civita, Seminaristi, diaconi, ministranti, schola cantorum, Caritas, volontari. Per la festa annuale della Civita arrivano i devoti della Madonna da ogni parte della Diocesi, dal Lazio, dalla Campania, essendo la Madonna molto venerata in queste regioni. Un movimento di fede e di spiritualità mariana. Molto significativa è l’iniziativa annuale di ospitare gli extracomunitari nelle strutture locali e assicurare loro vitto ed alloggio, soprattutto nei quattro giorni più importanti della festa patronale della Madonna della Civita. A proposito del significato di questa festa religiosa, scrive il parroco, don Guerino Piccione, che la Madonna è modello sublime per tutti i suoi figli. Ella è la donna delle relazioni autentiche con Dio e con i fratelli. Nella visita a Santa Elisabetta, la Madonna si presenta come donna capace di mettersi accanto agli altri con gioia, generosità, con tempi lunghi e non con frugalità e in modo occasionale. Impariamo dalla Madonna come nella quotidianità è possibile vivere in modo stabile il nostro rapporto con Dio, per vivere in modo altrettanto solido le nostre relazioni interpersonali”.

Saranno giorni, come si  legge dal vasto ed articolato programma dei festeggiamenti, giorni di impegno spirituale e pastorale serio nel nome della Beata Vergine Maria, Madre e Regina della Civita, ovvero della città di Dio e degli uomini.

Itri (Lt). Al Santuario della Civita ci si prepara per il 25 anniversario della venuta di San Giovanni Paolo II in questo luogo di preghiera.

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Itri (Lt). Al Santuario della Civita si ricorda il 25° anniversario della visita di San Giovanni Paolo II a questo luogo mariano di fede e di devozione popolare 

di Antonio Rungi 

Il 25 giugno 1989, Sua Santità Giovanni Paolo II volle farsi pellegrino di pace, venerando la Vergine SS.ma della Civita, in occasione della Visita Pastorale all’Arcidiocesi di Gaeta e in coincidenza dei 150 anni del pellegrinaggio alla Civita di Pio IX il 10 febbraio 1849, quando era esule a Gaeta.

In occasione del 25° anniversario di questo storico avvenimento, al Santuario della Madonna una serie di manifestazioni religiose e culturali si sono programmate per dare giusto risalto a tale evento, soprattutto dopo la canonizzazione di Giovanni Paolo II.  Un convegno culturale è stato programmato pe tale data ad Itri, da chi 25 anni fa visse in prima persona tale gioioso avvenimento, nell’arcidiocesi e tra i Passionisti.

E c’è chi auspica, quanto prima, la venuta al Santuario della Civita anche di Papa Francesco. Qui sono in fase d ultimazione i lavori per accogliere i pellegrini e fare del santuario un centro di spiritualità e di animazione pastorale. In fase di completamento è l’ascensore che abbatterà le barriere architettoniche per diversamente abili e per anziani o malati.

La devozione alla Madonna della Civita parte da molto lontano e supera il millennio. Infatti, la devozione nasce per un evento miracoloso, riferito al rinvenimento del  ritratto bizantino, in cui è raffigurata la Madonna con Bambino, forse scampato all’iconoclastia, come accadde per altri esemplari. Il quadro fu rinvenuto su un leccio sul monte Fusco e da allora divenuto luogo e meta dei pellegrinaggi, soprattutto di sabato e domenica e specialmente nei tempi liturgici e mariani più sentiti dalla devozione popolare come il mese di maggio.

Fun  nel 1147 che, per la prima volta, si fa menzione di una chiesa della Madonna della Civita in alcune donazioni lasciate dal notaio Gualgano e da sua moglie Sighelgarda. Costante fu la popolarità del santuario, tanto che il vescovo di Gaeta mons. Patrizi definì la chiesa devotissima e di antica venerazione e ne procurò il restauro. Mons. Pergamo il 20 luglio 1777 incoronò per la prima volta la Madonna della Civita. La chiesa fu oggetto di notevoli interventi nel corso del XIX secolo. Nel 1877 mons. Contieri  incoronò per la seconda volta la Madonna.

Il 10 febbraio 1849 Pio IX e Ferdinando II visitarono il Santuario. Un museo raccoglie i ricordi di quella giornata. 

Sulla facciata della chiesa sono inseriti frammenti di antichi reperti romani e medioevali.

Nel santuario sono custoditi i numerosi ex voto  raccolti in molti anni di pia devozione; su è costituito di recente un museo della tradizione religiosa popolare. Il santuario, di diritto diocesano, dopo la reggenza dei padri Guanelliani, è stato affidato, nel 1985, ai padri Passionisti, che tuttora ne sono i custodi e gli animatori spirituali. Una comunità di cinque sacerdoti, attualmente pensa ad assicurare il servizio spirituale alla Civita, con la celebrazione delle messe, le confessioni, le benedizioni e altri momenti religiosi e spirituali tipici di un santuario, come quello della Civita che varca i confini della diocesi e costituisce un punto di riferimento per popolazioni del Sud Pontino, Alto casertano, Campania, Lazio e altre Regioni italiane. La devozione alla Madonna della Civita è stata diffusa in varie parti di Mondo, soprattutto in America, dove una attiva comunità di itrani promuove annualmente la festa della Madonna della Civita, in coincidenza con quella patronale della Città di Itri e dell’Arcidiocesi di Gaeta, il giorno 21 luglio.

Attualmente il Santuario è meta di quasi mezzo milione di pellegrini l’anno, di cui non meno del 10% sale ancora a piedi con grande devozione.

ITRI (LT). PROSEGUONO I LAVORI PER L’ASCENSORE AL SANTUARIO DELLA CIVITA

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Itri (Lt). Lavori al Santuario della Madonna della Civita per l’abbattimento delle barriere architettoniche

di Antonio Rungi 

Proseguono speditamente i lavori al Santuario della Madonna della Civita, in Itri (Lt), per la costruzione di un ascensore per i fedeli, in modo da favorire l’accesso al santuario da parte dei diversamente abili ed anziane e persone inabili. I lavori sono iniziati venerdì 21 marzo, alle ore 17:00, con la posa e benedizione della prima pietra, alla presenza dell’arcivescovo di Gaeta, monsignor Fabio Bernardo D’Onorio e di autorità civili del territorio. L’opera che costerà 150.000 euro è stata finanziata dall’Arcidiocesi e della Provincia di Latina, ed è finalizzata all’abbattimento delle barriere architettoniche che ostacolano l’accesso al tempio mariano, situato nel Comune di Itri (Lt) a quota 700 metri sul livello del mare ed uno dei santuari dedicato alla Vergine Santa, tra i più antichi e più frequentati d’Italia. Ad oggi, l’accesso al santuario della Madonna della Civita, da sempre considerato l’emblema della devozione dei tanti fedeli pontini e non solo, è consentito solo per mezzo di una impervia scalinata che rende difficile ai fedeli affetti da diverse disabilità, soprattutto motorie, il raggiungimento del luogo di culto, in autonomia e sicurezza, impedendo cosi la possibilità di godere appieno dell’esperienza spirituale e religiosa cui i pellegrini aspirano con la visita ai luoghi sacri. Nel raccogliere l’esigenza di abbattere ogni ostacolo architettonico e consentire l’accesso ai tanti fedeli che ogni anno si recano in visita al venerato santuario, la Provincia di Latina, attraverso un’attenta pianificazione ed il sostegno ai tanti progetti connessi allo sviluppo della personalità umana, ha inteso rivolgere il proprio interesse verso tutte quelle azioni ed interventi utili ad un innalzamento della qualità della vita dei propri cittadini sia come singolo che come collettività, destinando il proprio contributo finanziario all’esecuzione di un elevatore verticale che dal piede dell’ascensore conduce sul sagrato del Santuario. La mancanza di elevatori costituisce senza alcun dubbio un vero e proprio ostacolo per i tanti  pellegrini che, diversamente abili, si vedono limitata la loro personalità ed impossibilitati ad accedere al venerato santuario. L’intervento oltre a mostrare sensibilità verso chi è meno fortunato, assicura a tutti i fedeli un maggior grado di sicurezza e di fruibilità anche per i più piccini. Dal prossimo mese di Giugno, tutti i fedeli potranno accedere in assoluta autonomia  e visitare lo splendido Santuario, apprezzarne il valore architettonico oltre che sacro, godere della sua spiritualità senza più incappare in barriere architettoniche insensibili alle disabilità ed ostacoli alla libera crescita umana e spirituale, diritto di ogni individuo. Difficoltà che registrano quotidianamente e soprattutto nelle domeniche e grandi feste, i padri passionisti a cui è affidato la cura spirituale e l’organizzazione del santuario dal 1985. Cinque i padri attualmente impegnati, soprattutto di domenica per assicurare l’assistenza spirituale ai pellegrini, con le confessioni, la celebrazione delle messe, con le benedizioni, con la direzione spirituale, con varie iniziative culturali ed editoriali, tra cui il Bollettino del Santuario e Radio Civita, che copre il territorio del Sud Pontino, del Frusinate e dell’Alto Casertano. I lavori dovranno essere ultimati entro luglio e l’ascensore deve entrare in funzione in occasione della festa della Madonna della Civita, che ricorre il 21 luglio. Nel frattempo di resta in attesa dei contribuiti per la conclusione di altri lavori, quelli più ad uso pastorale, con sale conferenze, sala accoglienza pellegrini e struttura logistica del santuario, iniziati sette anni fa e mai conclusi, per mancanza di fondi e varie crisi in seno al consiglio regionale del Lazio. Lavori richiesti a suo tempo dall’Ente Parco Aurunci e solo in parte sponsorizzati, al punto tale che restano incompiute diverse infrastrutture e strutture essenziali per il santuario. C’è chi, soprattutto i fedeli e gli stessi religiosi passionisti e l’arcidiocesi di Gaeta, sollecitano la conclusione dei lavori, al fine di rendere fruibile l’intero complesso del santuario, oggi utilizzato solo in parte. Campeggia infatti il simbolo di questi lavori interminabili, che è l’enorme gru collocata nel piazzale antistante il santuario. E c’è chi invoca l’intervento di Papa Francesco e la sua venuta al Santuario per sollecitare la conclusione dei lavori, che non finiscono mai, come gli esami. Al momento manca una sala accoglienza pellegrini, tutti i servizi igienici in grado di coprire il grande afflusso dei fedeli, specie di domenica, locali per ristorazione, per acquisto di articoli religiosi, spazi all’aperto o al coperto per consumare pasti. In poche parole, un’emergenza che dura da anni e che, al momento vede solo un fatto positivo e molto utile al santuario, che è la realizzazione del sollevatore, in grado di portare davanti alla chiesa 8 persone alla volta. Un primo segnale di speranza che fa ben sperare per il futuro del santuario, dove, una volta conclusi i lavori, possono riprendere appieno le varie attività spirituali, culturali e pastorali.