25/11/2009

La giornata contro la violenza sulle donne

P.Rungi (Teologo morale). “Sostenere il cammino di liberazione della donna da ogni forma di violenza e schiavitù che ha attinenza anche con determinate religioni”

 

Alla vigilia del decimo anniversario della Giornata Mondiale  contro la Violenza sulle Donne, istituita nel 1999 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, padre Antonio Rungi, teologo morale campano, “evidenzia la scarsa attenzione dei media e delle istituzioni sul dramma delle donne maltrattate in ogni parte del mondo”. “La dignità della donna è pari alla dignità di ogni essere umano –afferma il teologo campano- e come tale deve essere garantita e rispettata in ogni sede, anche giudiziario e parlamentare, per dare più forza a quell’istanza che viene dal mondo femminile, ma anche maschile di difesa e protezione ad oltranza della donna, soprattutto quella più esposta a danni fisici, morali, psicologici e spirituali. Si sa che l’Onu ha istituito questa giornata non solo  per denunciare e combattere “ogni atto di violenza fondata sul genere che abbia come risultato, o che possa probabilmente avere come risultato, un danno o una sofferenza fisica, sessuale o psicologica per le donne, incluse le minacce di tali atti, la coercizione o la privazione arbitraria della libertà, che avvenga nella vita pubblica o privata, ma anche per promuovere una cultura di non violenza a partire proprio dalle categorie più fragili e deboli quali sono i bambini e le donne. L’etica sociale impone, al di là del proprio credo – afferma padre Rungi- una diversa concezione della donna rispetto al passato o rispetto a certi ambienti in cui la donna è ancora vista come subalterno all’uomo. Per un sviluppo pieno, duraturo, civile e per un progresso morale e culturale a livello mondiale è essenziale rivalutare la donna e darle il giusto posto che le spetta come persona e come soggetto di diritti e doveri a pari dell’uomo, anche nella sua specificità di madre. Da qui l’appello fondamentale e conclusivo di sostenere il cammino di liberazione della donna da ogni forma di violenza e schiavitù che ha attinenza anche con determinate culture e religioni. La teologia morale della persona dia il suo contributo di riflessione e di proposte per cambiare una mentalità che ancora oggi stenta a decollare anche dalle nostre parti. La donna è degna di ogni rispetto, amore, collaborazione e protezione al pari- conclude padre Rungi- di ogni persona umana di qualsiasi popolo, cultura, razza e religione. Domani e nei prossimi giorni i sacerdoti affrontino questo tema nelle catechesi e nelle omelie, perché anche con tali contributi si può determinare il cambiamento di mentalità non solo per un momento ma per sempre”.

Presepe virtuale

P.Rungi (Teologo morale). "Il nostro presepe virtuale con personaggi reali". Nasce il presepe virtuale.

Nasce su Fb anche il presepe virtuale con personaggi reali. Lo avvia padre Antonio Rungi, teologo morale campano che per "il Natale 2009" ha pensato di realizzare con la collaborazione di tutti i suoi amici sul più noto socialnetwork questo speciale presepe."Chi metteresti sul nostro 24122008(008).jpgpresepe?" Questa è la domanda che pone il teologo morale ai suoi amici e che estende attraverso gli amici dei suoi amici a tutti i frutori di Facebook. "Si tratta di costruire idealmente -afferma padre Rungi- un presepe speciale che abbia a cuore di tasmettere anche attraverso internet il messaggio cristiano di pace e bene nello spirito del Poverello d'Assisi che per primo ideò questo modo di celebrare rappresentativamente il Natale. Ora che i tempi sono cambiati, oltre al presepe tradizionale, è particolarmente adatto a trasmettere il messaggio natalizio a giovani fruitori della rete e esperti navigatori". Ed aggijnge: "Sicuramente il nostro presepe virtuale con le foto delle persone care, dei personaggi pubblici che si sono distinti per il bene e che possono dire qualcosa con la loro vita si riempirà con volti noti e meno noti. Intorno alla capanna di Betlemme, vicino a Gesù, Giuseppe e Maria, vorremmo trovare sistemati tanti uomini e donne che si sono prodigati per realizzare concretamente il messaggio del Natale, ma anche persone che sentono il desiderio di incontrarsi con Cristo, unico Salvatore del mondo". Al via quindi il presepe vituali composto da artisti dei media e che si costruirà con il contributo di tutti gli iscritti a Fb o che utilizzano internet. "Entro la festa dell'Immacolata -afferma padre Rungi- dovremmo avere sul nostro presepe vituale tutti i personaggi, lasciando la discrezione poi a tutti i navigatori di completarlo entro la notte di Natale, quando il quadro dei personaggi sarà a completo e noi potremmo depositare virtualmente il Bambinello, nella notte santa. Anche il nostro presepe virtuale si arricchirà in quella notte dell'immagine di Gesù Bambino che volgerà il suo sguardo di benevolenza verso quanti lo hanno atteso e lo attendono con cuore sincero e con la volontà di rinnovarsi nella mente e nella vita secondo gli insegnamenti che partono dalla Grotta di Betlemme"

18/11/2009

Napoli. Sabato il Cardinale dalle Monache Passioniste

Sepe-Monache passioniste 011.jpgNapoli. Il Cardinale Sepe presiede eucaristia al Monastero delle Passioniste in occasione dei 70 anni di professione religiosa di due monache. P.Rungi: "Riscoprire l'importanza della vita claustrale femminile. Le donne consacrate totalmente a Dio, faro di luce e di speranza per le nuove generazioni"
 
Sarà il Cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli, a presiedere, sabato 21 novembre 2009, alle ore 10.00, in coincidenza con l'annuale giornata delle claustrali, che si celebra in occasione della Festa della Presentazione al Tempio di Maria, la solenne eucaristia al Monastero delle Passioniste di Napoli, sito in San Giacomo de' Capri, al Vomero, in occasione dei 70 anni di professione religiosa di due monache. Si tratta di un avvenimento importante per il Monastero delle Monache Passioniste istituito nel 1928 e che in 81 anni di attività e vita ha accolto tra le sue mura numerose donne che si sono votate completamente a Dio, nella preghiera e nel raccoglimento, seguendo le orme di San Paolo della Croce e di Madre Maria Crocifissa Costantini, cofondatrice delle Monache Passioniste, il cui carisma principale, come i religiosi passionisti, è quello di fare Memoria della Passione di nostro Signore Gesù Cristo. Il Cardinale Sepe, già più volte in visita al monastero delle Passioniste, ritorna quest'anno in occasione di questa fausta ricorrenza dei 70 anni di vita religiosa di due monache passioniste di questo monastero. Si tratta di Madre Filomena Cassese, della Madre di Dio, nata a  San Gennaro Vesuviano, il 6 gennaio 1914, entrata nel monastero il 21 novembre 1939, e di Madre Vincenza Carbone, delle Cinque Piaghe, nata a San Giuseppe Vesuviano il 9 maggio 1917, che professava i voti religiosi il 21 novembre 1939. Due suore di grande carità ed umanità. La loro vita è stata ed è esemplare per tutte le consorelle della comunità monastica, oggi costituita da 12 religiose, di cui 5 provenienti dall'Indonesia, essendo il monastero di Napoli confederato con i Monasteri di Ovada (Al), Vignanello (Vt) e Maumere in Indonesia. Il Monastero di Napoli ha avuto un forte rilancio durante il provincialato di padre Antonio Rungi, negli anni 2003-2008, allora assistente spirituale del Monastero, ed ora confessore straordinario delle Suore, essendosi interessato, insieme a padre Giovanni Giorgi, assistente della Federazione e a mons. Filippo Grillo, di un potenziamento di presenza di suore in questo luogo di preghiera particolarmente significativo per Napoli, la Campania e tutto il Meridione. Il Monastero delle Passioniste di Napoli è l'unico esistente dal Lazio in giu. Ecco si è avviato, da circa 3 anni, un progetto di recupero, già effettuato da un punto di vista strutturale, a livello di presenza e promozione locale, con la totale disponibilità del Cardinale di Napoli. 
"La ricorrenza del settentesimo di vita consacrata delle due religiose-ha detto padre Rungi- è un motivo in più per riportare all'attenzione della Chiesa locale, della Regione ecclesiastica campana e di tutto il Meridione, l'importanza della vita claustrale e del ruolo essenziale di queste donne che fin dalle più tenera e giovane età hanno corrisposto con generosità alla chiamata di Dio, lasciando ogn cosa per seguire Cristo sulla via della perfezione del vero amore. Le donne consacrate totalmente a Dio sono un faro di luce e di speranza per le nuove generazioni".
Madre Filomena ha svolto soprattutto attività di sarta, avendo curato quanto era fuori questa professione, dedicandosi soprattutto alla confezione delle divise dei militari italiani e dei galloni che portano i militari per esprimere i loro gradi nella gerarchia militare; è stata maestra di taglio e cucito ed ancora oggi, nonostante la sua veneranda età di 95 anni continua a fare qualche piccolo lavoretto. Madre Vincenza, oggi 92 anni, invece ha assunto vari compiti nel monastero, tra cui quella di consigliera e di Maestra delle Novizie. Religiose entrambi di grande umanità ed umiltà, sempre sorridenti e gioiose per la scelta della vita fatta interamente per il Signore. Dal Monastero di Napoli, ove vivono da oltre 70 anni, come dire che il monastero è sorto e si è svuluppato con loro, sono state pochissime le volte che hanno lasciato questo luogo di preghiera e di contemplazione della Passione del Signore, vivendo responsabilmente e gioiosamente i voti di castità, povertà, obbedienza, della passione del Signore e della clausura. Cinque fondamentali impegni per camminare nella perfezione della carità e dell'amore verso Dio e verso i fratelli. Oggi nel rendere grazie al Signore per il dono ricevuto, indicano anche la strada della fedeltà alla propria vocazione che è possibile assicurare con la preghiera, il lavoro e il contatto continuo con i divini misteri, posti al centro della loro vita di donne e di spose di Cristo. 

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