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NAPOLI. LA PROFESSIONE DI QUATTRO MONACHE PASSIONISTE

di Antonio Rungi

In un clima di grande emozione, domenica corsa, solennità della Santissima Trinità, 15 GIUGNO 2014, nel monastero delle Monache passioniste di Napoli e all’Ospedale Cardarelli di Napoli, dove è ricoverata da quattro mesi Suor Brigida, quattro monache passioniste, claustrali, tutte indonesiane, hanno rinnovato per un anno la professione dei cinque voti religiosi: la memoria passionis, la clausura, la castità, la povertà e l’obbedienza. Ad accogliere il proposito del loro voler continuare nella vita di consacrate alla Passione di Cristo è stata Madre Giuliana, responsabile della federazione dei quattro monasteri associati: Ovada, Alvignanello, Napoli e Maumere. La funzione più commovente e coinvolgente è stata quella della professione religiosa di Suor Brigida nella sua stanzetta all’Ospedale Cardarelli. Alla presenza di padre Antonio Rungi, che aveva presieduto il rito nel monastero ed aveva tenuto il ritiro spirituale nel giorno di sabato, 14 giugno, attorniata dalle sue tre consorelle che avevano emesso la professione dei voti, in precedenza, nella chiesa del monastero della Passioniste di San Giacomo dei Capri in Napoli,  Suor Brigida, 28 anni, ha avuto la gioia di avere gli altri ammalati vicino a sé, dello stesso reparto di urologia, che hanno assistito alla pronuncia della formula della professione religiosa, mentre scoccavano le 12 esatte della solennità della Santissima Trinità. Insieme a Suor Brigida hanno professato Suor Agnese, Suor Firmina e Suor Olga. Dopo circa 50 anni, sono le prime quatto religiose passioniste a rinnovare  la professione religiosa nel monastero delle Passioniste di Napoli. Un avvenimento che è stato salutato come un segno di speranza e di rinascita di questo storico monastero delle passioniste, unico in tutta l’Italia Meridionale. Attualmente le monache sono 14, di cu 10 indonesiane e 4 italiane. Queste ultime sorelle sono la memoria storica di questo monastero che nei primi anni di fondazione, dal 1928 in poi, e nei decenni successivi ha ospitato fino a 40 suore tutte italiane. Le quattro nuove religiose sono parte integrante del monastero di Napoli, giunte dall’Indonesia, lo scorso anno, dall’avviato monastero delle passioniste in quella terra e che da decenni, a Maumere, è una fonte di nuove vocazioni alla vita monastica e claustrale, secondo il carisma di san Paolo della Croce. In Italia le monache passioniste indonesiane sono circa 80, distribuite nei vari monasteri del nostro Paese. La gioia più grande per le quattro religiose passioniste è di vedere ritornare, quanto prima, nel monastero la loro consorella, Suor Brigida, che attende fiduciosa l guarigione e il ritorno tra l comunità monastica di San Giacomo de Capri, che si trova a pochi metri proprio dal Cardarelli, divenuto il suo monastero della sofferenza. Alla cerimonia delle ore 10.00 presieduta da padre Antonio Rungi, ex-superiore provinciale dei passionisti di Napoli ed ex-assistente spirituale delle suore, oggi confessore straordinario del monastero, ha partecipato il vice parroco della vicina parrocchia della Madonna della Rotonda, don Edoardo, diversi fedeli della zona di San Giacomo dei Capri, dove è ubicato il monastero delle claustrali passioniste, un punto di riferimento spirituale e di religiosità in tutta la zona ospedaliera, considerato che il monastero sorge a pochi metri dall’Ospedale Pascale e dal Cardarelli. Le monache spesso anche con la loro sofferenza si fanno missionarie del Crocifisso nei letti d’ospedale, dove negli anni, tante religiose, giovani e meno giovani hanno assaporato la gioia di salire il Calvario con Gesù Crocifisso.

ultima modifica: 2014-06-17T01:20:21+02:00da pace2005
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