COMMENTO ALLA TERZA DOMENICA DI AVVENTO – 13 DICEMBRE 2015

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COMMENTO ALLA TERZA DOMENICA DI AVVENTO

IL SIGNORE HA REVOCATO LA NOSTRA CONDANNA. HA DISPERSO IL NOSTRO NEMICO

DI PADRE ANTONIO RUNGI

Da pochi giorni è iniziato il Giubileo della Misericordia e la parola di Dio di questa terza domenica di Avvento, chiamata della “Gioia”, viene in soccorso per comprendere il vero significato di questo anno di grazia che il Signore ci ha concesso mediante l’autorità di Papa Francesco che ha indetto questo giubileo straordinario per tutte le necessità spirituali della Chiesa.
Nella prima lettura di oggi, tratta dal profeta Sofonia, il tema della gioia è strettamente rapportato a quello del perdono, il perdono di Dio che rende gioiosa la vita del popolo eletto, coscienze delle sue tristezze e delle sue umane debolezze. “Rallègrati, figlia di Sion, grida di gioia, Israele, esulta e acclama con tutto il cuore, figlia di Gerusalemme! Il Signore ha revocato la tua condanna, ha disperso il tuo nemico. Re d’Israele è il Signore in mezzo a te, tu non temerai più alcuna sventura”. Primo motivo di gioia è che il Signore ha revocato la condanna. Nella confessione e nel pentimento sincero dei nostri peccati Dio revoca la condanna e ci perdona, al punto tale che, mediante l’acquisto delle sante indulgenze, vengono estinte in noi e per sempre tutte le pene conseguenti ai nostri peccati, soprattutto quelli mortali. E’ quindi un motivo di gioia in questo anno del giubilo essere particolarmente felici e contenti di questa concreta possibilità che abbiamo di ritornare ad un condizione di grazia ottimale, con la speranza e il proposito sincero di non ricadere nei peccati di sempre. Altro motivo di gioia è che il Signore ha disperso il nemico. Il nemico più grande dell’uomo è il male, è il peccato, è satana, da cui ha origine ogni male nell’uomo che si lascia tentare e cedere alle sue lusighe. Da questo nemico terribile ci libera la confessione, una vita di grazia e di penitenza che l’anno giubilare ci assicura in modo del tutto singolare. Si tratta, perciò, di una gioia interiore, sacramentale, spirituale e morale, in quanto lontano da ogni ogni peccato e perdonati per quelli della vita passata, noi possiamo andare incontro al Signore con animo nuovo e ricostruito nella sua stessa essenza che è quello della spiritualità duratura. Perciò, nell’attesa di questo Natale 2015, il Natale del Giubileo della Misericordia, bisogna non aver paura, non scoraggiarsi, non abbassare la guardia sul nostro comportamento morale, perché il Signore è con noi e non ci abbandona. Egli è un salvatore potente, che condivide con noi la sua gioia di Padre e di Dio e proprio per questo motivo ci rinnovera nel suo amore, per cantare insieme la gioia che viene dal cielo.
Un altro motivo di gioia ce lo indica l’Apostolo Paolo nel brano della seconda lettura di questa domenica, tratto dalla sua Lettera ai Filippesi, nella quale scrive, con la sua solita attenzione verso i suoi fratelli nella fede, parole molto belle ed incoraggianti, in vista della venuta del Signore. Essere sempre lieti, essere amabili, non angustiarsi per nulla, pregare, chiedere aiuto a Dio, ringraziare, sono le azioni che rendono gioiosa l’esistenza umana e quella cristiana, in modo particolare. Chi vive in questo costante atteggiamento è una persona in pace, una persona serena e tranquilla, in quanto Dio è con lui.
Troviamo espresso nel testo del vangelo di oggi ancora un motivo di gioia. E a proporcelo come stile di vita costante è San Giovanni Battista, il Precursore che, nel brano del vangelo di Luca, di questa terza domenica di Avvento, quella della gioia, emerge come figura esemplare circa la carità, la giustizia, l’onestà, la rettitudine morale. Per preparare la via alla gioia, la strada a Cristo è necessario fare tutto questo e farlo con azioni concrete e non solo con una teorizzazione del Vangelo che porta i fedeli lontani da una fede vissuta e calata nella storia di oggi e di sempre. Giovanni è chiaro e schietto nel suo parlare, un parlare che invito alla conversione e alla purificazione della vita: “Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala per pulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel suo granaio; ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile”. Nell’anno della misericordia ha un forte impatto sulla nostra mentalità cristiana quanto è possibile fare in questo giubileo, come segno di cammino e conversione personale incontro a Cristo.

Questa voce di Giovanni risuona anche oggi nella Chiesa del XXI secolo dell’era cristiana, per ribadire, anche in questo anno giubilare, quello che viene proclamato da 2000 anni: Viene il Signore. Egli ci battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala per pulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel suo granaio; ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile. La purificazione avverrà solo e soltanta in Cristo e il Giubileo della misericordia e del perdono lo celebreremo solo e soltanto se ci facciamo purificare da Cristo, se ci lasciamo pulire nei pensieri, nei sentimenti da tutto ciò che è antiCristo, è male ed è peccato. Sia questa la nostra preghiera, oggi, in prossimità al Santo Natale 2015 e a pochi giorni dell’apertura dell’Anno Santo della Misericordia: O Dio, fonte della vita e della gioia, rinnovaci con la potenza del tuo Spirito, perché corriamo sulla via dei tuoi comandamenti, e portiamo a tutti gli uomini il lieto annunzio del Salvatore, Gesù Cristo tuo Figlio”. Amen.

 

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COMMENTO ALLA TERZA DOMENICA DI AVVENTO – 13 DICEMBRE 2015ultima modifica: 2015-12-10T15:13:12+01:00da pace2005
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