PRESEPE

P.RUNGI. NUOVA NOVENA DI NATALE 2017

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NOVENA DEL SANTO NATALE 2017

COMPOSTA DA PADRE ANTONIO RUNGI

PASSIONISTA 

  1. L’umanità di Gesù Cristo

Dalla Lettera di San Paolo Apostolo ai Filippesi (Fil 2,6-8)

<<Cristo, pur essendo di natura divina, non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio; ma spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini.  Apparso in forma umana, umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce>>.

Gesù venendo assumendo la natura umana, ha svuotato se stesso, mettendo da parte gli attributi divini che non erano compatibili con la realtà dell’incarnazione. Questo svuotamento è servito dunque per assumere la condizione di servo, l’esatto opposto della condizione di Dio. Durante la sua vita terrena egli non volle comportarsi come Dio e signore degli uomini, ma come servo, privo di ogni dignità, autorità e potere, completamente dedito all’umile servizio degli altri. Nel mistero dell’incarnazione. Gesù è divenuto simile agli uomini, ma non solo: è stato riconosciuto in tutto e per tutto come un uomo. Non solo: in mezzo agli uomini egli si è ulteriormente umiliato, ha portato il suo svuotamento fino in fondo.In cosa è consistito questo svuotamento totale? Nella rinuncia a sentimenti di vanità, ambizione, autoesaltazione propri dell’essere umano. Egli piuttosto ha assunto una ferma e risoluta mitezza, aliena da ogni violenza, propria del servo di Dio.

Momento di riflessione personale e silenziosa

Padre nostro, Ave Maria, Gloria…

Preghiamo. Signore Gesù che nel mistero della tua incarnazione sei sceso ai nostri umani livelli, per insegnarci a vivere da esseri umani e non da esseri superiori e alieni da questo mondo, indicaci, in questo Natale, la strada che porta a Te, che segua Te e che Ti serva in tutti i fratelli della terra. Amen.

Canto natalizio

  1. La povertà di Gesù Cristo

Dalla seconda Lettera di San Paolo apostolo ai Corinzi (2Cor 8,9)

«Conoscete infatti la grazia del Signore nostro Gesù Cristo: da ricco che era si è fatto povero per voi, perché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà».

E’ stato proprio il Verbo di Dio fattosi carne, il Verbo di Dio in questa condiscendenza, in questo abbassarsi, in questo impoverirsi, a farci, a noi, ricchi nei doni della salvezza, della parola, della grazia». Questo è il nocciolo proprio della povertà evangelica, che, del resto, si ritrova, nella prima beatitudine: «Beati i poveri di spirito».Essere povero è lasciarsi arricchire dalla povertà di Cristo e non volere essere ricco con altre ricchezze che non siano quelle di Cristo, è fare quello che ha fatto Cristo. Non è solo il farsi poveri, ma è stare tra i poveri e con i poveri, perché «il povero ci arricchisce», mentre il ricco ci impoverisce spiritualmente in quanto ci trasporta su ricchezze illusorie e non vere per sempre.

Momento di riflessione personale e silenziosa

Padre nostro, Ave Maria, Gloria…

Preghiamo. Signore facci comprendere cosa significhi davvero imboccare la strada della povertà evangelica e cosa vuol dire assumere gli atteggiamenti più consoni al tuo insegnamento, quando aiutiamo i poveri in qualsiasi condizione in cui trovano. Fa che il nostro essere vicini a loro sia mosso solo da un grande amore verso di Te, o nostro Signore. Amen

Canto natalizio

  1. La tenerezza di Gesù Cristo

Dalla Lettera di san Paolo Apostolo ai Filippesi (Fil 2,5)

<<Abbiate in voi gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù>>.

Imparare, sentire come sentiva Gesù, conformare il nostro modo di pensare, di decidere, di agire con i sentimenti di Gesù. Se prendiamo questa strada, viviamo bene e prendiamo la strada giusta. San Gregorio Nazianzeno scrive: “Egli, Gesù, ti vuol bene”. Questa parola di tenerezza è per noi una grande consolazione, un conforto e anche una grande responsabilità giorno per giorno.

Momento di riflessione personale e silenziosa

Padre nostro, Ave Maria, Gloria…

Preghiamo. Signore Gesù, mite ed umile di cuore, aiutaci a capire cosa sia davvero averte i tuoi stessi sentimenti nel nostro cuore, per poi applicarsi nella vita di relazione con gli altri in ogni istante della nostra quotidianità. Non permettere, Gesù Bambino, che in noi prevalgano sentimenti del male e del maligno che portano solo alla distruzione della vera vita in noi. Amen.

Canto natalizio

  1. La semplicità di Gesù Cristo 

Dal Vangelo di Matteo (Mt 11, 25-27)

<<Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così è piaciuto a te. Tutto mi è stato dato dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare>>.

 

Nel Vangelo ci sono espressioni meravigliose, come quella citata, nelle quali Gesù ci insegna la vera semplicità della vita e del cuore. La semplicità di cuore non è l’immaturità, ma l’atteggiamento di chi si fida come il bimbo, che è consapevole che il padre ne sa più di lui e sta in braccio a lui. Serve anzitutto l’umiltà di cuore per prendere il giogo suo, sennò sbagliamo giogo e pesa. La nostra mente non può arrivare a comprendere tutto questo, il suo modo di operare, la nostra ragione non può arrivare a contenere Dio. Bisogna inevitabilmente abbandonarci con fiducia tra le sue braccia senza perderci in mille ragionamenti e crescere nella consapevolezza di essere amati infinitamente da un Dio che è Padre e ci ama infinitamente, come un bambino appena nato è amato, se è vero padre e vera madre, dai suoi genitori. 

Momento di riflessione personale e silenziosa

Padre nostro, Ave Maria, Gloria…

Preghiamo. O Gesù Bambino, davanti a Te prostrati, con grande umiltà ti chiediamo quella semplicità che purtroppo abbiamo perso, nel corso degli anni, perché abbiamo abbandonato la strada della vera sapienza che viene dal cielo, immettendoci, erroneamente sui sentieri della sapienza terrena, che nel suo calcolo considera come intelligenza l’interesse, la furbizia e la scaltrezza. Noi vogliamo possedere questo, ma solo Te, o Gesù, sapienza incarnata. Amen.

Canto natalizio

  1. Il sorriso e la gioia di Gesù Bambino

Dal Vangelo di Matteo (Mt 2,10-11)

<<Al vedere la stella, essi provarono una grandissima gioia. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra>>.

Il testo del Vangelo di Matteo usa un’espressione molto forte per indicare la letizia sperimentata. I magi sono felici perché hanno portato a termine la loro ricerca e sono arrivati alla meta a cui aspiravano giungere. Ecco perché nell’incontrare il volto di Gesù Bambino, guidati dalla stella, essi provarono una grandissima gioia. Questa espressione è l’unica nota di gioia in tutto il vangelo dell’infanzia di Matteo. Una volta entrati in questa casa provvisoria di Gesù, Giuseppe e Maria, offrirono il loro ben noti doni, simboli della regalità di Cristo. I magi, infatti, compiono i gesti usuali nell’antico oriente per una visita ufficiale ad un re. I Padri della Chiesa saranno loro ad attribuire ai magi, sulla scorta anche dei testi biblici, il titolo di re (a fissarne il numero fu Origene nel III sec.), e ad identificare il significato simbolico dei tre doni: l’oro per la regalità, l’incenso per la divinità (e il ruolo sacerdotale) e la mirra per l’umanità sofferente. La gioia dei magi è la nostra gioia di ogni Natale, quando incontriamo il volto di Gesù Bambino, in quella grotta, che ci porta all’essenza stessa della gioia cristiana.

Momento di riflessione personale e silenziosa

Padre nostro, Ave Maria, Gloria…

Preghiamo. Guidaci Gesù alla meta della nostra quotidiana gioia terrena che è l’incontro con Te, nella povera grotta del nostro cuore, ma soprattutto prendici per mano e portaci con Te al traguardo finale della nostra gioia spirituale, che è l’eternità, dove possiamo contemplarti per sempre nella gioia del tuo Regno. Amen.

Canto natalizio

  1. L’innocenza di Gesù Bambino 

Dal Vangelo di Matteo (2,16)

<<Quando Erode si accorse che i Magi si erano presi gioco di lui, si infuriò e mandò a uccidere tutti i bambini che stavano a Betlemme e in tutto il suo territorio e che avevano da due anni in giù, secondo il tempo che aveva appreso con esattezza dai Magi>>.

La liturgia del periodo natalizio, comprende la festa dei santi innocenti, la quale ricorda il sangue versato attorno alla culla di Gesù bambino, emblema di una scia di violenze che colpiscono gli innocenti di tutti i tempi. Nel considerare l’innocenza di Gesù e l’innocenza di tutti i bambini del mondo, c’è da capire cosa significhi essere innocenti. L’innocenza non è mera assenza di colpa, ma pienezza e perfezione di vita, di fede e di amore. Per questo è innanzitutto un dono, una grazia. Se noi ne sentiamo il desiderio e la nostalgia, è segno che l’abbiamo perduta e quindi non c’è in noi quiete e serenità, pace e fiducia. E’ inutile perdersi in malinconie e in sospiri; è necessario, invece, ritornare a chiederne la grazia a Dio e a preparare lo spirito perché accolga l’innocenza ridonata. “Ho perso l’innocenza e non la potrò riconquistare se non attraverso la santità” (Bernanos). È aprendoci a Dio, alla sua luce e alla sua azione che il nostro cuore tornerà ad essere innocente, puro e trasparente come una sorgente.

Momento di riflessione personale e silenziosa

Padre nostro, Ave Maria, Gloria…

Preghiamo. Signore Gesù che, già appena nato, Erode, il re sanguinario, desiderava eliminarti fisicamente, Te mite agnello, converti, in questo Natle, il cuore e la menti di quanti sono sanguinari, violenti ed assassini, che uccidono bambini, donne, uomini, anziani e ammalati, perché pentiti e scontata ogni umana pena, possano redimersi ed incominciare una vita nuova, segnata solo dal bene e mai da violenza di nessun genere. Amen.

Canto natalizio

7.L’umiltà di Gesù Bambino 

Dal Vangelo di Luca (Lc 2, 6-12) 

Ora, mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c’era posto per loro nell’albergo. C’erano in quella regione alcuni pastori che vegliavano di notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò davanti a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande spavento, ma l’angelo disse loro: «Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia».

Dio è umile! Nel Natale scopriamo meglio questo grande mistero. Noi che siamo orgogliosi, pieni di vanità e ci crediamo grande cosa, siamo niente! Lui, il grande, è umile e si fa bambino. Questo è un vero mistero! Dio è umile. Nel periodo natalizio ricordiamo la sua infanzia. Le rare indicazioni che possediamo fanno riferimento all’imposizione del nome dopo otto giorni dalla sua nascita e alla presentazione al Tempio; e inoltre alla visita dei Magi con la conseguente fuga in Egitto. Poi, c’è un grande salto fino ai dodici anni, quando con Maria e Giuseppe va in pellegrinaggio a Gerusalemme per la Pasqua, e invece di ritornare con i suoi genitori si ferma nel Tempio a parlare con i dottori della legge. Come si vede, sappiamo poco di Gesù Bambino, ma possiamo imparare molto da Lui se guardiamo alla vita dei bambini (Papa Francesco).

Momento di riflessione personale e silenziosa

Padre nostro, Ave Maria, Gloria…

Preghiera. O Signore, venuto in questo mondo, insegnaci ad essere umili nei pensieri e nelle nostre azioni, perché alla scuola di Betlemme possa sperimentare sempre meglio il dono dell’umiltà che rende grandi e santi davanti a Dio e agli uomini. Amen.

Canto natalizio

8.La sofferenza di Gesù Bambino 

Dal Vangelo di Giovanni (Gv 1, 1-5)

<<In principio era il Verbo, il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. Egli era in principio presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui, e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste. In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini; la luce splende nelle tenebre, ma le tenebre non l’hanno accolta>>. 

Quanta tristezza ci capita di scorgere su tanti volti che incontriamo. Quante lacrime vengono versate ad ogni istante nel mondo; una diversa dall’altra; e insieme formano come un oceano di desolazione, che invoca pietà, compassione, consolazione. Le più amare sono quelle provocate dalla malvagità umana: le lacrime di chi si è visto strappare violentemente una persona cara; lacrime di nonni, di mamme e papà, di bambini… Ci sono occhi che spesso rimangono fissi sul tramonto e stentano a vedere l’alba di un giorno nuovo. Abbiamo bisogno di misericordia, della consolazione che viene dal Signore. Tutti ne abbiamo bisogno; è la nostra povertà ma anche la nostra grandezza: invocare la consolazione di Dio che con la sua tenerezza viene ad asciugare le lacrime sul nostro volto (Papa Francesco).

Momento di riflessione personale e silenziosa

Padre nostro, Ave Maria, Gloria… 

Preghiamo. O Gesù bambino che fin da piccolo hai sperimentato il dolore e la sofferenza, nascendo in una povera grotta, al freddo e al gelo, e nel corso della tua esistenza hai vissuto la sofferenza come dono fino all’offerta suprema di te stesso sulla croce, concedi a noi la grazia di affrontare il nostro dolore quotidiano, ma ti chiediamo da profondo del nostro cuore di liberare da ogni sofferenza e dolore ogni bambino del mondo. Non permettere Gesù che, soprattutto i bambini, debbano soffrire per la mancanza di attenzione, protezione e di amore verso di loro. Amen. 

Canto natalizio 

  1. La famiglia di Gesù

Dal Vangelo di Luca (Lc 2,22)

<<Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione secondo la legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore>>.

Il Bambino Gesù con sua Madre Maria e con san Giuseppe sono un’icona familiare semplice ma tanto luminosa. La luce che essa irradia è luce di misericordia e di salvezza per il mondo intero, luce di verità per ogni uomo, per la famiglia umana e per le singole famiglie. Questa luce che viene dalla Santa Famiglia ci incoraggia ad offrire calore umano in quelle situazioni familiari in cui, per vari motivi, manca la pace, manca l’armonia, manca il perdono. La nostra concreta solidarietà non venga meno specialmente nei confronti delle famiglie che stanno vivendo situazioni più difficili per le malattie, la mancanza di lavoro, le discriminazioni, la necessità di emigrare. (Papa Francesco)

Momento di riflessione personale e silenziosa

Padre nostro, Ave Maria, Gloria…

Preghiamo. Gesù amabilissimo, sei stato accolto in una famiglia speciale, che tu stesso hai scelto per incarnarti ed essere presente nella storia umana, come tutti i bambini che vengono in questo mondo, che hanno una madre, un padre ed una famiglia ben determinata. Concedi o Gesù che la vita nascente possa essere accolta con lo stesso amore di Maria e Giuseppe, per poi essere seguita in ogni istante del suo sviluppo e della sua crescita in sapienza ed amore davanti a Dio e davanti agli uomini. Amen.

Canto natalizio

Preghiera dI Natale di padre Antonio Rungi 

da recitare ogni giorno prima della benedizione

Contempliamo il tuo volto

Contemplando il tuo volto di Bambino,

o Gesù Redentore del mondo,

appena giunto tra di noi,

tocchiamo con le nostre povere mani

la bellezza, la grandezza e la tenerezza di Dio

fatto uomo nel grembo verginale di Maria

e venuto alla luce nella notte più luminosa di questo mondo.

 

Davanti a Te, Re Bambino,

dai connotati dolci e rassicuranti

noi ci immergiamo in questo Natale

per ricuperare amore, pace e serenità.

 

Inginocchiati, come i semplici pastori di Betlemme

che corsero subito a renderti onore,

noi ci prostriamo per chiederti di aiutarci

a ritrovare la strada che porta a Te, o nostro Signore.

 

Siamo qui ad adorarti, come i Re Magi,

e nelle nostre misere condizioni

ti offriamo in dono

ciò che possediamo di più prezioso dentro noi,

il nostro povero ed sofferente cuore.

 

Da questa rinnovata grotta di luce e di speranza

di un piccolo villaggio della Galilea delle genti,

volgi il tuo sguardo d’amore e di bontà all’umanità intera,

che dalla tua annuale ricorrenza natalizia,

attende una risposta globalizzata dell’amore e della misericordia

che Tu ci hai insegnato e comunicato, o Emanuele, Dio con noi.

Amen.

P.RUNGI. LA MIA PREGHIERA DI NATALE 2015

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PREGHIERA DI NATALE 2015
Composta da padre Antonio Rungi
Cristo, Salvatore e Redentore dell’uomo,
guarda dalla tua grotta di Betlemme
l’umanità intera in questo tuo annuale Natale 2015
che, oggi, ha un significato giubilare per tutti i tuoi seguaci.
Davanti a Te, Gesù Bambino,
contemplando il volto di Maria, la tua Madre dolcissima,
guardando a Giuseppe, il tuo padre terreno,
osservando quanti arrivano da Te per adorarTi ,
ci prostriamo umilmente per ringraziarti
per tutti i doni che ci hai dato.
Ti chiediamo umilmente,
o Verbo Eterno del Padre Misericodioso,
che quest’anno Giubilare,
dedicato alla riconciliazione e al perdono,
sia, per tutta la Chiesa e l’umanità,
un anno di rinascita spirituale
e di ripresa morale per tutto il genere umano.
Dona a quanti si immergono
nel mistero del tuo Natale annuale,
la sapienza della grotta di Betlemme,
che si traduce in opere di bene
ed ha un solo nome: misericordia per sempre.
Guarda, Gesù Bambino, tutti i bambini di questa terra,
segnata dall’odio, dal terrorismo e dalla guerra,
proteggili da mani violente, che uccidono in loro
ogni speranza di sopravvivenza.
Assisti, Principe della pace,
quanti lottano per costruire
un mondo di giustizia e di pace,
e fa che i loro sforzi
producano i risultati attesi e sperati.
Maria, la Madre del perdono,
ci faccia riscoprire la gioia
di essere in pace con tutti,
senza conservare, nel nostro cuore,
alcun risentimento, ribellione o progetti di distruzione.
Nulla ci allontani dalla gioia di vivere,
oggi e sempre, il tuo Natale di amore,
di pace e di misericordia,
alla scuola di quella misera ed umile
grotta nella quale sei venuto al mondo,
senza clamore e splendore,
ma solo con il calore del Tuo amore per noi.
Gesù Bambino,
volto dolcissimo e tenerissimo di Dio
che è Misericordia infinita,
trasforma questo Natale 2015,
segnato da tanti mali e difficoltà,
in un Natale pieno di gioia e speranza
per l’intera umanità. Amen.

P.RUNGI. SI’ AL PRESEPE E ALLE CELEBRAZIONI NATALIZIE IN TUTTE LE SCUOLE PUBBLICHE E UFFICI PUBBLICI

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COMUNICATO STAMPA 

P.RUNGI  (TEOLOGO MORALE) . NON FAR FARE IL PRESEPE O OSTACOLARE ALTRE MANIFESTAZIONI RELIGIOSE NATALIZIE  A SCUOLA O NEI  LUOGHI PUBBLICI  E’ UN GRAVE  ATTO DI INTOLLERANZA RELIGIOSA NEI CONFRONTI DEI CRISTIANI.

 

“Non far fare il presepe o proibire di fare altre manifestazioni religiose in occasione del Natale sia a scuola che nei luoghi pubblici, soprattutto in questo Anno giubilare della Misericordia, è una grave violazione della libertà religiosa nei confronti dei cristiani; anzi è un gravissimo peccato contro la libera espressiva religiosa di ogni persona umana che crede in Gesù Cristo, Figlio di Dio, che si è incarnato nel grembo verginale di Maria, per opera dello Spirito Santo ed è nato a Betlemme 2015 anni fa per la salvezza del genere umano”, è quanto afferma padre Antonio Rungi, teologo morale, religioso passionista, docente di Filosofia e Pedagogia nelle scuole statali, a commento di quanto sta succedendo in alcune parti d’Italia sia nelle scuole pubbliche che in determinati luoghi pubblici.

“E’ inconcepibile in una nazione –afferma P. Rungi – come l’Italia con una forte caratterizzazione di cultura cristiana, di arte ed espressioni musicali e simboliche che hanno attinenza con il mistero della Nascita di Gesù Cristo, proibire ai bambini, ai ragazzi, ai giovani e agli adulti di esprimere la loro passione per il Natale, in quei luoghi dove ogni giorno vivono la loro esperienza formativa, anche attraverso l’insegnamento della religione cattolica. La presenza di alunni e studenti o di adulti di altre religioni non può ostacolare quello che è il comune sentire e la tradizione natalizia nel nostro paese. Nessuno è tenuto a partecipare alle manifestazioni di carattere religioso, se non le condivide, ma è pur vero che nessuno può ostacolare che tali manifestazioni di culto e di fede debbano essere represse, in ragione di una libertà religiosa e tolleranza che è tale se si rispettano solo le altre fedi e si massacra la nostra religione, il nostro culto, le nostre tradizioni. E per giunta in un Paese libero e democratico, in una Nazione e in un Continente a forte caratterizzazione cristiana. Per cui, invito gli studenti cattolici, i genitori cattolici, i docenti cattolici, il personale della scuola, soprattutto i dirigenti scolastici, cattolici o di altre fedi o agnostici, a favorire tutto ciò che è espressione di amore e rispetto del Natale cristiano a partire dal presepe, dai canti, dall’arte, per poi esplicitarsi nelle molteplici modalità di vivere il Natale con i bambini italiani, quale la recita del Natale e il saggio natalizio. Togliete il Natale ai bambini e ai ragazzi nella scuola e togliete a loro una parte della felicità, della gioia in questi giorni. Vivere il clima natalizio con un spirito di pace, fraternità e solidarietà è il modo migliore per incontrare i bambini di altre culture e religioni, che, più degli adulti, sanno stare insieme ai propri coetanei e non fare polemica o ostacolare un percorso di formazione ed esperienza umana e religiosa, in caso di realizzazione del presepe a scuola o nei luoghi pubblici o di manifestazioni canore e artistiche riguardante il mistero della Natività. Chiedo a tutti i dirigenti scolastici, essendo anch’io un docente impegnato nelle scuole statali, di avere massimo rispetto per i bambini, i ragazzi, gli studenti che vogliono festeggiare il loro Natale a scuola, senza ostacolare nessuna forma di manifestazione della loro gioia di credere, vivere e sperare in un mondo migliore, mediante tutto quello che è espressione di cultura, fede e religione cristiana, la quale può solo aiutare il cammino verso la pace, la solidarietà e fratellanza universale e non certamente ostacolarla. D’altra parte – continua il teologo morale Rungi – per ogni cristiano, dovunque egli si trovi ed operi è suo dovere manifestare la fede e testimoniarla, nel rispetto degli altri, ma non privandosi di ciò che è essenziale alla sua fede stessa. E il Natale è essenziale per ogni cristiano che ama la pace, la giustizia, la famiglia, i poveri, gli emarginati, gli immigrati e fa di questa festa non solo un artistico presepe o saggio natalizio, ma la traduce in opere di bene, a partire dalla scuola e dal mondo del lavoro dove vive ogni giorno da cattolico e non da agnostico. E tal proposito è bene citare quanto recita il Catechismo della Chiesa cattolica sulla professione della fede cristiana: “Chi dice “Io credo”, dice “Io aderisco a ciò che noi crediamo. La comunione nella fede richiede un linguaggio comune della fede, normativo per tutti e che unisca nella medesima confessione di fede” (CCC, 185).

“La manifestazione pubblica della nostra fede  è vivere coerentemente con essa, ma anche realizzare  il presepe nei locali pubblici o utilizzare tutti i simboli, i riti cattolici per renderla visibile a tutti, senza paure e ipocrisie. E allora, perché vietare il presepe o altro del Natale se è una cosa buona ed è utile per il bene comune, per la gioia di tutti? Provate a togliere il presepe o altre iniziative natalizie –conclude con amarezza e tristezza padre Rungi – e in Italia e nel mondo non sarà più Natale davvero, non solo per i cristiani, ma per tutti gli uomini di buona volontà. Cristo è venuto nel mondo per la felicità di tutti e non solo per una parte di esso”.

P.RUNGI. COMMENTO E PREGHIERA PER LA SOLENNITA’ DELL’EPIFANIA 2015

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SOLENNITA’ DELL’EPIFANIA

6 GENNAIO 2015 

RIVESTIAMOCI DELLA LUCE DI CRISTO 

Commento e preghiera di padre Antonio Rungi 

La solennità dell’Epifania, della manifestazione di Cristo a tutta l’umanità, quale unico redentore e salvatore, ci invita a rialzarci, a rivestici di luce, ad abbandonare tutte le tenebre, di qualsiasi genere, che possono oscurare il cuore e la mente di ogni persona e del genere umano. Sono, infatti, tantissime le tenebre che avvolgono questo mondo, in questo nostro tempo segnato da tanti avvenimenti negativi, frutto dell’oscurità più totale che si è affermata nella mente dell’uomo moderno. Fare spazio alla luce, al positivo, alla gioia significa fare spazio a Gesù Cristo, come i re Magi, questi scienziati del tempo di Cristo, questi intellettuali e saggi che, mossi dalla curiosità della stella cometa, si incamminano per “vedere” fino a che punto, quel punto di luce acceso nell’universo avesse portato il sapere umano. Ebbene il punto dove si ferma questa stella nuova ed inattesa, inaspettata, fu la grotta di Betlemme, ai piedi di Gesù bambino, la novità assoluta di allora e di sempre, perché Cristo fa nuove tutte le cose, in ogni tempo ed in ogni epoca. Il tema della luce, che è poi nella sacra scrittura segno ed espressione della fede, accompagna la liturgia di questa bellissima solennità che tutte le feste porta via. Se è vero che dopo l’Epifania si riprendono i ritmi soliti della vita quotidiana, almeno nel nostro Paese, è pur vero che da domani in poi, la vera festa del cuore, dell’anima, della vita interiore non va via, permane, anzi accresce ed aumenta in consistenza in quanto i frutti spirituali di questo periodo di Natale che abbiamo vissuto si vedono a distanza. Dopo la sazietà di tante celebrazioni a partire dalla messa di mezzanotte di Natale, alla festa della Santa Famiglia, al Te Deum di ringraziamento di fine anno, alla celebrazione della solennità della Madre di Dio, nel primo giorno del nuovo anno, e agli altri momenti di festa e celebrazioni varie, è stato un inno continuo alla luce che viene dal cielo e rischiara le tenebre della nostra mente e della nostra storia, in quanto a noi viene la Luce stessa che è Gesù.

Questa luce attesa da secoli è preannunciata dai profeti ha una particolarità tutta sua, che a ben ragione Isaia, nel testo della prima lettura di oggi, ce ne far godere gli effetti e i riflessioni sul nostro modo di pensare e di agire:Àlzati, rivestiti di luce, perché viene la tua luce, la gloria del Signore brilla sopra di te. Poiché, ecco, la tenebra ricopre la terra, nebbia fitta avvolge i popoli; ma su di te risplende il Signore, la sua gloria appare su di te. Cammineranno le genti alla tua luce, i re allo splendore del tuo sorgere. Alza gli occhi intorno e guarda: tutti costoro si sono radunati, vengono a te. I tuoi figli vengono da lontano, le tue figlie sono portate in braccio. Allora guarderai e sarai raggiante, palpiterà e si dilaterà il tuo cuore, perché l’abbondanza del mare si riverserà su di te, verrà a te la ricchezza delle genti. Uno stuolo di cammelli ti invaderà, dromedari di Màdian e di Efa, tutti verranno da Saba, portando oro e incenso e proclamando le glorie del Signore”. E’ la cavalcata dei Re Magi verso Betlemme, già anticipata dal grande profeta dell’era messianica. Egli guarda lontano e vede sorgere questa luce, che diraderà le tenebre e metterà ordine nel cose di questo mondo, tutto prenderà un nuovo indirizzo, in quanto viene la luce del Signore e la gloria di Dio risplenderà su questo mondo. Tutti i popoli della terra, se si faranno guidare da questa stella, da questa luce, potranno essere sereni e tranquilli e vivere in pace e prosperità, ad assaporare la gioia della salvezza, che Cristo viene a portare all’umanità intera. In poche espressioni è san Paolo Apostolo nel brano della sua lettera agli Efesini che ci fa comprendere esattamente il senso della celebrazione odierna: “che le genti sono chiamate, in Cristo Gesù, a condividere la stessa eredità, a formare lo stesso corpo e ad essere partecipi della stessa promessa per mezzo del Vangelo”. Nessuno, quindi, è escluso dal piano della salvezza del genere umano che Gesù Cristo porta a compimento nel mistero della sua morte e risurrezione, che l’Epifania ci anticipa nei suoi aspetti liturgici, al punto tale che in questa giornata si legge l’Annuncio della Pasqua, per indicare il punto di partenza e di arrivo di ogni valida azione liturgica e di ogni festa cristiana.

Cercare Gesù, incontrare Gesù, annunciare Gesù questa è la gioia più grande di ogni autentico cristiano. I tre santi magi che incontrano Gesù, dopo aver scrutato il cielo per tanti anni, lo fanno non nella stella cometa che pure compare nel firmamento del cielo, ma lo incontrano sulla terra. Quasi a dire che quel Gesù che era in cielo, è disceso sulla terra, poi ha vissuto qui, ha sofferto qui, è morto qui, condannato al patibolo per mani assassine, ma è risorto qui, per poi ascendere da dove era disceso ed andarci a preparare un posto, perché dove è Lui saremo anche noi membra del corpo mistico di Cristo che è la Chiesa, nella quale siamo entrati a far parte mediante il meraviglioso dono e sacramento del Battesimo. Come i santi re magi che incontrano Gesù dobbiamo gioire sinceramente nel profondo del cuore e dobbiamo essere sempre persone di gioia. Chi non incontra Gesù vive nella tristezza perenne, come ha vissuto Erode che è morto disperato perché ha cercato, inutilmente, di uccidere la speranza e la vita dell’umanità che era e che è Gesù Cristo. Anche oggi queste figure e personaggi pericolosi esistono su tutto il globo terrestre, capaci di azzerare nel cuore di intere nazioni la gioia e la speranza di vivere, perché criminali nella mente, nel cuore e nell’azione. Ecco perché i magi, una volta incontrato Cristo, la luce, la pace, la fede, non rincontreranno Erode, lo evitano deliberatamente, perché hanno trovato quello che cercavano, la vera scienza e sapienza incarnata.

L’esempio dei Magi possa costituire per tutti noi, cristiani del XXI secolo, che da pochi giorni hanno iniziato il loro cammino nel nuovo anno 2015, un forte richiamo a cercare sempre la luce e la verità, ad essere dalla parte dell’amore e non dell’odio, dalla parte di Dio e non di senza Dio e degli oppositori di Dio. La fede vera ci deve spronare a cercare quella luce della mente, del cuore e dell’agire che ci porta costantemente ad essere testimoni e messaggeri di Cristo nel nostro tempo, con tutte i suoi pregi e i suoi limiti.

Sia questa la preghiera per l’Epifania 2015 che ho composto per la circostanza e che vi invito a recitarla in questo giorno santo, ricco di significati religiosi, spirituali, umani e sociali:

 

Prostrati davanti a Te Gesù Bambino,

come i Re Magi venuti dall’Oriente,

noi oggi ti ringraziamo per averci scelti,

prima della creazione del mondo,

per essere santi e immacolati  nella carità.

 

Ti ringraziamo di tutto l’amore

che porti all’umanità, della misericordia

che effondi su di noi abbondantemente

in ogni momento della nostra esistenza.

 

Non siamo degni di così grande amore,

che dalla Grotta di Betlemme

giunge fino al sepolcro vuoto del Calvario

nel giorno solenne della tua Pasqua

di morte e risurrezione.

 

Dona, Signore, ai nostri giorni

la fede necessaria per affrontare

le tempeste dell’esistenza,

per risorgere continuamente in Te,

che sei la grazia e la gioia in eterno.

 

Manda noi, quali tuoi messaggeri di speranza,

fino agli estremi confini del mondo,

dove più dura si fa la lotta

per la sopravvivenza umana,

e dove  più forte

è il dolore sul volto di ogni uomo.

 

Fa che tutta la nostra vita

sia un sorriso continuo,

per portare la gioia ai tanti bambini

offesi ed umiliati dalla vita,

alle madri che subiscono

umiliazioni di ogni tipo,

alle donne che continuano

a disprezzare la loro vita,

agli uomini che continuano ad uccidere

perché senza Dio

o in nome di un falso Dio.

 

Fa, o Signore, che la luce

del Vangelo della gioia,

che inizia nella Grotta,

alla presenza dei pastori

e dei sapienti del tuo tempo,

possa raggiungere il cuore

e la mente di ogni fratello

e sorella della terra,

e trasformare la loro esistenza

in una lode perenne,

a Te, che sei la Gioia Eterna.

Amen.

 

PREGHIERA DELLA NOTTE DI NATALE

PREGHIERA NOTTE DI NATALE

PREGHIERA DELLA NOTE DI NATALE 

O Gesù, Redentore del mondo,

atteso dalle genti e nostro salvatore,

vieni presto e non tardare

a sanare le ferite del cuore umano.

 

Vieni, Signore della vita,

a portare gioia e felicità,

nelle nostre vite,

segnate da tante malattie

del corpo e dello spirito,

che solo Tu puoi guarire,

con la forza risanatrice

della tua parola di vita.

 

Vieni in questa notte,

attesa da tutti i popoli,

a portare luce e conforto

a chi brancola nelle tenebre del dubbio,

del peccato e della tristezza dell’anima.

 

Signore, Gesù, fa che nessuno al mondo possa essere triste per mancanza d’amore,

del Tuo amore, del nostro amore,

dell’amore dei propri cari

e di quanti si sono impegnati ad amare.

 

Signore vieni nella case e nelle famiglie

delle nostre città, dei nostri paesi,

dei nostri borghi e nelle periferie

più dimenticate di questo bellissimo

mondo che Tu hai creato.

 

Su tutta la terra,

come nella notte santa di Betlemme,

rifulga la stella cometa

della Luce divina

che porti con Te, Gesù Bambino.

 

Fa che in ogni mente ed in ogni cuore

si accenda potente e caloroso

il fuoco dell’amore, della misericordia

e del perdono,

il fuoco ardente di quella carità

e solidarietà,

che continui a irradiare da Betlemme,

a tutta l’umanità,

a partire da quella notte santa,

in cui Ti sei fatto Bambino,

o Dio d’ amore infinito. Amen.

 

Preghiera composta

da padre Antonio Rungi

Notte di Natale 2014

MONDRAGONE (CE). REALIZZATO IL PRESEPE DELLA NATIVITA’ DELLA GIOIA

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MONDRAGONE (CE). REALIZZATO IL PRESEPE DELLA NATIVITA’ DELLA GIOIA

E’ stato ultimato questa sera il presepe con la Natività della gioia. A realizzarlo sono state le Suore di Gesù Redentore della Stella Maris di Mondragone, che all’ingresso principale della loro casa di ospitalità, hanno allestito questo singolare presepe per il Natale 2014. Ad inaugurarlo ufficialmente sarà l’assistente spirituale della comunità, padre Antonio Rungi, passionista, teologo morale. Domani mattina, 14 dicembre 2014, a conclusione della messa festiva delle ore 8,30 in concomitanza con la III Domenica di Avvento, “Gaudete”. Il presepe sarà oggetto di riflessione e meditazione in occasione del ritiro mensile delle suore e dei laici aggregati, mercoledì 17 dicembre 2014. Ritiro che sarà incentrato sulla gioia della Famiglia di Nazareth e delle famiglie di oggi. Il presepe è costituito oltre che da i pastori tradizionali, da una serie di statuette di santi o di persone della chiesa e della società umana che hanno attinenza con il mistero della nascita di Gesù. Oltre alle statue saranno collocate nell’ampia grotta che accoglie tutti, le sagome dei testimoni della fede che maggiormente sono legate alla spiritualità del Natale. Così con San Francesco, il santo della letizia , ci sarà Papa Francesco, Sant’Antonio di Padova, Sant’Alfonso Maria dei Liguori, San Pio da Pietrelcina e la Fondatrice delle Suore di Gesù Redentore, la Serva di Dio Madre Victorine Le Dieu, che volle dedicare proprio a Gesù Bambino, il Redentore la sua famiglia religiosa, curando particolarmente l’infanzia abbandonata. “La scelta di questo presepe della gioia – afferma la madre superiora della casa, suor Maria Paola Leone, è dettata da un doppia motivazione. L’anno della vita consacrata e l’anno del sinodo della famiglia. Il nostro assistente spirituale, padre Antonio Rungi, ha giustamente ritenuto opportuno (e noi abbiamo accolto la proposta) di finalizzare la realizzazione del presepe conventuale e della nostra chiesa al tema della gioia, facendo tesoro delle indicazioni di Papa Francesco nell’esortazione Evangelii gaudium e della Lettera Apostolica indirizzata a noi religiose ed a tutti i religiosi all’inizio dell’anno della vita consacrata. La gioia – conclude Suor Maria Paola – è anche trovarsi di fronte ad un presepe ed apprezzarne la bellezza e sapersi meravigliare”. Il presepe esposto alla visione del pubblico che transita numeroso nella zona mare di Mondragone, essendo la Stella Maris a pochi metri da mare e lungo il passeggio degli amanti della spiaggia e del mare anche d’inverno, resterà aperto fino al 2 febbraio 2015, giornata mondiale della vita consacrata e festa della Presentazione al Tempio di Gesù Cristo.

P.RUNGI. PREGHIERA DEL NATALE 2014

preghiera-natale 2014 - A4

preghiera-natale 2014 – A4

Padre Antonio Rungi, passionista, teologo morale, ha composto una bellissima ed attuale preghiera per il Natale 2014 e spera che venga valorizzata nelle comunità cristiane e nelle parrocchie a partire dalla prossima settimana, quando il 16 dicembre inizia la novena del Santo Natale, una pratica religiosa popolare che è molto seguita e sentita nelle comunità cristiane. “Il testo della preghiera scritto oggi in occasione della festa di Santa Lucia è un forte richiamo al senso della famiglia -ha detto padre Antonio Rungi – al rispetto della vita, ai tante questioni che interpellano l’Italia e il mondo in questo tempo carico di speranze e di attese, ma non senza drammi che si vivono quotidianamente. Ci affidiamo a Gesù Bambino, a San Giuseppe e alla Madonna, perché questo Natale, per tutti possa segnare davvero il Natale della gioia, della speranza e della rinascita morale, spirituale e civile soprattutto per il nostro Paese”. La speranza nel cuore del sacerdote passionista e che Papa Francesco possa recitarla personalmente nel giorno di Natale, come ha fatto per la Preghiera dei Defunti, composta dallo stesso sacerdote passionista, durante l’Angelus del 2 novembre scorso. “Vita e morte sono strettamente congiunte anche nella vita di Gesù -dice P.Rungi – al punto tale che diversi santi usano poggiare il Bambino Gesù non nella grotta, ma su una Croce. Il mistero dell’Incarnazione è strettamente legato al mistero della Pasqua di morte e risurrezione, tanto è vero che l’Epifania, giorno dell’arrivo dei Magi alla Grotta di Betlemme viene definita “Pasqua- Epifania”.
Ecco il testo dell’orazione composta da padre Antonio Rungi

Preghiera del Natale 2014

 

Dio della gioia e della tenerezza

che vieni tra noi nella condizione

di un bambino, povero ed indifeso

proteggi tutti i bambini della terra,

perché possano incontrare

solo il volto gioioso di madri e padri

che sanno amare, con la stessa generosità

di Giuseppe e Maria.

 

Nella grotta di Betlemme, tua prima culla,

hai sperimentato il freddo e il gelo

 di una natura che ti ha accolto,

 rispettando i tempi e le stagioni,

 che hai data ad essa creandola da niente.

 

Nella grotta di Betlemme hai sperimentato,

 Gesù Bambino, la tenerezza e la bontà

 delle persone semplici, ma anche degli intellettuali

 del tuo tempo, venuti da vicino e da lontano

 per adorarti e contemplarti.

 

Fa o Gesù Bambino,

 gioia eterna dell’Eterno,

 che questa umanità

 segnata da tanti dolori e sofferenze

 sperimenti la gioia del tuo Natale,

 con lo stesso entusiasmo

 degli angeli che apparvero

 nel momento della Tua nascita

 su quella povera e misera grotta

 di un paese sconosciuto

 e senza futuro.

 

Dona o Signore, Redentore dell’uomo

 la vera gioia del cuore,

 con la stessa tonalità e consistenza

 che, Maria, Tua e nostra Madre,

 ha sperimentato accogliendoti

 nel suo grembo verginale.

 

Fa che questo Natale 2014

 segni un nuovo modo di essere cristiani

 e di vivere uniti in una grande

 e sola famiglia che inizia la sua esistenza

 ai tuoi piedi o Bambinello.

 

Giuseppe e Maria, i tuoi santi genitori terreni,

 ci accompagnino con uno stile di vita

 in modo da potere veramente celebrare

questo Natale dell’anno 2014,

che volge al termine,

senza rimpianti  e impedimenti,

ma con un rinnovato spirito

 di servire e mai di essere servito,

 come tu ci hai insegnato a fare,

 con il tuo stile di vita povera ed obbediente

fino alla fine. Amen

 

Preghiera composta

da padre Antonio Rungi

passionista

13 dicembre 2014

ITRI (LT). PRESEPE NAPOLETANO TRADIZIONALE AL CONVENTO DEI PASSIONISTI

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ITRI (LT). PRESEPE NAPOLETANO AL CONVENTO DEI PASSIONISTI 

E’ in fase di allestimento e nei prossimi giorni sarà completato il presepe, stile settecento napoletano, che l’artista Antonio Lebone di Itri sta realizzando, come da vari anni, nella Chiesa dei padri Passionisti di Itri.

Il presepe occupa tutto lo spazio dell’ampia cappella di San Paolo della Croce, situata al lato sinistro di chi entra nella chiesa, dedicata alla Madonna di Loreto e risalente al 1600, quando erano i Cappuccini a conservare questo tempo di culto mariano.

Dal 1943 sono i figli spirituali di San Paolo della Croce a curare questa struttura e a conservarla per le future generazioni dei passionisti. Oggi, in occasione dell’annuale festa della Madonna di Loreto, è stata celebrata una messa solenne, cantata, e presieduta da padre Cherubino De Feo, parroco di Santa Maria Maggiore in Itri per oltre 25 anni e da 30 anni circa al Santuario della Civita.

Un convento antico e stile antico anche nel presentare il mistero della nascita di Gesù Cristo attraverso il presepe che in fase di allestimento.

Tante le novità apportate dal presepista, che con passione, competenza ed amore realizza vere e proprie opere d’arte. Vari i paesaggi che riportano all’attento osservatore al mistero della Nascita del Redentore, con ingranaggi nuovi e scenografie con particolare significato religioso e biblico. Al centro di tutto la grotta e la capanna, dove verrà deposto in Bambinello Gesù a conclusione della messa di mezzanotte della notte di Natale 2014, ormai imminente.

Negli anni passati era fratel Modesto De Angelis, ora nella comunità passionista di Airola (Bn) ad allestire il presepe nel convento dei passionisti, quando esisteva una comunità nella struttura. Oggi la comunità passionista è giuridicamente costituita presso il Santuario della Civita e gli stessi religiosi, in tutto quattro, pensano a curare pastoralmente e spiritualmente il convento cittadino, che è un punto di riferimento religioso importante per la città di Itri e per la Diocesi. Per migliorare il servizio religioso che intendono offrire i passionisti alla città di Itri anche l’annuale presepe napoletano che diventa in occasione delle feste natalizie un centro di interesse e curiosità da parte degli amanti del presepe tradizionale.

A sostenere ed incoraggiare queste iniziative è l’intera comunità dei passionisti della Civita, guidata da padre Emiddio Petringa, che è superiore-rettore del Santuario ed ha la responsabilità sulla struttura conventuale. Con lui collaborano per una presenza incisiva e fruttuosa dei passionisti nella città di Itri e dell’Arcidiocesi, padre Antonio Rungi, docente, predicatore, nonché padre Francesco Vaccelli e lo stesso padre Cherubino.

“Siamo grati ad Antonio –ha detto padre Rungi – che con passione ogni anno si dedica a realizzare il presepe nella nostra chiesa creando quel clima di festa e di gioia natalizia, senza il quale, anche un luogo di culto, già bello e raccolto per se stesso, non sarebbe bello in questo tempo senza il presepe. Il presepe, infatti, è sempre un forte richiamo iconico al grande mistero della nascita di Gesù, che porta tutti a serie riflessioni  sul Natale, soprattutto di questo anno 2014, perché sia un Natale di pace, giustizia, amore e solidarietà. Senza il Presepe non è Natale nelle chiese e nelle famiglie. Per cui bisogna rinnovare e potenziare questa sana tradizione, perché bella in se stessa e stimolante a livello spirituale e morale, oltre che artistico e sociale”.