BENEVENTO. E’ MONSIGNOR FELICE ACCROCCA IL NUOVO ARCIVESCOVO DI BENEVENTO

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Benevento. E’ don Felice Accrocca, parroco di Latina, il nuovo arcivescovo di Benevento 

di Antonio Rungi 

E’ don Felice Accrocca, 57 anni, del clero della Diocesi di Latina- Terracina-Sezze-Priverno, parroco del Sacro Cuore di Latina, il nuovo arcivescovo di Benevento, intellettuale,  docente di storia alla Gregoriana di Roma. Il motto episcopale scelto da monsignor Accrocca, lo stesso della sua ordinazione sacerdotale: è “«SI DOMINUS NON AEDIFICAVERIT» (Sal 126), “Se il Signore non costruisce, invano lavorano i costruttori”, chiaro intendo di confidare nel suo ministero nel Signore

La notizia ufficiale è stata oggi alle ore 12.00 in contemporanea a Benevento, in sala Stampa Vaticana e a Latina.

Monsignor Accrocca sarà il 126esimo vescovo della Chiesa beneventana, che è una delle più antiche ed ha avuto sulla sua cattedra un santo martire, San Gennaro. E’ la prima volta che a Benevento arriva un arcivescovo di prima nomina.

Monsignor Accrocca è un esperto conoscitore di San Francesco d’Assisi.

Sua Eccellenza, monsignor Felice Accrocca Il Rev.do Felice Accrocca è nato il 2 dicembre 1959 a Cori, in provincia di Latina, nella diocesi di Latina-Terracina-Sezze-Priverno. Dopo la maturità scientifica ha frequentato i corsi teologici presso il Pontificio Collegio Leoniano di Anagni. Successivamente ha conseguito la Laurea in Lettere all’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” e il Dottorato in Storia Ecclesiastica presso la Pontificia Università Gregoriana. È stato ordinato presbitero a Cori il 12 luglio 1986, incardinandosi nella diocesi di Latina-Terracina-Sezze-Priverno. Dopo l’ordinazione ha svolto i seguenti incarichi pastorali più significativi: Viceparroco della parrocchia S. Maria Assunta in Cielo, a Cisterna (1986-1989); Assistente ecclesiastico degli Scout Agesci (1986-1991); Parroco della parrocchia S. Luca, a Latina (1989-2004); Moderatore della Curia Vescovile (2001-2003); Parroco della parrocchia S. Pio X, a Latina (2003-2012); Assistente diocesano dell’Azione Cattolica (2003-2007); Segretario del Sinodo Diocesano (2005-2012). È stato anche Coordinatore della Consulta Diocesana delle Aggregazioni Laicali e Direttore del mensile della Diocesi “Chiesa Pontina”. Attualmente è: Direttore della Scuola Diocesana di Teologia “Paolo VI” (dal 1994); Vicario Episcopale per la Pastorale diocesana (dal 1999); Responsabile dei seminaristi diocesani (dal 2007); Parroco della parrocchia Sacro Cuore e Amministratore Parrocchiale di S. Pio X, a Latina (dal 2012). Inoltre, è Docente di Storia della Chiesa medievale presso la Pontificia Università Gregoriana. Partecipa come Relatore in molti convegni in Italia e all’Estero, specialmente sul Francescanesimo. Ha all’attivo numerose pubblicazioni, tra libri, articoli e saggi. 

Nella sua prima lettera scrive ai presbiteri, diaconi, persone consacrate, fedeli laici della Chiesa di Dio che è in Benevento: Carissimi fratelli e figli, “grazia e pace da Dio Padre e da Cristo Gesù, nostro salvatore” (Tt 1,4).

Vi scrivo con schiettezza, anche se con “timore e trepidazione” (1Cor 2,3): chiamato dal Nunzio Apostolico, dopo una prima reazione di sconcerto, il mercoledì delle Ceneri mi sono recato in Nunziatura intenzionato ad aderire a qualsiasi decisione mi sarebbe stata da lui comunicata. Così ho fatto, avendo appresa la scelta del Santo Padre che m’inviava a voi; poi, però, sono insorti interrogativi e timori nel considerare l’alto compito al quale la fiducia del Papa mi aveva chiamato. Vi assicuro tuttavia che sono contento di venire tra voi, certo che mi aiuterete con la collaborazione e la preghiera, in questo tempo santo di Quaresima anzitutto, nel quale dobbiamo piegare “l’orecchio del cuore” ai comandi del Maestro (San Benedetto da Norcia), e nei mesi e negli anni a venire.

Risuonano alla mia mente, in questi frangenti, le parole ispirate di Gregorio Magno, subito dopo la sua elezione a Vescovo di Roma: “Il posto più elevato è retto bene quando colui che presiede domina sui vizi piuttosto che sui fratelli. Regge bene la potestà ricevuta chi sa detenerla e sa contrastarla. Sa reggere bene una tale potestà chi, con essa, sa ergersi contro le colpe, sa porsi sul piano degli altri” (Lettere I, 24).

Questo desidero con tutte le forze: camminare insieme a voi, rafforzare l’unità, accrescere la comunione, perché possiamo aderire insieme – e totalmente – al nostro “grande e ammirabile Signore, Dio onnipotente, misericordioso Salvatore” (San Francesco d’Assisi). A tutti voi, fratelli e figli carissimi, in attesa d’incontrarci, il mio saluto cordiale e sincero. (Felice Accrocca Arcivescovo eletto di Benevento).

 

E  S.E. Monsignor  Andrea Mugione, Amministratore apostolico di Benevento, annuncia il suo successore il 18 febbraio 2016, con queste parole.

La figura dell’Apostolo Pietro, pastore supremo, si presenta con tre preziose indicazioni per noi presbiteri: Conpresbitero, Testimone della sofferenza e partecipe della gloria che deve rivelarsi. Non fa leva sulla sua autorità o sul prestigio ma sulla solidarietà nelle sofferenze con Cristo e con le sofferenze e i patimenti del popolo di Dio, il Cristo della storia. Questa compartecipazione nel vivere il ministero di pastore consentirà a Pietro e ai presbiteri di attendere con fiducia la corona di gloria con il

Cristo della risurrezione. Pietro, poi, compendia il mistero delle guide proposte alla comunità, in due forme verbali: “pascolate sorvegliando”. C’è una stretta relazione tra Cristo e il ministero pastorale. E’ l’ecclesiologia di comunione perché il gregge appartiene a Dio e non è proprietà dei presbiteri. In questo quadro di reciproca comunione e dignità del gregge-comunità, Pietro ci suggerisce la suprema regola pastorale sul modo di svolgere il ministero esortandoci con tre coppie di insegnamenti in formula di avverbi: – Volontariamente. Come Cristo Gesù si è dato liberamente, ha dato volontariamente la sua vita. – Generosamente perché l’anima del ministero è l’amore gratuito, la carità pastorale e non l’interesse, il prestigio. – Umilmente, non signoreggiando, facendo prevalere i diritti sul servizio e la dedizione, mettendoci in guardia da un esercizio dispotico dell’autorità.

 

INTERVENTO DI MONS. MUGIONE AL TERMINE DELLA PREGHIERA

Cari fratelli e sorelle, con grande gioia vi annuncio che il Santo Padre Francesco, dopo aver accettato la mia rinuncia al governo pastorale dell’Arcidiocesi presentata per raggiunti limiti di età il 9 novembre scorso, ha nominato nuovo Arcivescovo di Benevento il Rev.do Felice Accrocca, del clero della Diocesi di Latina – Terracina – Sezze- Priverno, attualmente Parroco e Vicario Episcopale per la Pastorale.

Rendiamo grazie a Dio che nella sua provvidenza ha scelto il presbitero Felice quale maestro, sacerdote e guida della nostra Diocesi e preghiamo il Pastore grande delle pecore perché illumini e sostenga il ministero del nostro nuovo Pastore.

Ringraziamo, inoltre, il Santo Padre Francesco che ha scelto don Felice e lo ha mandato a noi come nostro Padre, Pastore e Guida e ringraziamo lui, l’eletto, che ha accettato di servire la Chiesa che è in Benevento.

Gli porgiamo il più affettuoso e caloroso benvenuto in questa sua e nostra famiglia. Esprimiamo l’abbraccio di comunione, di accoglienza, di stima e, soprattutto, di obbedienza, collaborazione e corresponsabilità.

Assicuriamo la nostra preghiera perché il Signore aiuti il nostro Arcivescovo Felice nell’essere e operare da uomo di preghiera, di comunione e fraternità, di misericordia, uomo della pastorale integrale e d’insieme, dell’evangelizzazione e missione. Ho spesso citato le parole di San Francesco di Sales che affermava che le guide, i pastori delle comunità devono avere, ed essere, una tazza di scienze, un pozzo di sapienze e prudenza e un oceano di pazienza e sopportazione. Viviamo questo tempo quaresimale e pasquale come tempo di forte preghiera per lui e per tutti noi. Viviamo l’attesa per prepararci a una nuova stagione del cammino di costruzione della nostra amata Chiesa beneventana.

Siamo consapevoli di essere pellegrini nella storia di salvezza dove non tutto è cominciato con noi e non tutto terminerà con noi. Ma viviamo questo momento di Chiesa nell’Anno della misericordia come impegno di conversione personale e pastorale con un cambio di passo nella continuità e un sussulto profetico per annunciare e testimoniare Cristo Signore e Salvatore.

Non si tratta di cambiare qualcosa o molto nelle strutture della pastorale ma si tratta di un cambiamento della mente, del cuore e dello stile di vita.

Dal cuore nuovo uscirà il dinamismo missionario della Chiesa in uscita per raggiungere più credibilità, sobrietà , essenzialità e generosità come è stato in tanti periodi splendidi della nostra storia millenaria. Rimango a vostro servizio, in qualità di Amministratore Apostolico, fino alla presa di possesso dell’Arcivescovo Felice.

 

Anche a Latina è stato dato l’annuncio ufficiale, da monsignor Mariano Crociata, vescovo della città, che ha dichiarato: «È una gioia per la nostra Chiesa, per te caro don Felice, una gioia per l’arcidiocesi di Benevento. È una gioia per te: gioia non solo umana, perché unita a trepidazione per una chiamata che sempre infinitamente ci supera, ma ugualmente sperimentata perché fondata nella liberalità dell’elezione di Dio che dona grazia e chiede generosità sempre più grande nel rispondere al suo invito dall’alto. E se Dio chiama, allora vuol dire che egli è con noi; egli sarà sempre con te, caro don Felice, non ti lascerà mai, non ti toglierà mai la gioia della sua presenza e della sua forza. Sì, perché quello che intraprendi, contrariamente a quel che potrebbe apparire a uno sguardo superficiale, è un rigoroso cammino di ascesi, di rinunzia a te stesso e di donazione totale, che diventa proprio per questo fonte di consolazione e di gioia». Tra l’altro, il Vescovo lo ha ringraziato per il sostegno ricevuto in questi primi due anni della sua missione episcopale in terra pontina. Da parte sua don Felice Accrocca ha spiegato: «Sono stato colto di sorpresa dalla decisione del Santo Padre e mi auguro di poter ripagare la fiducia che Papa Francesco ha riposto nei miei confronti. In questo momento mi rendo conto di quanto forte è il mio legame con la Chiesa pontina, che mi ha generato alla fede e mi ha accompagnato in questi decenni di vita sacerdotale».

 

BENEVENTO. E’ MONSIGNOR FELICE ACCROCCA IL NUOVO ARCIVESCOVO DI BENEVENTOultima modifica: 2016-02-18T18:13:33+01:00da pace2005
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