COMMENTO ALLA SOLENNTA’ DELL’IMMACOLATA 2015

RUNGI2015

SOLENNITA’ DELL’ IMMACOLATA CONCEZIONE

DELLA BEATA VERGINE MARIA

MARTEDI 8 DICEMBRE 2015

MARIA IMMACOLATA, MADRE DI MISERICORDIA E DI PERDONO

 

Commento di padre Antonio Rungi

 

La solennità dell’Immacolata Concezione di quest’anno 2015, assume un particolare significato per tutti i cristiani e per quanti, anche al di fuori della religione cristiana, venerano la Vergine Santissima. E’ una festa speciale, in quanto oggi inizia il Giubileo della Misericordia, indetto da Papa Francesco e che prende il via con l’apertura della Porta Santa in San Pietro in Vaticano. Maria, a ben ragione, proprio perché preservata dal peccato originale e non avendo commesso alcuna sorte di peccato, è indicata come la Madre della Misericordia e del perdono. In ragione di questo singolare privilegio che il Signore le ha concesso per il fatto che doveva essere la Madre di Dio, ci indica il cammino di purificazione, di riconciliazione e di perdono che dobbiamo compiere in questo anno di grazia, in questo anno giubilare, in questo anno di conversione, di cui tutti gli esseri umani hanno bisogno. Nessuno è senza peccato e proprio in ragione della condizione in cui ci troviamo ad essere, che è quella di peccatore, necessitiamo anche dell’aiuto di Maria, la tua bella, la tutta pura e santa, per incontrare Cristo, nostro Salvatore e Redentore. Incontrare la misericordia di Dio, non solo nel sacramento della Confessione, ma iniziando a vivere una vita nuova, lontana dal peccato e dalla colpa, sempre più immersa nella grazia della riconciliazione e del pentimento. Il racconto del peccato originale che ci viene ricordato nel brano della prima lettura di oggi, tratto dal Libro della Genesi, non è altro che un forte richiamo alla nostra reale condizione di peccatori, che hanno bisogno di essere continuamente guariti dalla colpa d’origine e purificati per essere degni di accostarsi a Cristo. Dopo il peccato originale, commesso dai nostri progenitori, Adamo ed Eva, c’è la promessa della redenzione e della salvezza, prefigurata, anzi esplicitamente anticipata in questo testo nella figura della nuova Eva, la Madonna Immacolata. Eva ha commesso il peccato, Maria è stata preservata dal peccato, per cui è la Madre dei viventi, in ordine alla grazia e alla santificazione del popolo di Dio. Il seme che nascerà in Lei, per opera dello Spirito Santo, è il Cristo Redentore e Salvatore dell’umanità. Nel mistero della nascita, della vita, della passione, morte e risurrezione di Cristo c’è la sconfitta del peccato e l’uomo, redento da Cristo, può liberamente accedere, con la sua adesione alla fede e alla morale cristiana, alla vita della grazia, partendo dall’atto fondamentale che è il sacramento del Battesimo. Sacramento che ci estirpa la radice del peccato d’origine, ma ci lascia nella condizione di aver necessità di ricorrere alla grazia del sacramento del perdono e della misericordia, nel corso della vita, che è il sacramento dell’umile confessione e remissione dei peccati. A ciò si aggiunga, in questa specifica ricorrenza dell’anno giubilare, la possibilità di ottenere le indulgenze plenarie che, come sappiamo, eliminano anche le pene conseguenti alla colpa, possiamo ben sperare di camminare in quella vita nuova a cui tutti aspiriamo, avendo la consapevolezza che il cammino è lungo e difficile. Ci ricorda, infatti, l’apostolo Paolo nel brano della seconda lettura di oggi, tratto dalla sua Lettera agli Efesini che  “Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo. In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità, predestinandoci a essere per lui figli adottivi mediante Gesù Cristo, secondo il disegno d’amore della sua volontà, a lode dello splendore della sua grazia, di cui ci ha gratificati nel Figlio amato. In lui siamo stati fatti anche eredi, predestinati – secondo il progetto di colui che tutto opera secondo la sua volontà – a essere lode della sua gloria, noi, che già prima abbiamo sperato nel Cristo”.

Da dove veniamo, chi siamo e dove andiamo, trovano queste domande, precise risposte nella festa di oggi e nei testi che ne supportano la liturgia della parola. In Gesù Cristo siamo stati scelti prima della creazione del mondo e siamo nella benedizioni di Dio da sempre. Siamo stati predestinati ad essere figli  di Dio nel suo Figlio Gesù Cristo. Siamo stati fatti eredi della gloria futura, alla quale parteciperemo, dopo la nostra morte e, in modo pieno e totale, con la risurrezione finale.

Quindi sappiamo da dove veniamo, sappiamo con certezza, in Cristo, chi siamo e conosciamo anche la nostra definitiva meta d’arrivo che è l’eternità, dove ad attenderci è la Santissima Trinità, insieme alla nostra Madre Immacolata, la Madre della Misericordia e la madre della tenerezza e dolcezza di Dio. Con Maria, celebrata oggi, come donna purissima, chiamata dall’Arcangelo Gabriele, nel momento dell’Annunciazione, come la “piena di grazia”, cioè come la donna perfetta, nel cui grembo nascerà Gesù, per opera dello Spirito Santo, nell’atto stesso in cui Maria dice il suo “Si” a Dio, vogliamo fare il nostro cammino giubilare, nella piena consapevolezza delle nostre fragilità umane e dei nostri peccati. E davanti alla Tutta pura, alla Tutta bella e Santa, noi ci inchiniamo per chiedere la grazia, oggi e sempre, di vivere lontano dal peccato e sempre più immersi nel mistero del Dio Amore e Misericordia, che, come il Padre della Parabola, attende ogni suo figlio sulla soglia della riconciliazione, della pace e del ritorno all’armonia con la propria coscienza, con gli altri e con Dio. E al Signore, attraverso la Madonna Immacolata, mediatrice di grazie, chiediamo di andare incontro a Lui nella santità e nella purezza di spirito. E con questa preghiera in onore della Madonna Immacolata di Papa Francesco, ci rivolgiamo a Lei con sentimenti di gratitudine e di speranza: O Maria, Madre nostra,  oggi il popolo di Dio in festa ti venera Immacolata, preservata da sempre dal contagio del peccato. Sapere che Tu, che sei nostra Madre, sei totalmente libera dal peccato  ci dà grande conforto. Sapere che su di te il male non ha potere, ci riempie di speranza e di fortezza nella lotta quotidiana che noi dobbiamo compiere contro le minacce del maligno. Ma in questa lotta non siamo soli, non siamo orfani, perché Gesù, prima di morire sulla croce, ci ha dato Te come Madre. Noi dunque, pur essendo peccatori, siamo tuoi figli, figli dell’Immacolata, chiamati a quella santità che in Te risplende per grazia di Dio fin dall’inizio. Animati da questa speranza, noi oggi invochiamo la tua materna protezione per noi, per le nostre famiglie, per le nostre Città, per il mondo intero. La potenza dell’amore di Dio, che ti ha preservata dal peccato originale, per tua intercessione liberi l’umanità da ogni schiavitù spirituale e materiale, e faccia vincere, nei cuori e negli avvenimenti, il disegno di salvezza di Dio. Fa’ che anche in noi, tuoi figli, la grazia prevalga sull’orgoglio e possiamo diventare misericordiosi  come è misericordioso il nostro Padre celeste. In questo tempo che ci conduce alla festa del Natale di Gesù, insegnaci ad andare controcorrente: a spogliarci, ad abbassarci, a donarci, ad ascoltare, a fare silenzio, a decentrarci da noi stessi, per lasciare spazio alla bellezza di Dio, fonte della vera gioia. O Madre nostra Immacolata, prega per noi!” Amen.

COMMENTO ALLA SOLENNTA’ DELL’IMMACOLATA 2015ultima modifica: 2015-12-05T17:15:16+01:00da pace2005
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