Commento alla IV Domenica di Avvento, 21 dicembre 2014

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QUARTA DOMENICA DI AVVENTO- 21 DICEMBRE 2014

“Concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù”

Commento di padre Antonio Rungi

Al centro della parola di Dio di questa quarta domenica di Avvento c’è una persona a noi molto cara e alla quale ci appoggiamo sempre, ma soprattutto nelle difficoltà: e’ la Beata Vergine Maria. Alla vigilia del Natale, la liturgia ci dice con chiarezza che Maria è il tramite immediato, anche temporale, oltre che biologico e affettivo, teologo e biblico per accogliere Gesù in questo Natale 2014 e per sempre.

Quattro fondamentali comportamenti ci sono richiesti, come quattro solo le domeniche di Avvento. E a richiederli, tramite la Vergine Maria, nel momento dell’Annunciazione, è l’Arcangelo Gabriele: non temere, concepire, dare alla luce e mettere il nome. Leggiamo il brano del Vangelo dell’Annunciazione nella sua interezza, nella sua ricchezza di segni, simboli e significati spirituali, morali, religiosi e teologici, tratto dal Vangelo di Luca. “In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te».
A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.

Maria non deve temere di accogliere Cristo nel suo grembo verginale, per opera dello Spirito Santo. Nel dubbio del come possa avvenire tutto questo, per mancanza di un rapporto coniugale, si affida alla parola dell’Angelo, quale messaggero dell’Altissimo e quello che umanamente è impossibile all’uomo, diventa possibile per il Signore. Le leggi naturali che il Signore ha dato nella trasmissione della vita, qui vengono sospese, per un evento speciale: la venuta del Redentore e del Messia. Come Maria anche noi siamo chiamati a non avere paura di far nascere davvero Gesù, in questo Natale, lasciando spazio che egli prenda completamente il nostro cuore e la nostra vita.

Maria è scelta per concepire il Redentore e si rende disponibile ai disegni di Dio. Non pone ostacoli, lasciare fare a Dio. E il risultato lo conosciamo, quando ci affidiamo a Dio: Gesù nasce e con lui nasce la gioia, come dice Papa Francesco, nell’Evangelii gaudium. Ed ogni volta che Gesù rinasce nel ricordo liturgico del Natale annuale, anche per noi rinasce la speranza  e la gioia. Siamo, quindi, chiamati anche noi a concepire, cioè a pensare continuamente a Dio e farlo crescere nella mente e nella nostra vita, senza mai interrompere questo rapporto di amore e vita.

Maria darà alla luce Gesù e la sua esperienza di mamma, come tutte le mamme del mondo, questo momento sarà unico e bellissimo. Gesù dal grembo purissimo di Maria, passa nel grembo dell’intera umanità. Da Maria, passa a tutti noi, per essere visto, accolto, amato, perché egli per amore si è incarnato.

Maria porrà il nome a Gesù, secondo quanto l’Angelo Gabriele le aveva annunciato. E infatti sarà chiamato Gesù, il Figlio dell’Altissimo. Sull’esempio di Maria, anche noi siamo chiamati a dare nome e volto a chi viene tra noi, l’Emmanuele, il Dio con Dio. Dare nome e volto significa accoglierlo a interagire con lui in ogni situazione della nostra vita. Senza Gesù, neanche Maria ha un significato nella nostra vita. Gesù e Maria sono i riferimenti essenziali di ogni Natale e di questo Natale, senza escludere la figura e la persona di San Giuseppe, il padre putativo di Gesù e lo sposo castissimo di Maria, essendo della stirpe di Davide. E sulla figura del Re Davide e della sua missione in ordine al Redentore ed al Messia, è incentrata la prima lettura di questa quarta domenica di Avvento, tratta dal secondo libro di Samuele. Gesù, infatti, è chiamato figlio di Davide e Redentore.

“Il re Davide, quando si fu stabilito nella sua casa, e il Signore gli ebbe dato riposo da tutti i suoi nemici all’intorno, disse al profeta Natan: «Vedi, io abito in una casa di cedro, mentre l’arca di Dio sta sotto i teli di una tenda». Natan rispose al re: «Va’, fa’ quanto hai in cuor tuo, perché il Signore è con te». Ma quella stessa notte fu rivolta a Natan questa parola del Signore: «Va’ e di’ al mio servo Davide: “Così dice il Signore: Forse tu mi costruirai una casa, perché io vi abiti? Io ti ho preso dal pascolo, mentre seguivi il gregge, perché tu fossi capo del mio popolo Israele. Sono stato con te dovunque sei andato, ho distrutto tutti i tuoi nemici davanti a te e renderò il tuo nome grande come quello dei grandi che sono sulla terra. Fisserò un luogo per Israele, mio popolo, e ve lo pianterò perché vi abiti e non tremi più e i malfattori non lo opprimano come in passato e come dal giorno in cui avevo stabilito dei giudici sul mio popolo Israele. Ti darò riposo da tutti i tuoi nemici. Il Signore ti annuncia che farà a te una casa. Quando i tuoi giorni saranno compiuti e tu dormirai con i tuoi padri, io susciterò un tuo discendente dopo di te, uscito dalle tue viscere, e renderò stabile il suo regno. Io sarò per lui padre ed egli sarà per me figlio.
La tua casa e il tuo regno saranno saldi per sempre davanti a me, il tuo trono sarà reso stabile per sempre”». Sarà il Signore a costruire una casa per Davide, per l’intera umanità. Anzi egli prenderà casa ed abiterà tra noi, sempre, perché un Dio che si fa uomo, porta con se per sempre l’umanità, nella nascita, nella morte e nella sua risurrezione.

Con san Paolo Apostolo, che scrivendo ai cristiani di Roma, porta l’attenzione sulla nascita del Redentore ci fa riflettere su questo grande mistero della nascita di Gesù che, liturgicamente, sta davanti a noi, ma che è sempre davanti a noi, perché Natale è sempre Natale di un Dio che continuamente si incarna in noi, in tanti modi e per tante vie.

“Fratelli, a colui che ha il potere di confermarvi nel mio vangelo, che annuncia Gesù Cristo, secondo la rivelazione del mistero, avvolto nel silenzio per secoli eterni, ma ora manifestato mediante le scritture dei Profeti, per ordine dell’eterno Dio, annunciato a tutte le genti perché giungano all’obbedienza della fede, a Dio, che solo è sapiente, per mezzo di Gesù Cristo, la gloria nei secoli. Amen.”

E con l’antifona d’ingresso per la santa messa di questa domenica, vogliamo rivolgerci a Dio con parole che toccano ilo cuore, perché ci aprono alla gioia di una grandissima attesa: “Stillate dall’alto, o cieli, la vostra rugiada e dalle nubi scenda a noi il Giusto; si apra la terra e germogli il Salvatore”.

Si apra lo spazio, la terra del nostro cuore, ma anche la terra di tutta la terra, per accogliere Gesù in questo Natale. E Maria, la Madre di Gesù e Madre nostra, ci prenda per mano e ci sorregga nel cammino verso questo Natale.

 

Commento alla IV Domenica di Avvento, 21 dicembre 2014ultima modifica: 2014-12-17T14:48:41+01:00da pace2005
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