P.RUNGI. LE BEATITUDINI DI MARIA, LA MADRE DI DIO E MADRE NOSTRA

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LE BEATITUDINI MARIANE 

A CURA DI PADRE ANTONIO RUNGI, PASSIONISTA 

INTRODUZIONE 

La felicità e l’onore di una donna dipende dai figli che essa ha generato e nutrito. Una donna del popolo è profondamente toccata dalla grandezza di Gesù. Egli rovescia il dominio di satana e porta la salvezza. La fama del figlio si riflette anche sulla madre. Nel celebre brano del Vangelo di Luca (Lc 11,27-28), una donna grida forte a Gesù, mentre egli svolgeva il suo ministero, che è beata la sua madre e il grembo che lo ha custodito in attesa della nascita e poi il seno da cui ha preso il latte il piccolo Gesù. Si comprende come la Madre di Gesù nel vangelo, soprattutto di Luca è da lodare.

La grandezza di Gesù rende grande anche la madre. Ma questa lode potrebbe essere interpretata male. La maternità fisica, da sola, non è motivo sufficiente per essere chiamata beata. Molto più è da proclamare beato chi ascolta la parola di Dio e la osserva. Maria ha ascoltato, ha creduto a ha messo in pratica. Essa è beata perché è la madre di Gesù, il vincitore dei demoni e il Salvatore; ma lo è molto di più perché ascolta e osserva la parola di Dio. Il grido della donna “beato il ventre che ti ha portato e il seno da cui hai preso il latte!” riecheggia quello di Elisabetta: “Benedetta tu tra le donne e benedetto il frutto del tuo seno” (Lc 1,42). Ma Elisabetta aveva aggiunto anche il motivo ultimo di questa beatitudine: “Beata colei che ha creduto nell’adempimento delle parole del Signore” (Lc 1,45). E Gesù riprende questa motivazione, dicendo: “Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!” (v.28). La grazia e la grandezza di Maria non scaturiscono dalla sua maternità fisica, ma dall’adempimento della volontà di Dio. La sua beatitudine consiste nell’aver ascoltato e accolto la sua parola con il cuore e la mente e soprattutto di averla messa in pratica. La parola è la volontà di Dio che le chiede di prendere un posto accanto al figlio, nonostante che lei non ne colga sempre tutta la portata e le conseguenze. Ma questo posto accanto a Gesù è disponibile a tutti: dipende solo dalla capacità di ascolto e di accoglienza della parola di Dio e dal metterla in pratica. Maria si distingue nella Chiesa per la sua fedeltà alla proposta di Dio. Tutti possono salire fino a lei, purché vivano come lei. Invece di invidiare Maria, dobbiamo imitarla nell’ascolto e nella pratica della parola di Dio. 

La vera beatitudine è Gesù. Egli, Parola eterna del Padre fatta carne nell’obbedienza, è nuovamente Parola nell’annuncio del vangelo per incarnarsi in quanti l’accolgono. La maternità di Maria, prima che nel ventre, fu nella mente e nel cuore. Ella obbedì, e per questo fu madre. La sua beatitudine si estende a tutti coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica.

 DAL CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA (CCC)

I. Le beatitudini 

1716 Le beatitudini sono al centro della predicazione di Gesù. La loro proclamazione riprende le promesse fatte al popolo eletto a partire da Abramo. Le porta alla perfezione ordinandole non più al solo godimento di una terra, ma al regno dei cieli:

«Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.

Beati gli afflitti, perché saranno consolati.

Beati i miti, perché erediteranno la terra.

Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati.

Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia.

Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.

Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.

Beati i perseguitati a causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.

Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli » (Mt 5,3-12). 

1717 Le beatitudini dipingono il volto di Gesù Cristo e ne descrivono la carità; esse esprimono la vocazione dei fedeli associati alla gloria della sua passione e della sua risurrezione; illuminano le azioni e le disposizioni caratteristiche della vita cristiana; sono le promesse paradossali che, nelle tribolazioni, sorreggono la speranza; annunziano le benedizioni e le ricompense già oscuramente anticipate ai discepoli; sono inaugurate nella vita della Vergine Maria e di tutti i santi. 

II. Il desiderio della felicità 

1718 Le beatitudini rispondono all’innato desiderio di felicità. Questo desiderio è di origine divina; Dio l’ha messo nel cuore dell’uomo per attirarlo a sé, perché egli solo lo può colmare.

«Noi tutti certamente bramiamo vivere felici, e tra gli uomini non c’è nessuno che neghi il proprio assenso a questa affermazione, anche prima che venga esposta in tutta la sua portata».

«Come ti cerco, dunque, Signore? Cercando te, Dio mio, io cerco la felicità. Ti cercherò perché l’anima mia viva. Il mio corpo vive della mia anima e la mia anima vive di te».

 « Dio solo sazia. 

1719 Le beatitudini svelano la mèta dell’esistenza umana, il fine ultimo cui tendono le azioni umane: Dio ci chiama alla sua beatitudine. Tale vocazione è rivolta a ciascuno personalmente, ma anche all’insieme della Chiesa, popolo nuovo di coloro che hanno accolto la Promessa e vivono nella fede di essa. 

III. La beatitudine cristiana 

1720 Il Nuovo Testamento usa parecchie espressioni per caratterizzare la beatitudine alla quale Dio chiama l’uomo: l’avvento del regno di Dio; la visione di Dio: « Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio » (Mt 5,8);40 l’entrata nella gioia del Signore; l’entrata nel riposo di Dio:

«Là noi riposeremo e vedremo; vedremo e ameremo; ameremo e loderemo. Ecco ciò che alla fine sarà senza fine. E quale altro fine abbiamo, se non di giungere al regno che non avrà fine?». 

1721 Dio infatti ci ha creati per conoscerlo, servirlo e amarlo, e così giungere in paradiso. La beatitudine ci rende « partecipi della natura divina » (2 Pt 1,4) e della vita eterna. Con essa, l’uomo entra nella gloria di Cristo45 e nel godimento della vita trinitaria. 

1722 Una tale beatitudine oltrepassa l’intelligenza e le sole forze umane. Essa è frutto di un dono gratuito di Dio. Per questo la si dice soprannaturale, come la grazia che dispone l’uomo ad entrare nella gioia di Dio. 

«”Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio”; tuttavia nella sua grandezza e nella sua mirabile gloria, “nessun uomo può vedere Dio e restare vivo”. Il Padre, infatti, è incomprensibile; ma nel suo amore, nella sua bontà verso gli uomini, e nella sua onnipotenza, arriva a concedere a coloro che lo amano il privilegio di vedere Dio […]: poiché “ciò che è impossibile agli uomini, è possibile a Dio”». 

1723 La beatitudine promessa ci pone di fronte a scelte morali decisive. Essa ci invita a purificare il nostro cuore dai suoi istinti cattivi e a cercare l’amore di Dio al di sopra di tutto. Ci insegna che la vera felicità non si trova né nella ricchezza o nel benessere, né nella gloria umana o nel potere, né in alcuna attività umana, per quanto utile possa essere, come le scienze, le tecniche e le arti, né in alcuna creatura, ma in Dio solo, sorgente di ogni bene e di ogni amore:

«La ricchezza è la grande divinità del presente; alla ricchezza la moltitudine, tutta la massa degli uomini, tributa un omaggio istintivo. Per gli uomini il metro della felicità è la fortuna, e la fortuna è il metro dell’onorabilità. […] Tutto ciò deriva dalla convinzione che in forza della ricchezza tutto è possibile. La ricchezza è quindi uno degli idoli del nostro tempo, e un altro idolo è la notorietà. […] La notorietà, il fatto di essere conosciuti e di far parlare di sé nel mondo (ciò che si potrebbe chiamare fama da stampa), ha finito per essere considerata un bene in se stessa, un bene sommo, un oggetto, anch’essa, di vera venerazione». 

1724 Il Decalogo, il discorso della montagna e la catechesi apostolica ci descrivono le vie che conducono al regno dei cieli. Noi ci impegniamo in esse passo passo, mediante azioni quotidiane, sostenuti dalla grazia dello Spirito Santo. Fecondati dalla parola di Cristo, lentamente portiamo frutti nella Chiesa per la gloria di Dio. 

  1. NON TEMERE MARIA (L’ANNUNCIAZIONE) 

DAL VANGELO DI SAN LUCA – CAP.I 

[26] Nel sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret,

[27] a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria.

[28] Entrando da lei, disse: “Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te”.

[29] A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto.

[30] L’angelo le disse: “Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio.

[31] Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù.

 

2. BEATA COLEI CHE HA CREDUTO NELL’ADEMPIMENTO DELLA PAROLA DI DIO. (LA VISITAZIONE)

 

DAL VANGELO DI SAN LUCA – CAP.I

[39] In quei giorni Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda.

[40] Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta.

[41] Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo

[42] ed esclamò a gran voce: “Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo!

[43] A che debbo che la madre del mio Signore venga a me?

[44] Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo.

[45] E beata colei che ha creduto nell’adempimento delle parole del Signore”.

 

3. TUTTE LE GENTI MI CHIAMERANNO BEATA (IL MAGNIFICAT)

 DAL VANGELO DI SAN LUCA – CAP.I

 

[46] Allora Maria disse:

“L’anima mia magnifica il Signore

[47] e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,

[48] perché ha guardato l’umiltà della sua serva.

D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.

[49] Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente

e Santo è il suo nome:

 

4. LA BEATITUDINE DELLA FAMIGLIA A BETLEMME (LA NASCITA DI GESU’)

 

DAL VANGELO DI SAN LUCA – CAP.II

 

[15] Appena gli angeli si furono allontanati per tornare al cielo, i pastori dicevano fra loro: “Andiamo fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere”.

[16] Andarono dunque senz’indugio e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, che giaceva nella mangiatoia.

[17] E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro.

[18] Tutti quelli che udirono, si stupirono delle cose che i pastori dicevano.

[19] Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore.

[20] I pastori poi se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro.

 

5. LA BEATITUDINE NEL DOLORE (LA PRESENTAZIONE DI GESU’ AL TEMPIO)

 

DAL VANGELO DI SAN LUCA – CAP.II

 

[33] Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui.

[34] Simeone li benedisse e parlò a Maria, sua madre: “Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione

[35] perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l’anima”.

 

6. LA BEATITUDINE DI RITROVARSI (IL RITROVAMENTO DI GESU NEL TEMPIO)

 

DAL VANGELO DI SAN LUCA – CAP.II

[41] I suoi genitori si recavano tutti gli anni a Gerusalemme per la festa di Pasqua.

[42] Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono di nuovo secondo l’usanza;

[43] ma trascorsi i giorni della festa, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero.

[44] Credendolo nella carovana, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti;

[45] non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme.

[46] Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai dottori, mentre li ascoltava e li interrogava.

[47] E tutti quelli che l’udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte.

[48] Al vederlo restarono stupiti e sua madre gli disse: “Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo”.

[49] Ed egli rispose: “Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?”.

[50] Ma essi non compresero le sue parole.

[51] Partì dunque con loro e tornò a Nazaret e stava loro sottomesso. Sua madre serbava tutte queste cose nel suo cuore.

 

7. LA BEATITUDINE CHE NASCE DALL’ASCOLTO (LA DONNA DEL VANGELO)

 

DAL VANGELO DI LUCA – CAP.XI

 

[27] Mentre diceva questo, una donna alzò la voce di mezzo alla folla e disse: “Beato il ventre che ti ha portato e il seno da cui hai preso il latte!”.

[28] Ma egli disse: “Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!”.

8. LA BEATITUDINE DELLA CONSEGNA (SOTTO LA CROCE DI GESU’)

 

DAL VANGELO DI SAN GIOVANNI – CAP. XIX

 

[25] Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Clèofa e Maria di Màgdala.

[26] Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: “Donna, ecco il tuo figlio!”.

[27] Poi disse al discepolo: “Ecco la tua madre!”. E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa.

 

9. LA BEATITUDINE DI CONSACRARSI ALLA MADRE DI DIO. (LA PREGHIERA)

 

DA UNA PREGHIERA DI SAN BERNARDO

 

Le Beatitudini di Maria – San Bonaventura da Bagnoregio

 

Il pensiero di Maria non parta dalla tua mente.

Il nome di Maria non abbandoni il tuo labbro.

 

L’Amore di Maria non si spenga nel tuo cuore.

Seguendo Maria non ti perderai.

 

Appoggiandoti a Maria non cadrai.

Sperando in Maria non temerai.

 

Ascoltando Maria non sbaglierai.

Vivendo con Maria ti salverai.

 

Ecco la nona beatitudine:

Beati quelli che si sono consacrati a Maria:

i loro nomi sono scritti nel libro della vita.

(San Bonaventura da Bagnoregio)

 

 

CONCLUSIONE

La Vergine Madre, nel suo canto di lode e di ringraziamento al Signore per la sua prodigiosa maternità, con accenti profetici, esclama: «Tutte le generazioni mi proclameranno beata».

L’angelo che le reca l’annunzio dice di lei: «Benedetta tu fra tutte le donne».

San Giovanni, nel libro dell’Apocalisse, la vede come la donna vestita di sole con ai suoi piedi dodici stelle.

Elisabetta la definisce Madre del mio Signore.

In altra circostanza della vita di Maria, è una voce anonima di una donna, che sgorga dalla folla e grida: «Beato il ventre che ti ha portato e il seno da cui hai preso il latte!».

Comincia già ad avverarsi la profezia della Madre di Cristo. Egli però ha da proclamare una più ampia ed universale beatitudine: «Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!».

È una evidente conferma alle parole profetiche della Madre sua. Lei per prima ha ascoltato, accolto e messo in pratica la parola del Signore, che le è stata proclamata dall’Angelo Gabriele.

Maria è quindi beata, non solo perché ha avuto il singolare e sublime privilegio di accogliere e generare il Verbo di Dio nella sua carne mortale, ma ancor più perché si è mostrata docile alla volontà divina e, come il suo dilettissimo Figlio, ha accettato il piano divino fino al Calvario, condividendo con lui la passione.

Quanto Maria ha fatto, come umile e docile discepola, anche noi siamo chiamati a farlo con tutta la nostra vita.

Su ciascuno di noi il buon Dio ha un piano di salvezza, che egli ci rivela nel tempo e nelle circostanze di ogni giorno.

Possiamo essere beati se conformiamo la nostra volontà a quella del Signore. Dobbiamo perciò essere ascoltatori attenti della sua parola.

Dobbiamo avere Cristo e la sua Madre come nostri modelli.

Occorre riscoprire l’umiltà del cuore e la sincerità con noi stessi per diventare avidi della parola di Dio, bisognosi della sua verità e della sua grazia e infine capaci di operare il bene.

 

P.RUNGI. LE BEATITUDINI DI MARIA, LA MADRE DI DIO E MADRE NOSTRAultima modifica: 2014-12-01T00:07:33+01:00da pace2005
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