Papa Francesco a Caserta. Il mio racconto vissuto in diretta

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Vi racconto della mia presenza a Caserta durante la visita pastorale di Papa Francesco il giorno 26 luglio 2014. Avevo chiesto di partecipare come giornalista ed ho ottenuto l’accredito. Il motivo era semplice, per essere più libero di muovermi negli spazi e tra la gente. E così è stato. Sono arrivato in sala stampa alle ore 10,30, accompagnato da mio fratello che mi ha fatto il piacere di riportarsi l’auto. Ho rivisto i miei colleghi giornalisti, diversi dei quali conosco personalmente o attraverso varie forme di comunicazione. Dai giornalisti della Rai (Zavattaro), a quelli della Sala stampa Vaticana (Angelo Scelzo), al carissimo amico dell’Agi, Salvatore Izzo, anche lui sannita d’origine, ai colleghi del Mattino, di Repubblica, dell’Ansa, delle varie emittenti radio-televisive. All’inizio la sala stampa era quasi vuota, poi si è riempita piano piano, fino ad arrivare al massimo nel pomeriggio in prossimità dell’arrivo del Papa verso le 15,45. A proposito, la sala stampa era stata collocata presso i locali nell’emiciclo esterno della Reggia, a lato sinistro guardando verso i campetti. Una bella ed accogliente struttura che ci ha ospitati. Una prima mia perlustrazione in piazza, dove verso le 11.00 c’erano pochissimi fedeli, anche perché il tempo era piovoso ed incerto. Qualche foto e subito sono rientrato in sala stampa. Qui alcune Tv e la Radio Vaticana mi hanno chiesto di lasciare un’intervista che ho fatto regolarmente, con il piacere di dare il mio contributo alla visita del Papa a Caserta. Su altri temi mi ha intervistato il noto giornalista dell’Agi, Salvatore Izzo ed anche con lui ho interagito per la sua testata. Molto del mio tempo in sala stampa l’ho trascorso nello scrivere alcune mie riflessioni sui miei blog, su Fb ed altri social network e pubblicando varie immagini. Poi un breve momento di relax verso le 13.00 per mangiare un panino acquistato al bar della struttura e consumato lì. Il tempo brutto non permetteva di uscire spesso fuori, ma un secondo tentativo lo facevo verso le 15,45 quando l’elicottero del Papa è arrivato ed è atterrato. Da quel momento sono rimasto in piazza e tra la gente per vedere e seguire l’emozione di quell’incontro, organizzato in pochi giorni e che vasta eco aveva suscitato e continuava a suscitare. Il resto del tempo, fino a quando il Papa non ha preso la Papa mobile, mentre lui stava conversando con i sacerdoti, nella Reggia, l’ho trascorso con i seminaristi, i sacerdoti e con varie persone di servizio d’ordine che stavano ad attendere il Papa che scendesse dall’incontro, dallo scalone principale. Invece si è saputo poi che sarebbe sceso con l’ascensore che sta a lato sinistro dell’ingresso principale della Reggia. In attesa del Papa ho incontrato vari vescovi, tra cui monsignor Antonio De Luca, vescovo di Teggiano Policastro, con il quale ho guidato la Cism (Conferenza dei Superiori Maggiori) della Campania negli anni 2003-2007 quando entrambi eravamo superiori provinciali, io dei Passionisti e lui dei Redentoristi, rispettivamente come Vice-presidente e Presidente. Arriviamo al momento fatale ed atteso della discesa del Papa con l’ascensore. Io ed altre persone stavamo ad aspettarlo all’ingresso. Lui si è fermato per salutare i diversamente abili, una decina, con i loro accompagnatori che stavano sistemati vicini all’ascensore. Poi si è girato per salutarci tutti noi presenti, con la mano, benedirci, e salire subito sulla papamobile, che è stata fotografata da noi tutti mentre si attendeva il papa. Salito sulla papamobile e scortato dalla Gendarmeria Vaticana, l’auto si è indirizzata verso la piazza, dove ormai erano ad attendere Papa Francesco, di sicuro, oltre 100.000 persone. Io l’ho seguito a ruota, mentre il Papa faceva il giro di saluto. Nel frattempo mi sono sistemato nello spazio riservato ai giornalisti ed ai cineoperatori. Un posto per nulla adatto a seguire una visita del genere, in quanto occupavamo la visuale della gente che voleva vedere il Papa, una volta salito sul palco per la celebrazione della santa messa. Io potevo pure concelebrare con i 20 vescovi e i 300 sacerdoti, ma ho preferito fare il mio lavoro di giornalista. D’altra parte già avevo celebrato al mattino ed avevo fatto pregare le suore Opus Mariae Reginae di Formia per il Papa. Cosicché per evitare questioni, essendo io vestito da passionista con il pass da giornalista, mi sono posizionato a terra in modo da vedere il Papa mentre passava tra le gente che premeva e strillava, minacciando di far saltare le transenne, davanti ad agenti tranquilli e per nulla turbati, essendo abituati a gestire situazioni del genere. Tuttavia, certe scene non si possono vedere soprattutto quando si va in luogo a pregare. Per qualcuno il Papa mi sembra che sia una star internazionale che una volta vista se ne vanno via. E diversi che erano venuti solo per vedere il Papa sono andati via appena è passato con la papamobile dove stavamo. Pochi centimetri, come pochi erano i centimetri quando ci ha salutato e benedetto davanti all’ingresso principale della Reggia. Passato di lì, il Papa ha continuato a fare il suo giro per la Piazza Carlo III di Caserta, tra i giardinetti, occupati in ogni punto, dai fedeli che stavano ad attendere da ore e qualcuno dal primo mattino per prendere le postazioni più appetibili. Un nuovo incrocio di sguardi e di visuale c’è stato tra noi, quando egli è arrivato per il viale laterale ed ha concluso la sua passeggiata tra la folla. Poi la preparazione per la messa. Ho atteso che arrivasse sul palco ed iniziasse la celebrazione per spostarmi al lato, negli spazi liberi, dove erano sistemate le Tv e il Centro Televisivo vaticano, dove c’erano i fratelli disabili, a lato destro dell’altare guardando la facciata della Reggia, nei pressi della statua di Sant’Anna. Da lì ho seguito buona parte della messa. Poi sono rientrato in sala stampa ed ho seguito il resto per la televisione, commentando di volta il volta con i colleghi giornalisti ciò che diceva il Papa. Il testo dell’omelia, variata in pochi passaggi, era sotto embargo sui nostri tavoli, fino a quando il papa l’ha pronunciata e noi la seguivamo passo passo, anche con le sue aggiunte, molto apprezzate da tutti noi operatori delle comunicazioni. Poi il disdicevole incidente di percorso per gli operatori di Tv2000 che in diretta sulla loro emittente hanno detto parole offensive andate in onda, mentre il Papa pronunciava il discorso. Poi a seguire sempre dalla sala stampa tutto il resto della celebrazione, fino al saluto del Vescovo di Caserta, Giovanni D’Alise il cui testo avevamo già tra le mani. Infine le parole conclusive del Papa sulla sua prossima venuta a Napoli, in quest’anno, avendo saputo che i napoletani erano gelosi che lui stesse lì e non A Napoli, avendo preferito per la prima visita in Campania Caserta e non Napoli. Il resto è cronaca del dopo visita che ho fissato in brevi messaggi di informazione sui miei siti. La conclusione della mia presenza a Caserta? Quattro chilometri a piedi per raggiungere l’auto, dove l’aveva lasciata mio fratello quando era venuto a prendermi, anzi quando era venuto alle 15.00 per vedere il Papa anche lui. Quasi mezz’ora di cammino tra un traffico infermale ed un caldo soffocante, da far mancare il respiro anche alle 21.00 di sera. In poche parole invece di rientrare ad Itri, al Santuario della Civita, impossibile ad arrivarci a quell’ora sono andato ad Airola, il mio paese di origine, nel Beneventano, tra Caserta ed il capoluogo del Sannio. Erano le 21,45 dove ad attendermi c’era mia sorella, e dopo una rinfrescata generale, il taglio dei capelli e la cena (non avevo mangiato praticamente nulla ed ogni tanto si sentiva la debolezza di stomaco) sono andato a dormire verso mezzanotte. Domenica, 27 luglio 2013 alzata di buon mattino, alle ore 5,15 e partenza per Itri, alle ore 6.00, per arrivare nella mia attuale città di permanenza, in tempo per celebrare la messa delle ore 8.00 al nostro Convento cittadino, dove sono arrivato molto prima alle 7,15. Una vera fortuna, in quanto non ho incontrato traffico ed il 130 Km dal mio paese a Itri praticamente li ho percorsi, anzi bruciati, a 100 Km all’ora. Cosa dire di questa esperienza? Un po’ diversa da quella di 22 anni fa, quando davanti alla Reggia a celebrare c’era San Giovanni Paolo II, ma le stesse intense emozioni e soprattutto la stessa piena consapevolezza che dove c’è Pietro, intendo il Papa c’è la Chiesa. E non solo la chiesa del luogo, come in questo caso, quella di Caserta o della Campania, ma la chiesa universale. Grazie Papa Francesco. Dopo un anno in Piazza San Pietro ti ho rivisto in Piazza Carlo III a Caserta. Da Roma a Caserta con la stessa gioia e con la stessa speranza nel cuore da sacerdote, religioso e operatore della comunicazione.

P. Antonio Rungi, passionista, giornalista.

Papa Francesco a Caserta. Il mio racconto vissuto in direttaultima modifica: 2014-07-28T16:55:42+02:00da pace2005
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