Novena del Santo Natale – Anno 2013

NOVENA DEL SANTO NATALE  ANNO 2013

TESTO DI PREGHIERA

A CURA DI PADRE ANTONIO RUNGI, PASSIONISTA

 

In occasione del Natale 2013, vi presento questo sussidio di preghiera, da me elaborato, per aiutarvi nel prepararvi alla Solennità dell’annuale festa del Redentore. Si tratta di un lavoro di particolare utilità spirituale per quanti, in parrocchia, a casa, nei monasteri, nelle case religiose, di gruppi di preghiera, vorranno prendere a cuore un’adeguata preparazione immediata al santo Natale di quest’anno. Tanti i titoli riferiti a Gesù ed attribuiti a Lui nella Sacra scrittura, che opportunamente vi riporto al fine di una vostra personale scelta del cammino di fede e di preparazione che volete fare per questo Natale. Da essi ho estrapolato alcuni che sono poi il mio schema per la novena del Natale 2013. I vari nomi e titoli di Gesù usati nella Bibbia rivelano, infatti, qualcosa di Lui (sulla sua Divinità, la sua Umanità, il suo carattere, la sua vita terrena, la grandezza della sua gloria e potenza dopo la sua resurrezione, la sua opera in cielo e in mezzo alla Chiesa dopo la sua ascensione in cielo, ecc). Vediamoli, tenendo a mente che Gesù deriva dall’ebraico Joshua” (Y’shua), che significa Yahweh salva’ 

Lo schema che vi propongo è il seguente:

16 Dicembre 2013: Gesù, Figlio Davide.

17 Dicembre 2013: Gesù, il Messia.

18 Dicembre 2013: Gesù, Figlio di Dio

19 Dicembre 2013: Gesù, Verbo Incarnato.

20 Dicembre 2013: Gesù, Il Redentore.

21 Dicembre 2013: Gesù, il Salvatore.

22.Dicembre 2013: Gesù, Figlio di Giuseppe e Maria

23 Dicembre 2013: Gesù, l’Emmanuele, Dio con noi

24 Dicembre 2013: Gesù Bambino

 

1.Gesù Figlio di Davide

Dal vangelo secondo Matteo  21,1-11

Quando furono vicini a Gerusalemme e giunsero presso Bètfage, verso il monte degli Ulivi, Gesù mandò due discepoli, dicendo loro: «Andate nel villaggio di fronte a voi e subito troverete un’asina, legata, e con essa un puledro. Slegateli e conduceteli da me. E se qualcuno vi dirà qualcosa, rispondete: “Il Signore ne ha bisogno, ma li rimanderà indietro subito”». Ora questo avvenne perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta: «Dite alla figlia di Sion: “Ecco, a te viene il tuo re, mite, seduto su un’asina e su un puledro, figlio di una bestia da soma». I discepoli andarono e fecero quello che aveva ordinato loro Gesù: condussero l’asina e il puledro, misero su di essi i mantelli ed egli vi si pose a sedere. La folla, numerosissima, stese i propri mantelli sulla strada, mentre altri tagliavano rami dagli alberi e li stendevano sulla strada. La folla che lo precedeva e quella che lo seguiva, gridava: «Osanna al figlio di Davide! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Osanna nel più alto dei cieli!». Mentre egli entrava in Gerusalemme, tutta la città fu presa da agitazione e diceva: «Chi è costui?». E la folla rispondeva: «Questi è il profeta Gesù, da Nàzaret di Galilea». 

Riflessione

Gesù Cristo è chiamato ‘Figlio di Davide’ perché secondo la carne egli è disceso dalla casa e famiglia di Davide re d’Israele. Il padre putativo di Gesù infatti, cioè Giuseppe “era della casa e famiglia di Davide” (Luca 2,4). Se si legge la genealogia di Gesù Cristo così come l’ha trascritta Matteo nel Vangelo si può chiaramente vedere che Gesù Cristo discende secondo la carne da Davide (cfr Matt. 1,1-17); Paolo nella sua Lettera ai Romani definisce il Figlio di Dio “nato dalla stirpe di Davide secondo la carne” (Rom. 1,3). Gesù stesso quando apparve a Giovanni sull’isola di Patmos gli disse di essere “la radice della stirpe di Davide” (Apoc. 22,16). Di lui viene detto che è “il Germoglio di Davide” (Apoc. 5,5). Che il Messia doveva discendere dalla casa di Davide era stato predetto dai profeti. Isaia disse: “1 Un germoglio spunterà dal tronco di Iesse, un virgulto germoglierà dalle sue radici. 2Su di lui si poserà lo spirito del Signore, spirito di sapienza e d’intelligenza, spirito di consiglio e di fortezza, spirito di conoscenza e di timore del Signore” (Is. 11,1-2); Geremia disse: “[5]«Ecco, verranno giorni – dice il Signore –  nei quali susciterò a Davide un germoglio giusto,  che regnerà da vero re e sarà saggio  ed eserciterà il diritto e la giustizia sulla terra. [6]Nei suoi giorni Giuda sarà salvato  e Israele starà sicuro nella sua dimora;  questo sarà il nome con cui lo chiameranno: Signore-nostra-giustizia”(Ger. 23,5-6) e Ezechiele disse: “Susciterò per loro un pastore che le pascerà, Davide mio servo. Egli le condurrà al pascolo, sarà il loro pastore; io, il Signore, sarò il loro Dio e Davide mio servo sarà principe in mezzo a loro: io, il Signore, ho parlato. “(Ez. 34,23-24).  Ma Gesù oltre a discendere dalla casa di Davide nacque nella stessa città dove nacque Davide, cioè Betlemme. L’angelo che apparve ai pastori nella contrada di Betlemme disse loro: “Oggi, nella città di Davide, v’è nato un salvatore, che è Cristo Signore” (Luca 2,11); questo avvenne affinché si adempisse ciò che era stato detto dal profeta Michea: “Così dice il Signore: «E tu, Betlemme di Èfrata, così piccola per essere fra i villaggi di Giuda, da te uscirà per me  colui che deve essere il dominatore in Israele;  le sue origini sono dall’antichità, dai giorni più remoti.” (Mic. 5,1).

 

TRE GLORIA AL PADRE

 

Preghiera

Gesù, Figlio di Davide,

che viene in mezzo a noi

nel segno della pace e della riconciliazione

guida il cammino dell’umanità

verso i pascoli eterni della serenità.

Tu pastore d’Israele,

non permettere che nulla nel mondo

possa ostacolare la fede in chi crede in Te,

principe della pace,

benedetto nei secoli,

atteso dall’umanità.

Nella nostra vita di tutti i giorni,

possa la luce della tua regalità,

portare verità, santità e fraternità

in tutto il genere umano,

per il quale sei nato nel grembo verginale

di Maria tua e Madre ed hai offerto la tua

vita sulla croce, re di pace e di perdono.

(Padre Antonio Rungi)

 

 

2.Gesù Messia

 

Dal Vangelo secondo Giovanni 1,19-28

Questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono da Gerusalemme sacerdoti e leviti a interrogarlo: “Chi sei tu?”. Egli confessò e non negò, e confessò: “Io non sono il Cristo”. Allora gli chiesero: “Che cosa dunque? Sei Elia?” Rispose: “Non lo sono”. “Sei tu il profeta?” Rispose: “No”. Gli dissero dunque; “Chi sei? Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che cosa dici di te stesso?” Rispose: “Io sono ‘‘voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore’’, come disse il profeta Isaia”. Essi erano stati mandati da parte dei farisei. Lo interrogarono e gli dissero: “Perché dunque battezzi se tu non sei il Cristo, né Elia, né il profeta?” Giovanni rispose loro: “Io battezzo con acqua, ma in mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, uno che viene dopo di me, al quale io non son degno di sciogliere il legaccio del sandalo”. Questo avvenne in Betania, al di là del Giordano, dove Giovanni stava battezzando.

 

 Riflessione

Il brano vangelo  parla della testimonianza di Giovanni Battista. I giudei mandarono “sacerdoti e leviti” ad interrogarlo. Allo stesso modo, alcuni anni dopo, manderanno persone a controllare l’attività di Gesù (Mc 3,22). C’è una somiglianza molto grande tra le risposte della gente nei riguardi di Gesù e le domande che le autorità rivolgono a Giovanni. Gesù chiede ai discepoli: “Chi dice la gente che io sono?” Loro rispondono: “Elia, Giovanni Battista, Geremia, uno dei profeti” (cf. Mc 8,27-28). Le autorità rivolgono le stesse domande a Gesù: “Sei tu il Messia, o Elia, il profeta?” Giovanni risponde citando il profeta Isaia: “Io sono una voce che grida nel deserto: preparate il cammino al Signore”. Gli altri tre vangeli contengono la stessa affermazione nei riguardi di Giovanni: lui non è il Messia, ma è venuto a preparare la venuta del messia (cf. Mc 1,3; Mt 3,3; Lc 3,4). Tutti e quattro i vangeli prestano molta attenzione all’attività ed alla testimonianza di Giovanni Battista. Qual’è il motivo di questa insistenza da parte loro nel dire che Giovanni non è il Messia?

Giovanni Battista fu messo a morte da Erode attorno all’anno 30. Ma fino alla fine del primo secolo, epoca in cui fu scritto il Quarto Vangelo, Giovanni continuava ad essere considerato un leader tra i giudei. Ed anche dopo la sua morte, il ricordo di Giovanni continuava ad esercitare un forte influsso nel vissuto della fede della gente. Era considerato un profeta (Mc 11,32). Era il primo grande profeta che apparve dopo secoli di assenza dei profeti. Molti lo consideravano il Messia. Quando negli anni 50, Paolo passò per Efeso, in Asia Minore, incontrò un gruppo di persone che erano state battezzate con il battesimo di Giovanni (cf. At 19,1-4). Per questo, era importante divulgare la testimonianza dello stesso Giovanni Battista, dicendo che non era il Messia ed indicare invece Gesù come il Messia. E così, Giovanni stesso contribuisce ad irradiare meglio la Buona Notizia di Gesù.

“Come mai tu battezzi se non sei né il Messia, né Elia, né il profeta? La risposta di Giovanni è un’altra affermazione con la quale indica che Gesù è il Messia: “Io battezzo con acqua, ma in mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, uno che viene dopo di me, al quale io non son degno di sciogliere il legaccio del sandalo”. E un poco più avanti (Gv 1,33), Giovanni fa allusione alle profezie che annunciavano l’effusione dello Spirito per i tempi messianici: “Colui sul quale vedrete scendere lo Spirito e posarsi su di lui, costui battezza con lo Spirito Santo” (cf. Is 11,1-9; Ez 36,25-27; Gioele 3,1-2).

Messia (o Cristòs, traduzione greca da un originale aramaico che significa “consacrato” o “scelto”) è il titolo cristologico più frequentemente riscontrato nei testi del Nuovo Testamento per un totale di 535 volte. È il titolo attribuito dai suoi discepoli a Gesù che, dopo l’evento della risurrezione, formò il contenuto di fede e il kerygma delle primitive comunità cristiane. L’appellativo Cristòs e la figura di Messia da attribuire a Gesù sono particolarmente difficili da discutere, dal momento che Gesù non si è mai descritto direttamente come Messia, nel senso regale davidico; nè c’è, d’altro canto, alcuna prova che egli abbia rifiutato questo titolo. Quando Pietro riconobbe Gesù come Messia (Mc 8,29; Lc 9,20; Mt 16,16-19) Gesù reagì con grande prudenza e riservatezza: corregge il titolo con il riferimento al “Figlio dell’Uomo”, e dà ordine ai suoi discepoli di non parlare di questo a nessuno. Paradossalmente sarà la morte in croce, e la sua rivelazione come Signore risorto, a consentire di rileggere la sua figura messianica e la sua vera identità, collocando Gesù nel ruolo escatologico di colui che realizza definitivamente il progetto divino della salvezza nella storia umana.

 

TRE GLORIA AL PADRE

 

Preghiera

 Vieni di notte,

 ma nel nostro cuore è sempre notte:

 e dunque vieni sempre, Signore.

 Vieni in silenzio,

 noi non sappiamo più cosa dirci:

 e dunque vieni sempre, Signore.

 Vieni in solitudine,

 ma ognuno di noi è sempre più solo:

 e dunque vieni sempre, Signore.

 Vieni, Figlio della pace,

 noi ignoriamo cosa sia la pace:

 e dunque vieni sempre, Signore.

 Vieni a liberarci,

 noi siamo sempre più schiavi:

 E dunque vieni sempre, Signore.

 Vieni a consolarci,

 noi siamo sempre più tristi:

 e dunque vieni sempre, Signore.

 Vieni a cercarci,

 noi siamo sempre più perduti,:

 e dunque vieni sempre, Signore.

 Vieni, tu che ci ami:

 nessuno è in comunione col fratello

 se prima non è con te, o Signore.

 Noi siamo tutti lontani, smarriti,

 né sappiamo chi siamo, cosa vogliamo.

 Vieni, Signore. Vieni sempre, Signore.

(Padre David Maria Turoldo)

 

3. Gesù Figlio di Dio

 

Dal Vangelo di Matteo 4,3-6

E il tentatore, avvicinatosi, gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, ordina che queste pietre diventino pani». Ma egli rispose: Sta scritto: “Non di pane soltanto vivrà l’uomo, ma di ogni parola che proviene dalla bocca di Dio”. Allora il diavolo lo portò con sé nella città santa, lo pose sul pinnacolo del tempio, 6 e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gettati giù; poiché sta scritto: “Egli darà ordini ai suoi angeli a tuo riguardo, ed essi ti porteranno sulle loro mani, perché tu non urti con il piede contro una pietra».

 

Riflessione

Figlio di Dio, è un titolo che può essere associato a quello di Cristo e di Messia ma che nella tradizione evangelica non si trova mai esplicitamente in bocca a Gesù. La tradizione sinottica riferisce questo titolo a Gesù solo in contesti solenni, teofanici (battesimo, trasfigurazione), ma anche nelle tentazioni nel deserto, sulla croce. Nel quarto vangelo di Giovanni si trova menzionato dieci volte. Anche per questo titolo si deve dire che è stata l’esperienza relativa alla Risurrezione di Gesù a farlo riscoprire nella sua valenza cristologica, a conferma che la cristologia neotestamentaria pone nel mistero pasquale il suo criterio di verità: la rivelazione definitiva di Gesù Cristo in Dio Padre.

 

TRE GLORIA AL PADRE

 

Preghiera

 Asciuga, Bambino Gesù,  le lacrime dei fanciulli!

 accarezza il malato e l’anziano!

 Spingi gli uomini a deporre le armi

 e a stringersi in un

 universale abbraccio di pace!

 Invita i popoli, misericordioso Gesù,

 ad abbattere i muri creati

 dalla miseria e dalla disoccupazione,

 dall’ignoranza e dall’indifferenza,

 dalla discriminazione e dall’intolleranza.

 Sei Tu, Divino Bambino di Betlemme,

 che ci salvi liberandoci dal peccato.

 Sei Tu il vero e unico Salvatore,

 che l’umanità spesso cerca a tentoni.

 Dio della Pace, dono di pace all’intera umanità,

 vieni a vivere nel cuore di ogni uomo

 e di ogni famiglia.

 Sii Tu la nostra pace e la nostra gioia! Amen.

(Papa Giovanni Paolo II)

 

4. Gesù, Verbo Incarnato

DAL VANGELO DI GIOVANNI – CAP.1, 1ss

In principio era il Verbo,  il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. Egli era in principio presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui, e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste. In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini; la luce splende nelle tenebre,  ma le tenebre non l’hanno accolta. ..Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo. Egli era nel mondo, e il mondo fu fatto per mezzo di lui, eppure il mondo non lo riconobbe. Venne fra la sua gente,  ma i suoi non l’hanno accolto. A quanti però l’hanno accolto,  ha dato potere di diventare figli di Dio:  a quelli che credono nel suo nome, i quali non da sangue,  né da volere di carne,  né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati. E il Verbo si fece carne  e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi vedemmo la sua gloria,  gloria come di unigenito dal Padre, pieno di grazia e di verità…Dio nessuno l’ha mai visto:  proprio il Figlio unigenito, che è nel seno del Padre, lui lo ha rivelato.

 

Riflessione

Con il Credo niceno-costantinopolitano rispondiamo confessando: « Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo; per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo ». Il Verbo si è fatto carne per salvarci riconciliandoci con Dio: è Dio « che ha amato noi e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati » (1 Gv 4,10). « Il Padre ha mandato il suo Figlio come salvatore del mondo » (1 Gv 4,14). « Egli è apparso per togliere i peccati» (1 Gv 3,5). Il Verbo si è fatto carne perché noi così conoscessimo l’amore di Dio: « In questo si è manifestato l’amore di Dio per noi: Dio ha mandato il suo unigenito Figlio nel mondo perché noi avessimo la vita per lui » (1 Gv 4,9). « Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna » (Gv 3,16). Il Verbo si è fatto carne per essere nostro modello di santità: « Prendete il mio giogo su di voi e imparate da me… » (Mt 11,29). « Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me » (Gv 14,6). E il Padre, sul monte della trasfigurazione, comanda: «Ascoltatelo » (Mc 9,7).81 In realtà, egli è il modello delle beatitudini e la norma della Legge nuova: « Amatevi gli uni gli altri come io vi ho amati» (Gv 15,12). Questo amore implica l’effettiva offerta di se stessi alla sua sequela.

Il Verbo si è fatto carne perché diventassimo « partecipi della natura divina » (2 Pt 1,4): « Infatti, questo è il motivo per cui il Verbo si è fatto uomo, e il Figlio di Dio, Figlio dell’uomo: perché l’uomo, entrando in comunione con il Verbo e ricevendo così la filiazione divina, diventasse figlio di Dio ».

«Infatti il Figlio di Dio si è fatto uomo per farci Dio». L’unigenito […] Figlio di Dio, volendo che noi fossimo partecipi della sua divinità, assunse la nostra natura, affinché, fatto uomo, facesse gli uomini dei».

Riprendendo l’espressione di san Giovanni (« Il Verbo si fece carne »: Gv 1,14), la Chiesa chiama « incarnazione » il fatto che il Figlio di Dio abbia assunto una natura umana per realizzare in essa la nostra salvezza.

 

TRE GLORIA AL PADRE

 

Preghiera

Verbo Incarnato, che nuovamente

 condividi con noi il tuo Natale

 insegnaci a condividere con gli altri

 i nostri progetti di pace e solidarietà.

Tu che nella Grotta di Betlemme

 hai proposto agli uomini di ogni tempo

 un itinerario di amore e riconciliazione

 illumina l’umanità di oggi a ritrovare

 la strada che porta ad incontrare l’altro

 nel dialogo, nell’amore e nel rispetto profondo.

Piccolo grande Dio, che nell’umiltà più sentita

 hai indicato in Te la via maestra che porta alla verità

 aiutaci ad eliminare da questa terra l’orgoglio,

 la falsità e la menzogna, cause dirette

 del male del mondo moderno.

Tu che leggi nel profondo di ogni cuore

 trasforma i nostri personali risentimenti

 in atteggiamenti e comportamenti fraterni,

 gli unici che danno gioia vera e

 trasformano il Natale in festa vera.

Messia atteso da secoli

 e giunto nella pienezza dei tempi

 guida l’umanità del terzo millennio

 verso mete di giustizia più certe

 per ogni uomo di questa Terra.

Tu che tutto sai e puoi

 conosci le attese di ciascuno di noi

 anche per questo annuale anniversario della tua venuta tra noi

 fa nascere nel cuore di tutti gli uomini della terra

 un solo raggio della tua infinita carità

 e della tua bontà illimitata.

Non permettere, Gesù, Figlio dell’Uomo,

 che nessun bambino, giovane, adulto ed anziano

 del Pianeta Terra continui a soffrire a causa

 della cattiveria che si annida nel cuore di tanta gente.

Fa di tanti cuori segnati dall’odio e dalla morte

 cuori capaci di amare e di perdonare

 come tu hai perdonato alla Maddalena,

 ai tuoi crocifissori ed al buon ladrone

 morto in croce accanto a Te sul Golgota.

Dalla capanna di Betlemme

 anche quest’anno si irradi in tutto il mondo

 la luce del tuo Natale, che è sempre

 motivo di speranza e di pace per l’intera umanità. Amen

(Padre Antonio Rungi)

 

5.Gesù Redentore

 

Dal Vangelo secondo Luca – Cap.2, 33-35

Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e parlò a Maria, sua madre: «Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l’anima».

 

Riflessione

Gesù Cristo è il mediatore e il redentore universale: «Il Verbo di Dio, per mezzo del quale tutto è stato creato, è diventato egli stesso carne, per operare, lui, l’uomo perfetto, la salvezza di tutti e la ricapitolazione universale. Il Signore […] è colui che il Padre ha risuscitato da morte, ha esaltato e collocato alla sua destra, costituendolo giudice dei vivi e dei morti». Questa mediazione salvifica implica anche l’unicità del sacrificio redentore di Cristo, sommo ed eterno Sacerdote (cf. Eb 6,20; 9,11; 10,12-14).  Nel Nuovo Testamento il mistero di Gesù, Verbo incarnato, costituisce il luogo della presenza dello Spirito Santo e il principio della sua effusione all’umanità non solo nei tempi messianici (cf. At 2,32-36; Gv 7,39; 20,22; 1 Cor 15,45), ma anche in quelli antecedenti alla sua venuta nella storia (cf. 1 Cor 10,4; 1 Pt 1,10-12).

È chiaro, quindi, il legame tra il mistero salvifico del Verbo incarnato e quello dello Spirito, che non fa che attuare l’influsso salvifico del Figlio fatto uomo nella vita di tutti gli uomini, chiamati da Dio ad un’unica mèta, sia che abbiano preceduto storicamente il Verbo fatto uomo, sia che vivano dopo la sua venuta nella storia: di tutti loro è animatore lo Spirito del Padre, che il Figlio dell’uomo dona liberalmente (cf. Gv 3,34). In conclusione, l’azione dello Spirito non si pone al di fuori o accanto a quella di Cristo. Si tratta di una sola economia salvifica di Dio Uno e Trino, realizzata nel mistero dell’incarnazione, morte e risurrezione del Figlio di Dio, attuata con la cooperazione dello Spirito Santo ed estesa nella sua portata salvifica all’intera umanità e all’universo: «Gli uomini non possono entrare in comunione con Dio se non per mezzo di Cristo, sotto l’azione dello Spirito».

 

TRE GLORIA AL PADRE

 

Preghiera

Signore Gesù, siamo qui raccolti davanti a te:

il successore del tuo apostolo Pietro e la Chiesa

che tu hai raccolto in questa città di Venezia.

 Tu sei il Figlio di Dio fatto uomo,

da noi crocifisso e dal Padre risuscitato.

Tu, il vivente, realmente presente in mezzo a noi.

Tu, la via, la verità e la vita.

Novena del Santo Natale – Anno 2013ultima modifica: 2013-12-11T22:43:28+01:00da pace2005
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