teologia

Il commento alla Parola di Dio di Domenica 21 settembre 2014

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XXV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

DOMENICA 21 SETTEMBRE 2014

 

I PRIMI E GLI ULTIMI NELLA VIGNA DEL SIGNORE

 

Commento di padre Antonio Rungi

 

La liturgia della parola di Dio, oggi, in base ai testi che leggiamo, ci mette in crisi da un punto di vista umano e secondo la logica degli esseri umani che valutano le cose in ragione alla quantità e non alla qualità, all’efficienza e alla produttività e non alla logica della passione e dell’amore. Il Vangelo di oggi, in particolare, circa la chiamata degli operai nella vigna del Signore, a qualsiasi ora del giorno, e che alla fine ricevono la stessa ricompensa da parte del padrone, sembra minare il diritto del lavoro, del merito, e della giustizia sociale. Potremmo dire che in questo caso il padrone è ingiusto, quando ingiusto non lo è affatto, perché non viene meno ai suoi patti con i primi e si sente generoso nel dare la stessa ricompensa agli ultimi. Ma qui non sono in gioco gli interessi umani, qui è al centro dell’insegnamento di Cristo la passione per la diffusione del suo Regno e diciamolo, pure, anche la conquista della salvezza eterna. Perché si tratta di conquistare un premio, anzi di avere un riconoscimento in base al lavoro che si è prodotto personalmente n vista di questo importante traguardo della vita. Forse alla fine, chi è stato chiamato per primo ed aveva davanti a sé tanto tempo per lavorare non ha fatto più di tanto, cullandosi sulla sua condizione di lavoratore assunto dalla prima ora. E’ quello che capita anche nella vita, chi ha una sicurezza economica, chi ha un lavoro stabile e sicuro e che è impegnato in tale settore da sempre, può lasciarsi andare e godersi di quanto già dato. Poi magari arriva la crisi ed anche chi stava apparentemente al sicuro incomincia a traballare ed avere paura. Chi arriva all’ultimo momento, sarà per l’entusiasmo, sarà per aver realizzato una sua aspettativa di vita è più generoso nel servizio, più entusiasta e più innovativo. I primi e gli ultimi a volte entrano in conflitto anche in tanti ambiti ecclesiali, parrocchiali, religiosi, umani. Subentra una gelosia, si fa spazio la concorrenza il predominio del tempo e di conseguenza si entra in lotta e si va a controllare anche i risultati delle proprie prestazioni. Ecco la mentalità di chi, dei lavoratori della vigna del Signore, che ci vengono presentati oggi nel testo del Vangelo e che sono stati i primi a contrattare con il datore di lavoro, ad un certo punto quando ricevono al paga contestano l’operato di quel signore che ha voluto dare la stessa paga agli ultimi arrivati. Come dire che io sono stato il primo a rispondere, o Dio, alla tua chiamata, per cui debba essere il privilegiato. Io entrare ed avere diritto ad entrare nel tuo regno e gli altri, quelli che si sono aggiunti lungo la strada non farne parte o al limite attendere per entrarci. Ma il Signore è venuto sulla terra a salvare tutti e a tutti i momenti della vita e della storia. I primi sono come gli ultimi perché nel cuore di Dio e nel suo infinito amore misericordioso c’è solo una grande speranza, che tutti i suoi figli si salvino e raggiungano la felicità. Certo per chi ha lavorato tanto nella vigna del Signore ha potuto gustare anche il servizio che ha espletato per amore nel tempo abbastanza lungo della vita. Chi ha per una serie di circostanze è entrato in questo regno più tardi non deve essere penalizzato, soprattutto se non è stata colpa sua non aderirvi subito. Tempo fa un giovane mi raccontava questa sua esperienza personale. “Padre, mi disse, fino a qualche giorno fa, ero credente, frequentavo i sacramenti regolarmente, ero appassionato della religione cattolica. Ad un certo punto sono diventato ateo. E vi spiego anche il perché. I miei genitori si sono separati e poi hanno divorziato. Erano entrambi cattolici, parlano a noi loro figli di amore, tolleranza, accettazione, sacrifici. Si erano anche sposati in chiesa. Poi, non so per quali motivi, hanno lasciato la strada del matrimonio ed ognuno si è fatto la sua vita.  Noi figli non abbiamo avuto nessuna considerazione nelle loro decisioni. Solo il giudice ha dovuto stabilire con sentenza cosa dovevano fare per noi, i tempi i assegnazione all’uno e all’altra. Ecco Padre la mia crisi di fede è nata da qui. Io ero stato chiamato da piccolo alla fede. Battezzato, Prima Comunione, ministrante nella parrocchia, campi scuola, di tutto e di più, frequenza sistematica della messa. Insomma un santo in miniatura. E tale mi sentivo nel cuore, perché allora i miei genitori erano uniti (forse solo apparentemente) e noi respiravano il clima dell’amore e la fede, la pratica religiosa era un fatto naturale. L’amore ti porta ad operare ed anche la fede diventa più praticabile. Da primo sono diventato ultimo almeno in questo campo. Ora con il suo aiuto voglio recuperare e ritornare alla fede, non a quella fede apparente dei miei genitori, ma alla fede vera e convinta che voglio costruire sulle macerie della mia vita”. Quel giovane oggi è ritornato alla fede e si è sposato anche in chiesa con matrimonio cattolico e vive felicemente con la sua sposa la vita coniugale avendo avuto anche il dono di tre figli che cura con amore e gioia cristiana.

Questo racconto si intona perfettamente con il brano del Vangelo di Matteo di oggi, che è necessario leggere nella prospettiva non solo della vita terrena, ma soprattutto eterna. In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: «Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all’alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Si accordò con loro per un denaro al giorno e li mandò nella sua vigna. Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano in piazza, disoccupati, e disse loro: “Andate anche voi nella vigna; quello che è giusto ve lo darò”. Ed essi andarono. Uscì di nuovo verso mezzogiorno e verso le tre, e fece altrettanto. Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano lì e disse loro: “Perché ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?”. Gli risposero: “Perché nessuno ci ha presi a giornata”. Ed egli disse loro: “Andate anche voi nella vigna”. Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: “Chiama i lavoratori e dai loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi”. Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro. Quando arrivarono i primi, pensarono che avrebbero ricevuto di più. Ma anch’essi ricevettero ciascuno un denaro. Nel ritirarlo, però, mormoravano contro il padrone dicendo: “Questi ultimi hanno lavorato un’ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo”.  Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: “Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse concordato con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene. Ma io voglio dare anche a quest’ultimo quanto a te: non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?”. Così gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi».

C’è il rischio di sentirsi al sicuro nel Regno futuro perché abbiamo creduto per primi. Ma come è stata la nostra fede, come l’abbiamo vissuta? Forse all’acqua di rosa, annacquata, come spesso ricorda Papa Francesco nelle sue sistematiche meditazioni quotidiane, nelle udienze generali e nei discorsi ufficiali. Proprio perché siamo venuti per prima alla fede, non dobbiamo essere gelosi e invidiosi, anzi dobbiamo sforzarci a far si che altri fratelli sentano l’attrattiva del Regno di Dio anche all’ultimo momento della loro vita. Il premio eterno, il santo paradiso non è una garanzia solo di chi è entrato nel cammino della fede da piccolo, ma per tutti e non è riservato solo a chi è cristiano, cattolico, ma per tutti. La salvezza il Signore l’ha portato per tutti gli uomini della terra e nessuno può essere pregiudizialmente escluso da questa verità assoluta. Certo è meraviglioso poter lavorare nella vigna del Signore fin dal mattino della nostra vita; ma non sempre questo avviene in tante persone, perché alla fede e poi alla testimonianza e alla missione vi sono giunti in tempi successivi, forse a metà della loro vita e spesso anche alla fine della vita. Per tutti Dio è misericordioso e dona il premio in maniera inaspettata e sorprendente. Quanti doni dal cielo ci giungono senza saperli riconoscere e soprattutto senza saper dire grazie a Colui che ci dona ogni cosa! Facciamo nostro il monito del profeta Isaia, che accogliamo nel testo della prima lettura della liturgia della parola di questa domenica. “Cercate il Signore, mentre si fa trovare, invocatelo, mentre è vicino. L’empio abbandoni la sua via e l’uomo iniquo i suoi pensieri; ritorni al Signore che avrà misericordia di lui e al nostro Dio che largamente perdona. Perché i miei pensieri non sono i vostri pensieri, le vostre vie non sono le mie vie. Oracolo del Signore. Quanto il cielo sovrasta la terra, tanto le mie vie sovrastano le vostre vie, i miei pensieri sovrastano i vostri pensieri”. Forte richiamo alla conversione della mente e del cuore nella logica di Dio, che ha altri pensieri e progetti e non coincidono affatto con il nostro modo di pensare e sperare. Chi conosce il pensiero di Dio, chi è proiettato verso il mondo della felicità, si lascia andare in un discorso che Paolo Apostolo fa, con semplicità, nel brano della seconda lettura di oggi. Egli scrive ai cristiani di Filippi: “Fratelli, Cristo sarà glorificato nel mio corpo, sia che io viva sia che io muoia. Per me infatti il vivere è Cristo e il morire un guadagno. Ma se il vivere nel corpo significa lavorare con frutto, non so davvero che cosa scegliere. Sono stretto infatti fra queste due cose: ho il desiderio di lasciare questa vita per essere con Cristo, il che sarebbe assai meglio; ma per voi è più necessario che io rimanga nel corpo. Comportatevi dunque in modo degno del vangelo di Cristo”.

Chi ha ricevuto una chiamata da Dio, come gli operai del Vangelo, chi ha ricevuto soprattutto una speciale vocazione al servizio di Cristo e della Chiesa si deve comportare in modo degno del Vangelo. Quanta ipocrisia, falsità, menzogna, quanti farisei, quanta apparenza, quanta fiction nella vita di tanti cristiani. Mi sembra che stiamo a recitare una parte, sul palcoscenico di quel teatro della vita, dove tutti vogliono essere i primi attori, senza neppure averne le doti e le qualità, dove si rivendica il ruolo della primazia e della superiorità, disprezzando gli ultimi, quelli che con grande umiltà si sforzati, nonostante le loro debolezze e fragilità di essere fedeli alla parola data a Dio e agli altri. Ecco perché alla fine di queste riflessioni possiamo rivolgerci a Dio con questa preghiera, la colletta della messa di questa domenica XXV del tempo ordinario: O Padre, giusto e grande nel dare all’ultimo operaio come al primo, le tue vie distano dalle nostre vie quanto il cielo dalla terra; apri il nostro cuore all’intelligenza delle parole del tuo Figlio, perché comprendiamo l’impagabile onore di lavorare nella tua vigna fin dal mattino”. Convinti più che mai chebuono è il Signore verso tutti, la sua tenerezza si espande su tutte le creature”. Amen. 

PREGHIERA AI NOVELLI SANTI, GIOVANNI XXIII E GIOVANNI PAOLO II

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PREGHIERA AI DUE NUOVI SANTI 

Signore Gesù, che hai chiamato a così alto grado di santità,

Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II, Papi,

pastori universali della Chiesa da te istituita

e affidata alla guida di Pietro,

primo Papa della storia del Cristianesimo,

ti chiediamo, umilmente,

per intercessione di questi tuoi figli eletti della Chiesa,

elevati oggi agli onori degli altari,

in questa speciale giornata di grazia

e benedizione dall’alto,

di camminare, anche noi, sui sentieri di quella santità,

fatta di umiltà, bontà e sacrificio,

che ha caratterizzato la vita di questi

tuoi speciali discepoli e figli amatissimi.

 

Signore, per intercessione

di San Giovanni XXIII
e San Giovanni Paolo II,

ti chiediamo di difendere la chiesa

dagli assalti del maligno,

che si insinua nella vita anche dei tuoi figli prediletti

che tu hai scelti per guidare il tuo popolo santo,

nella storia di questo secolo, appena iniziato,

afflitto da tanti mali ed insofferenze di ogni genere.

 

Fa o Signore che sull’esempio di questi santi pastori,

i vescovi, i sacerdoti, le anime consacrate e i fedeli laici

possano vivere in totale fedeltà

la chiamata alla santità,

senza dubbi, incertezze

e sicuri nel dono della fede,

forti nel dono della speranza,

dinamici con dono della carità.

 

Signore, pastore supremo delle anime nostre,

mediante l’intercessione dei novelli santi papi,

nessuna pecorella smarrita, continui a vagare nel dubbio e nella solitudine,

ma tutte possano ritrovare la strada del ritorno

e ritrovarsi  insieme intorno alla tavola della divina misericordia.

 

A Te Signore del tempo e della storia,

che ci hai donato due grandi e santi pastori

in Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II,

degni discepoli di Maria, Madre di Cristo e della Chiesa,

sia lode onore e gloria,

per tutti i secoli dei secoli.

Amen 

(Padre Antonio Rungi, passionista)

Airola (BN). Convegno-dibattito sulla Serva di Dio, Maria Concetta Pantusa

DSC09622Airola (Bn). Una nuova biografia della Serva di Dio, Concetta Pantusa. Domani la presentazione ufficiale alla presenza del Vescovo Diocesano.

di Antonio Rungi

Una nuova e più aggiornata biografia sulla Serva di Dio, Maria Concetta Pantusa verrà presentata ufficialmente, domani 21 dicembre 2013, ad Airola (Bn), alle ore 17.00, nel Teatro Comunale,  alla presenza del Vescovo Diocesano di Cerreto-Telese-Sant’Agata dei Goti, monsignor Michele De Rosa. La nuova biografia è stata scritta da Ulderico Parente per l’Edizioni ELLEDICI e VELAR e reca il significativo titolo, sintesi della vita e delle opere di Maria Concetta Pantusa, definita “Una madre di famiglia, testimone del Vangelo”. Si tratta di una rilettura della vita di questa mamma di famiglia alla luce dei nuovi documenti emersi sulla sua straordinaria avventura umana e spirituale, all’esame della Chiesa, che ha avviato a livello diocesano il relativo processo di beatificazione che, al momento, si trova a un buon punto. Il libro verrà presentato nel corso di un Convegno dibattito, organizzato dalla Pia Unione del Volto Santo di Airola, che ha promosso la causa di beatificazione di Maria Concetta Pantusa, e dal Comune di Airola. I lavori verranno introdotti dal Ministro Provinciale dei Frati Minori della Provincia Sannito-Irpina, padre Sabino Iannuzzi. Interverranno il professore Ulderico Parente, docente di Storia Contemporanea all’Università Internazionale di Roma, con una relazione su “Maria Concetta Pantusa nel contesto del suo tempo”; il professore Don Francesco Asti, sacerdote, ordinario di Teologia presso la Pontificia Facoltà dell’Italia Meridionale, di Napoli, con una relazione su “La vita mistica di Maria Concetta Pantusa”. Concluderà i lavori il Vescovo Michele De Rosa. I lavori saranno moderati dal giornalista Luca Maio. A conclusione dei lavori sarà sottoscritta la stipula del Protocollo d’intesa per favorire la conoscenza e la devozione della Serva di Dio tra il Comune di Airola (Bn) rappresentato dal Sindaco, Signor Michele Napoletano e il Comune di Celico (Cs), paese natio della Serva di Dio, rappresentato dal Sindaco, Signor Luigi Corrado. Alla manifestazione parteciperà anche il Sindaco di Polignano a Mare (Ba), Rag. Domenico Vitto, dove la Serva di Dio visse dopo aver contratto matrimonio in Brasile con Vito De Marco nel 1914, dopo la nascita della figlia Maria Carmela, sempre nata in Brasile, e il rientro in Italia nella primavera del 1916.
L’opuscolo è composto di circa 50 pagine, con varie immagini a colori, relativi alla vita della Serva di Dio dalla nascita fino alla morte, avvenuta il 27 marzo 1953, alla ore 15.00, Venerdì di Passione, e la traslazione delle sue spoglie mortali, nell’attuale Casa del Volto Santo di Airola, avvenuta nel 1981. La Serva di Dio era nata a Celico, in provincia di Cosenza il 3 febbraio 1894. Dopo una vita di stenti con il padre molto severo, si trasferì in Brasile per motivo di lavoro, dove conobbe il marito. La causa di Beatificazione fu avviata dal monsignor Michele De Rosa, durante la solenne concelebrazione del 10 febbraio 2007 nella Chiesa della SS.Annunziata di Airola, alla presenza della figlia Maria Carmela, monaca clarissa, morta il 12 luglio 2008.

Gaeta (Lt). Ordinazione sacerdotale di don Gennaro Petruccelli, sabato 5 ottobre

gennaro-diacono.jpggennaro-diacono1.jpgGaeta (Lt). Mons. D’Onorio, arcivescovo di Gaeta, ordina presbitero, Gennaro Petruccelli, diacono del clero diocesano

 

di Antonio Rungi

 

Sabato 5 ottobre 2013 alle ore 19.00 nella Chiesa parrocchiale di San Paolo Apostolo in Gaeta  S. E. Mons. Fabio Bernardo D’Onorio, arcivescovo di Gaeta  (Lt) presiederà la solenne concelebrazione eucaristica durante la quale il diacono Gennaro Petruccelli del clero diocesano riceverà l’Ordine Sacro del Presbiterato, per la preghiera e l’imposizione delle mani del suo vescovo, che lo ha ritenuto degno di questo ministero, dove averlo ordinato diacono  il 12 aprile scorso nella stessa chiesa parrocchiale, ove verrà ordinato presbitero.

Don Gennaro Petruccelli, 26 anni, nativo di Gaeta, ha avvertito la vocazione sacerdotale ben presto, svolgendo il servizio di ministrante e di giovane di Azione Cattolica nella sua parrocchia di San Paolo in Gaeta e nella comunità dell’Oratorio San Giovanni Bosco, sotto la guida del parroco don Stefano Castaldi. Dopo la maturità scientifica, il 25 ottobre del 2006 è entrato nel Seminario Maggiore Regionale, Pontificio Collegio Leoniano di Anagni, ove ha ultimato, nel maggio 2013, gli studi teologici in preparazione al sacerdozio. Negli anni di formazione ha svolto il ministero pastorale  presso le parrocchie “San Pio X a Salto di Fondi, “Santa Maria Maggiore” a Lenola, “Cuore Eucaristico di Penitro. Dall’ottobre 2012 svolge il suo servizio presso le parrocchie di Itri sotto la guida del parroco don Guerino Piccione. E’ iscritto alla Facoltà di Storia e Beni culturali della Chiesa presso la Pontificia Università Gregoriana. Dall’inizio di settembre 2013 è stato nominato Assistente del Settore Giovani di Azione Cattolica diocesana. Il Presbiterato è il secondo grado del Sacramento dell’Ordine e inserisce l’eletto nel presbiterio diocesano in stretta obbedienza e unione col Vescovo. Il presbitero a immagine di Cristo sommo ed eterno sacerdote, sono consacrati per annunciare la buona novella del Regno di Dio, pascere i fedeli e celebrare il culto divino. Segnati da uno speciale carattere che lo configura a Cristo sacerdote, egli agiscono ‘in persona’ di Cristo capo, soprattutto nella celebrazione dei sacramenti dell’Eucaristia e della Riconciliazione. Parte essenziale del rito sarà l’Imposizione delle mani dell’Arcivescovo sul capo dell’eletto assieme alla preghiera consacratoria. Come è prassi liturgica imporranno le mani sul novello consacrato tutti i sacerdoti presenti e concelebranti. Questa nuova ordinazione sacerdotale è un dono straordinario di grazia del Signore per la diocesi di Gaeta, in mancanza di sacerdoti. Un’occasione questa per pregare il Signore perché mandi santi sacerdoti alla Chiesa di Gaeta. Sono, infatti,  dodici i seminaristi che studiano nel Seminario di Anagni e si stanno preparando spiritualmente e culturalmente al ministero del presbiterato.

Casoria (Na). Consegnate le nuove costituzioni alle Suore

antonio7.jpgSono state presentate e consegnate, domenica 15 settembre 2013, nell’auditorium dell’Istituto Brando di Casoria, le nuove regole e costituzioni delle Suore Vittime Espiatrici di Gesù Sacramentato, istituto religioso femminile fondato dalla Beata Maria Cristina Brando.

Alla cerimonia, officiata da padre Antonio Rungi, missionario passionista, erano presenti la Superiora Generale, Madre Carla Di Meo e il suo consiglio e circa 150 suore, provenienti da tutte le comunità presenti in Italia.

La cerimonia molto semplice, preghiera e riflessione di padre Rungi, è stata avvertita come un momento forte di rivitalizzazione della vita fraterna in comunità secondo il carisma della Beata Maria Cristina Brando, incentrato sull’adorazione eucaristica e sulla riparazione.

Le regole e costituzioni, dopo la revisione effettuata nel dicembre scorso, durante un capitolo generale straordinario, presieduto dalla Madre Generale, Suor Carla Di Meo sono state approvate il 22 febbraio 2013 dalla Santa Sede ed entrano e sono entrate in da domenica 15 settembre, festa della Madonna Addolorata, protettrice dell’Istituto e contemporaneamente alla consegna delle stesse a tutte le religiose.

Per la fausta e storica ricorrenza, sono state convocate a Casoria tutte le responsabili delle case religiose in Italia e una delegata (la più giovane) delle stesse comunità.

Alle superiore locali, la Madre Generale, Carla De Meo ha consegnato nelle mani di ciascuna religiosa presente all’incontro il nuovo testo delle costituzioni e dei regolamenti delle Suore Vittime Espiatrici di Gesù Sacramentato, comunemente chiamate “Sacramentine”, dopo che sacerdote presidente della cerimonia religiosa ha benedetto i testi delle nuove norme che dovranno essere osservate diligentemente da tutte le religiose, di voti temporanei e perpetui, dell’Istituto Brando, presenti in Italia in varie parti, ma anche in Indonesia, Filippine, Sud-America e prossimamente in Africa nel Burkina Faso.

Lenola (Lt). Domani conclusione dei solenni festeggiamenti in onore del Madonna del Colle

DSC08823.JPGSarà monsignor Fabio Bernardo D’Onorio, arcivescovo di Gaeta, a chiudere i solenni festeggiamenti in onore della Madonna del Colle, a Lenola, con la celebrazione eucaristica delle ore 11.00 di domani, domenica, 15 settembre 2013, in coincidenza con il ritrovamento della sacra effige della Madonna il 15 settembre del 1602. Da quella data il popolo di Lenola onora la Vergine Santa con il titolo della Madonna del Colle. Alla festa i fedeli, che hanno partecipato numerosissimi, si sono preparati con un novenario e con il triduo predicato da padre Antonio Rungi, missionario passionista e guidati dai sacerdoti che si sono succeduti nel corso del novenario e che hanno proposto temi riguardanti la fede nell’anno della fede. Triduo di predicazione molto seguito ed apprezzato dai fedeli che, ieri, a conclusione della tre giorni di spiritualità hanno voluto ringraziare pubblicamente il sacerdote, ormai, da circa due anni, costantemente presenti nell’arcidiocesi di Gaeta ed un punto di riferimento spirituale e apostolico nella comunità passionista della Civita.

Dopo la solenne concelebrazione seguirà la processione per le principali vie della città con la statua della Madonna del Colle, alla quale prendono parte migliaia di fedeli, anche dei comuni limitrofi e soprattutto i tanti lenolesi immigrati in Italia o all’estero e che rientrano per la festa della Madonna del Colle. I solenni festeggiamenti organizzati dall’apposito comitato feste, presieduto dal rettore-parroco, don Adriano Di Gesù anche quest’anno hanno approntato un nutrito programma di celebrazioni religiosi e di manifestazioni culturali e ricreative per degnamente onorare la Vergine Santa. Per la prima volta tutte le funzioni religiose sono state trasmesse in diretta streaming utilizzando il sito interne del santuario della Madonna del Colle. Nell’anno della fede, un maggior impulso  è stato dato al culto mariano nel corso della novena e soprattutto durante triduo predicato da padre Antonio Rungi, missionario passionista del vicino Santuario mariano della Civita, altro luogo di spiritualità del Sud-Pontino, molto frequentato durante l’anno e soprattutto in questi giorni.

Casoria (Na). Oggi 9 suore si sono consacrate a Dio con la professione perpertua

1265531_469365253162558_1462634454_o.jpgE’ stato il Segretario della Congregazione delle Cause dei Santi, sua eccellenza monsignor  Marcello Bartolucci, arcivescovo, a presiedere la solenne liturgia eucaristica domenica 8 settembre 2013, alle ore 17.00, nella Chiesa delle Suore Vittime Espiatrici di Gesù Sacramentato (Sacramentine) in Casoria, durante la quale nove suore, tutte indonesiane, hanno emesso i voti perpetui nelle mani della Madre Generale, Carla Di Meo, e si  sono consacrate definitivamente al Signore, nella Congregazione fondata dalla Beata Maria Cristina Brando, professando i voti di castità, povertà ed obbedienza. Con mons. Bartolucci hanno concelebrato sua eccellenza, mons. Prosper Kontiebo, vescovo della nuova diocesi di Tenkodogo, in Burkina Faso, che è anche il primo Vescovo dei Missionari Camilliani.
Con i due prelati anche il sottosegretario della Congregazione delle cause dei santi e numerosi sacerdoti, tra cui padre Antonio Rungi, passionista, che ha preparato spiritualmente il gruppo delle neo-professe con un corso ad hoc di esercizi spirituali, tenuto nella struttura delle Suore di Gesù Redentore della Stella Maris di Mondragone. Oltre 500 le persone che hanno riempito la chiesa, con una folta presenza di religiose della stessa congregazione e di altri istituti femminili. La cerimonia è durata oltre due ore e tanti i momenti emozionanti vissuti da tutti i presenti. Toccanti le parole pronunciate da monsignor Bartolucci durante l’omelia, nel corso della quale ha evidenziato il significato teologico e pastorale della professione perpetua, sottolineando i vari passaggi del rito liturgico. Alla celebrazione erano presenti anche i rappresentanti dell’Ambasciata indonesiana in Italia. Queste le suore che faranno la professione perpetua:  Adriana dell’Immacolata, Annachiara di San Francesco, Arianna del Santissimo Nome di Gesù, Graziana del Santissimo Sacramento,  Ines dei Santi Angeli, Livia dei Sacri Cuori,  Marta di Gesù, Mercedes dell’Eucaristia,  Veronica del Crocifisso. A conclusione della solenne liturgia, le suore sono state festeggiate nella casa madre della loro Congregazione a Casoria, circondate dall’affetto dei fedeli, delle suore e di qualche parente, presente in Italia e con il cuore spiritualmente unite alla loro patria e soprattutto alla loro famiglia d’origine.

Con la professione perpetua le Suore sono entrate a far parte definitivamente della Congregazione delle Suore Vittime Espiatrici di Gesù Sacramentato, come ha evidenziato la Superiora Generale, Carla Di Meo, accogliendole nell’Istituto fondato a Napoli da madre Maria Cristina Brando (1856-1906), beatificata da Papa Giovanni Paolo II nel 2003.  Le suore si dedicano all’adorazione eucaristica, ma anche all’insegnamento catechistico e nelle scuole parificate,  alla gestione di educandati e orfanotrofi. Attualmente la Congregazione conta circa 400 religiose presenti in 30 case, in Italia, in Indonesia, Filippine e Sud America. Una Congregazione in crescente sviluppo ed aumento con la presenza di suore di origini indonesiane, che sono la parte più consistente dell’Istituto oggi in Italia. In prospettiva immediata una prossima apertura in Burkina Faso nella nuova diocesi di Tenkodogo.  

Casoria (Na). Nove suore dell’Istituto Brando emettono la professione perpetua

SAM_2710.JPGSarà il Segretario della Congregazione delle Cause dei Santi, sua eccellenza monsignor Marcello Bartolucci, arcivescovo, a presiedere la solenne liturgia eucaristica di domenica 8 settembre 2013, alle ore 17.00, nella Chiesa delle Suore Vittime Espiatrici di Gesù Sacramentato (Sacramentine) in Casoria, durante la quale nove suore, tutte indonesiane, emetteranno i voti perpetui e si consacreranno definitivamente al Signore, nella Congregazione fondata dalla Beata Maria Cristina Brando, con i voti di povertà, castità ed obbedienza. Ad accogliere questo loro proposito di dedicare tutta la loro vita al servizio di Cristo e della Chiesa, sarà la Madre Generale, Carla Di Meo, che segue con particolare attenzione e cura l’evolversi e lo sviluppo della Congregazione delle Suore Vittime Espiatrici di Gesù Sacramentato nei Paesi dell’Estremo Oriente, da dove proviene il maggior numero delle religiose che oggi compongono la loro famiglia religiosa. In prospettiva c’è una prossima apertura di una casa religiosa ed una comunità religiosa in Burkina Faso, in Africa, completamente dedita alla contemplazione e all’adorazione eucaristica. Le nove suore sono: Livia dei Sacri Cuori, Graziana del Santissimo Sacramento, Veronica del Crocifisso, Marta di Gesù, Adriana dell’Immacolata, Arianna del Santissimo Nome di Gesù, Maria Mercedes dell’Eucaristia, Ines dei Santi Angeli, Annachiara di San Francesco. Alla professione perpetua le suore si sono preparate con un corso di esercizi spirituali, predicato dal teologo morale, padre Antonio Rungi, missionario passionista, e tenuto nella Casa di spiritualità delle Suore di Gesù Redentore (Stella Maris) in Mondragone da sabato 31 agosto a venerdì 6 settembre 2013 sul tema “Un viaggio spirituale dentro la nostra vocazione e il nostro cuore per un sì definitivo a Dio nella vita consacrata”. La settimana di intensa spiritualità è stata così strutturata: ore 6.00 (Levata); ore 6,30 (Mattutino e Lodi); ore 7,30 (Santa Messa); ore 8,30 (Colazione); ore 9,30 (I Meditazione); ore 11,00 (Adorazione eucaristica); ore 12.00 (Ora Media); ore 13.00 (Pranzo); ore 15,30 (Confessioni o direzione spirituale); ore 17,00 (II Meditazione); ore 19,30 (Vespro); Ore 20,00 (Cena); ore 21,00 (Compieta). Le Suore Vittime Espiatrici di Gesù Sacramentato sono un istituto religioso femminile di diritto pontificio: le suore di questa congregazione, dette popolarmente Sacramentine. La congregazione venne fondata a Napoli da madre Maria Cristina Brando (1856-1906). Già novizia presso il monastero napoletano delle Adoratrici Perpetue del Santissimo Sacramento di San Giuseppe dei Ruffi, nel 1877 la religiosa fu costretta a lasciare il chiostro per problemi di salute. Su consiglio di padre Ludovico da Casoria, nel 1878 la Brando diede vita a un nuovo istituto, con lo stesso carisma dell’ordine delle monache Sacramentine ma dedito all’istruzione delle fanciulle. Le Vittime Espiatrici ottennero dalla Santa Sede il riconoscimento ecclesiastico di istituzione di diritto pontificio con il decreto di lode del 7 luglio 1903. Le loro costituzioni vennero approvate definitivamente il 23 marzo del 1911. Successivamente aggiornate dopo il Concilio Vaticano II, sono state approvate, dopo la revisione fatta durante il Capitolo generale straordinario del dicembre 2012, moderato da padre Antonio Rungi, dalla Santa Sede nel febbraio 2013. La fondatrice è stata beatificata da papa Giovanni Paolo II nel 2003. L’origine l’istituto era diviso in due rami, uno contemplativo (dedito all’adorazione perpetua del Santissimo Sacramento) e uno di vita attiva, poi riuniti. Le suore si dedicano prevalentemente all’insegnamento catechistico e nelle scuole, ma anche all’organizzazione di ritiri spirituali e alla gestione di educandati e orfanotrofi. Oltre che in Italia, le suore Vittime Espiatrici sono presenti in Brasile, Colombia, Filippine e Indonesia. La loro casa madre è a Casoria., mentre la casa generalizia è attualmente a Mugnano di Napoli, presso il Santuario del Sacro Cuore di Gesù, dove ha operato la sorella di Madre Cristina, Suor Maria Pia Brando, che ebbe a cuore soprattutto i bambini orfani. Oggi i due istituti fondati dalle due “sante” sorelle sono uniti in una sola Congregazione sotto il titolo di Vittime Espiatrici di Gesù Sacramentato. Attualmente la Congregazione conta circa 400 religiose presenti in 30 case, in Italia, in Indonesia, Filippine e Sud America. Una Congregazione in crescente sviluppo ed aumento con la presenza di suore di origini indonesiane, che sono la parte più consistente dell’Istituto oggi in Italia.

MONDRAGONE. TRIDUO DI SPIRITUALITA’ PER LA GIORNATA MONDIALE DELLA GIOVENTU’

DSC05151.JPGIdealmente e spiritualmente vicini al Santo Padre, Papa Francesco, oggi le Suore di Gesù Redentore di Mondragone, iniziano una tre giorni di cenacolo di preghiera tra la struttura dell’istituto e la spiaggia. L’iniziativa delle Suore della Stella Maris è finalizzata ad incentivare la preghiera all’aperto e a contatto con la natura, ma soprattutto ad evangelizzare attraverso la preghiera durante il periodo estivo, coinvolgendo turisti, villeggianti ed ospiti della stessa struttura della Stella Maris, casa di ospitalità e di spiritualità.
Sono cinque le suore impegnate in questo ministero di evangelizzazione, con il supporto di altre religiose, di altri istituti femminili di vita consacrata e con l’aiuto dei fedeli laici che fanno già esperienza di scuole di preghiera presso parrocchie del territorio o movimenti ecclesiali. La tre giorni inizia questa sera, con l’adorazione eucaristica, alle ore 21.00 e si concluderà domenica, in coincidenza con la chiusura della settimana della Gioventù in corso a Rio De Janeiro in Brasile con Papa Francesco. Guiderà il cenacolo di preghiera e la riflessione sul tema della giornata mondiale della Gioventù, padre Antonio Rungi, missionario passionista, assistente spirituale della Stella Maris e predicatore di esercizi spirituali, che terrà la catechesi alle suore ed ai villeggianti.
Ma l’iniziativa di spiritualità estiva andrà avanti per tutto il mese di agosto, valorizzando le strutture allestite sulla spiaggia da parte delle suore, che sono cabine e gazebi. Si parte dalla Cappella dell’Istituto, che è pochi metri dal mare per l’adorazione eucaristica e poi si scende in spiaggia per la lectio divina, la catechesi ed infine la preghiera del santo Rosaria condiviso tra ospiti della struttura, i villeggianti e i vari fedeli che passeggiano sul lungomare di Mondragone e che sono attratti da questo modo di pregare insieme delle suore e villeggianti in riva al mare, nel raccoglimento della sera. L’appuntamento è, infatti, alle ore 21.00 sia per la tre giorni di spiritualità in spiaggia, dal 26 al 28 luglio, per pregare con Papa Francesco e sia per l’appuntamento settimanale che sarà assicurato al venerdì con la lectio, la catechesi e il rosario in spiaggia. “Un modo questo -afferma la responsabile della struttura – per avvicinare i fedeli alla preghiera e sentirsi chiesa in armonia e in sintonia spirituale anche durante un periodo come quello estivo che potrebbe essere distrattivo. Nella nostra struttura e nello spazio di spiaggia in concessione a noi, ci ritroviamo a pregare puntualmente ogni estate, ma quest’estate 2013 ha un doppio valore, anche perché su un’altra spiaggia molto distante da noi, a Copacabana a Rio De Janeiro, il Papa sta pregando con tutti i giovani del mondo perché la fede possa essere riscoperta e potenziata nella vita di tanti credenti. Noi vogliamo essere vicini al Papa con questi semplici gesti di comunione spirituale e di intenti”.

Il Papa in Brasile. I Passionisti presenti alle varie celebrazioni della GMG

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I Passionisti alla Giornata Mondiale della Gioventù. Anche il Superiore generale dei Passionisti padre Joachim Rego

di Antonio Rungi

Sono un centinaio i passionisti che da ogni parte del mondo sono arrivati a Rio de Janeiro per partecipare alla settimana della Gioventù con Papa Francesco. Tra i tantissimi religiosi, oltre a quelli già presenti in 30 comunità brasiliane, c’è il Superiore generale dei  Passionisti, padre Joachim Rego, con il suo consiglio generale. I religiosi sono stati accolti nella comunità passionista di Ponta Grossa, nel sud del Brasile. Questa comunità è allo stesso tempo sede del noviziato e casa di esercizi spirituali. L’ incontro dei Giovani Religiosi Passionisti a carattere internazionale si sono preparati alla GMG di Rio con  P. Joachim Rego e i membri del Consiglio Generale riflettendo sul tema “Il Carisma passionista  e la Nuova Evangelizzazione”. A relazionare sull’argomento è stato Mons. Luiz Fernando Lisboa, passionista,eletto vescovo di Pemba, in Mozambico. Padre Luiz ha sviluppato il tema partendo dal carisma tipico dei passionisti, che è la missione e l’evangelizzazione orientata verso i poveri, rispondente ai bisogni globali e urgenti del nostro mondo. “Sotto questa luce dobbiamo contemplare il nostro mondo, discernere le nostre priorità e rispondere in modalità nuove e creative. I passionisti come religiosi consacrati hanno molto da offrire in ogni luogo in cui siamo presenti.  Sono chiamati a fare una lettura critica nelle realtà in cui si trovano e agire al loro interno. Il bisogno di questa epoca ci chiede di essere creativi nel offrire il nostro Carisma e spiritualità al mondo (così come S. Paolo della Croce fece ai suoi tempi). Nel vivere la nostra missione non dobbiamo lavorare da soli; siamo chiamati a sostenere le iniziative di gruppi, di organizzazioni e di diocesi che promuovono l’estendersi del servizio al nostro mondo, dal momento che nel contesto moderno. La  ristrutturazione in atto della Congregazione rende i passionisti liberi di agire in modo inter-congregazionale, inter-istituzionale e capaci di lavorare in rete con tutti coloro che si dedicano alla ricerca della giustizia, della pace e dell’integrità del creato”. Questo compito spetta ai passionisti che sono presenti in Brasile e nell’America Latina dagli inizi del XIX secolo, sia nel ramo maschile, che femminile, con alcuni monasteri di Claustrali, tra cui quello di San Paolo.

I passionisti consapevoli che la Passione di Cristo continua in questo mondo fino a che Egli ritorni nella gloria, condividono le gioie e le ansie dell’umanità in cammino verso il Padre. Studiano di prendere parte alle tribolazioni degli uomini, specialmente dei poveri e degli abbandonati, e di confortarli sollevandoli dalle loro sofferenze. Con la potenza della Croce, sapienza di Dio, tendono con ardore ad illuminare e rimuovere le cause dei mali che affliggono gli uomini. Per questo la loro missione è diretta alla evangelízzazione mediante il ministero della parola della Croce perché tutti possano conoscere Cristo e la forza della Sua risurrezione. Ogni uomo, partecipando alle sofferenze di Cristo, può divenire simile a Lui nella morte per conseguire la sua stessa gloria. Tutti i passionisti si dedicano a questo apostolato, ognuno secondo le proprie attitudini, talenti e mansioni. Corrispondono alle pressanti esigenze, poste a ognuno dalla personale chiamata del Padre a seguire Cristo Crocifisso, con l’impegno continuo a fare del Vangelo di Cristo la regola suprema ed il criterio della loro vita; con la costante volontà di vivere e lavorare in comunità fraterne, osservando le loro Costituzioni nello spirito di San Paolo della Croce, con il fermo proposito di far crescere in noi lo spirito di preghiera e insegnando agli altri a pregare; e infine, con la premurosa attenzione alle necessità degli uomini nostri fratelli e con lo zelo di condurli, attraverso il messaggio della Croce, alla pienezza della vocazione cristiana.

Questa vocazione apostolica, i passionisti l’hanno potuto realizzare nelle diverse realtà del Brasile e dell’America Latina. I passionisti sono presenti i vari luoghi del Brasile con una due province religiose e vari vicariati dipendenti dalle province italiane ed europee. In tutto sono circa 200 i passionisti oggi in Brasile presenti in 30 comunità. Sono presenti in vari stati e in diverse città: a San Paolo, a Belo Horizonte, Victoria, Curitiba, Colombo. Curano le attività educative, le parrocchie e soprattutto sono presenti nei progetti sociali a favore dei poveri e dei bisognosi. Operano nelle favelas di Belo Horizonte, di Jardim America, di San Paolo, in Janauba, dove per la prima volta un Vescovo passionista, mons. Mauro Bastos, morto giovanissimo in un incidente stradale, nel 2006, fu messo alla guida della nuova diocesi, istituita da Giovanni Paolo II nel 2002 ed affidato a questo giovane religioso e santo vescovo. Grande attesa quindi nella famiglia passionista per la visita del Papa in Brasile e per la Giornata mondiale della gioventù, alla quale partecipano, provenienti da varie parti del mondo circa 100 religiosi giovani. Così scrivono le claustrali passioniste sul loro sito dando il benvenuto a Papa Francesco.

Seja benvindo Papa Francisco!

Com todo o Povo Brasileiro, rejubilamos com esta Visita tão especial!

Também não temos nem ouro nem prata, mas temos Jesus para oferecer a todos e num só coração em Cristo, acompanhamos vossa Santidade e todos os participantes da Jornada Mundial da Juventude!