Preghiera

FESTA DI SAN ROCCO -DOMENICA 16 AGOSTO 2015

immigrati MADRE TERESA SANROCCO

LECTIO DIVINA 

FERRAGOSTO 2015 NEL SEGNO DELLA CARITA’ 

FESTA DI SAN ROCCO -16 AGOSTO 2015 

Commento di padre Antonio Rungi 

La solidarietà non va in vacanza, soprattutto d’estate, mentre, forse, noi e tanti altri siamo in vacanza. Non va in vacanza neppure la fame, il bisogno. Non vanno in vacanza le necessità di tanti poveri della nostra terra o che arrivano da noi e ci chiedono un pezzo di pane, un lavoro. Ci chiedono accoglienza e noi li rifiutiamo.  In una nazione come l’Italia, dove gli immigrati sono di casa, anzi sono in crescente numero di presenza, questo discorso dell’accoglienza capita a proposito a Ferragosto 2015. obbiamo accogliere nel rispetto della legge e della norma civile, ma dobbiamo accogliere come cristiani ed esseri umani nel nome di quel Vangelo della carità e della solidarietà che Gesù Cristo ci ha insegnato e che non possiamo dimenticare, perché prevalgono i nostri interessi locali, nazionali, europei, mondiali, sul rispetto che si deve ad ogni persona umana, soprattutto se è un bambino, una donna, un ammalto, un povero che ci tende la mano per chiedere aiuto a chi questa mano la potrebbe dare, ma non la dà.  In questi giorni di agosto, tante parole sono state dette e scritte per la questione dell’accoglienza degli immigrati in Italia e in Europa. Valgano su tutte, le parole del Santo Padre, Papa Francesco che si ispirano al Vangelo e partono dal Vangelo, che si deve portare soprattutto nel cuore e non solo tra le mani o sulla bocca, per ricordare a ciascuno di noi, quanto ha detto Gesù, in riferimento al giudizio universale: “Ero forestiero e non mi avete ospitato”. E a Lui, che sa tutto e ci conosce benissimo, non potremmo dire neppure: “Signore quando sei stato forestiero e non ti abbiamo ospitato?”. Egli ci dirà: “Dalla mattina alla sera stavo accanto a voi e voi mi avete girato le spalle, facendo finta di non conoscermi, di non appartenervi, non essere tra i vostri eletti e prediletti. Cosa potrà dirci il Signore? Avete fatto bene a cacciarmi via? No assolutamente! Ma ci butterà via Lui, dalla sua eternità, perché non abbiamo vissuto nell’amore, nella carità. Non abbiamo accolto, abbiamo sempre rifiutato, espulso e mai ospitato.Queste considerazioni di carattere evangelico si addicono perfettamente al tempo che stiamo vivendo, in questo Ferragosto 2015, che ha riportato alla nostra attenzione il dramma dell’immigrazione, tra tante inutili polemiche, mentre la gente soffre e muore in tante parti del mondo, tra l’indifferenza generale dei potenti. Domenica  16 agosto 2015, terza domenica del mese delle ferie, all’indomani della solennità dell’Assunta, la chiesa ci offre come modello di santità un santo francese. San Rocco di Montpellier. Un santo di quella Francia rivoluzionaria che tanto parla di uguaglianza, libertà e fraternità e che all’atto pratico non attua, poi nella vita politica e normativa. Davanti a noi ci sono anche le immagini degli immigrati rifiutati alla frontiera di Ventimiglia, tra l’Italia e la Francia, nei mesi scorsi. Chiaro avviso che loro di immigrati non ne vogliono sul loro territorio, soprattutto se vengono dall’Italia. Sappiamo pure che l’Europa ha restituito all’Italia oltre 12.000 immigrati irregolari, entrati nel nostro Paese, nei modi illegali che ben conosciamo. Il resto d’Europa non accoglie e non vuole accogliere. L’Italia rimane l’unico Paese al mondo, di transito o di definitiva accoglienza dei tanti profughi dalle guerre, di tante donne, bambini e giovani in cerca della salvezza. Il Mare Nostrum, il Mare Mediterraneo, invece di essere il mare della vita è diventato il mare della morte. Un grande cimitero di acqua e in  acqua che ha accolto le salme di oltre 2500 immigrati, annegati, dall’inizio di questo anno 2015 fino ad oggi. Il Mare nostrum è diventato il Mare monstrum, il mare del mostro della mancanza d’amore e di carità verso questi nostri fratelli disperati e in cerca di una speranza di vita.

San Rocco, era straniero, di origine francese, e venne in Italia da pellegrino, per sollevare le sofferenze di tanti appestati del nostro Paese. E’ un esempio che vale la pena ricordare in questi giorni di festa, ferie e vacanze estive. Vale la pena ricordare anche di fronte alle tante polemiche accese tra la chiesa italiana e una parte della politica italiana. Leggiamo la storia, anche se leggendario di questo francese forestiero nel nostro Paese.  San Rocco nacque a Montpellier (Francia), secolo XIV – e morì il 16 agosto di un anno imprecisato. Il nome Rocco di origine tedesca  significa grande e forte, o di alta statura.  Le fonti su di lui sono poco precise e rese più oscure dalla leggenda. In pellegrinaggio diretto a Roma dopo aver donato tutti i sui beni ai poveri, si sarebbe fermato  ad Acquapendente, dedicandosi all’assistenza degli ammalati di peste e operando guarigioni miracolose che ne diffusero la sua fama. Peregrinando per l’Italia centrale si dedicò ad opere di carità e di assistenza incoraggiando  continue conversioni. Sarebbe morto in prigione, dopo essere stato arrestato presso Angera da alcuni soldati perché sospettato di spionaggio. Si dice che solo un cane provvide alle sue necessità materiali portandogli un po’ di pane che il suo padrone gli dava per farlo mangiare. Da qui nell’iconografia e nei detti popolari di “San Rocco e il cane”.  Invocato nelle campagne contro le malattie del bestiame e le catastrofi naturali, il suo culto si diffuse straordinariamente nell’Italia del Nord, legato in particolare al suo ruolo di protettore contro la peste. E’ protettore delle persone diversamente abili, dei carcerati e dei malati infettivi. Altri segni distintivi della sua santità e della sua fama sono la Croce sul lato del cuore, l’Angelo, e i Simboli del ellegrino.

A San Rocco affidiamo i tanti ammalati di peste, di malattie infettive e tante persone diversamente abili che necessitano di essere accudite con amore e con la stessa passione con la quale san Rocco curò i suoi ammalati di peste e con la stessa generosità di questo grande santo, amato al Nord come nel Sud Italia ed esempio di amore verso le persone bisognose del mondo. E lo facciamo con una celebre preghiera della Beata Madre Teresa di Calcutta: “Vuoi le mie mani?”. 

Signore, vuoi le mie mani per passare questa giornata aiutando i poveri e i malati che ne hanno bisogno? Signore, oggi ti do le mie mani. 

Signore, vuoi i miei piedi per passare questa giornata visitando coloro che hanno bisogno di un amico? Signore, oggi ti do i miei piedi. 

Signore, vuoi la mia voce per passare questa giornata parlando con quelli che hanno bisogno di parole d’amore? Signore, oggi ti do la mia voce. 

Signore, vuoi il mio cuore per passare questa giornata amando ogni uomo solo perché è un uomo? Signore, oggi ti do il mio cuore.

PENSIERI QUARESIMALI DI PADRE ANTONIO RUNGI

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In 40 anni di vita sacerdotale ho constato conversioni vere di persone, di ogni genere e stato di vita, che hanno cambiato totalmente vita e si sono dedicate a Dio e ai fratelli. E conversioni apparenti, fatte solo di esteriorità, di parole, di atteggiamenti nuovi, di cambiamenti di ruoli, posti, attività, missioni. Persone vuote che fino allora avevano vissuto nel lusso, nello spreco, non prendendo minimamente in considerazione la povera gente. E poi chissà per quale misteri…oso evento, divenuti grandi umanitari, solo con la bocca. Vorrei domandare a quanti oggi si riempiono la bocca di fare il bene, di ricordarsi dei poveri, dei bambini in particolare, quando spendevano centinaia di migliaia di euro, dove stavano i bambini, i poveri, dove stavano nel loro cuore le sofferenze di tante persone? Non credo a conversioni di facciata, dovute alle circostanze e forse per nascondere problemi più seri di queste persone apparentemente convertite all’amore, alla carità, alla giustizia sociale. Dopo una vita dissoluta, di piaceri, goduti sui sacrifici altrui, sul lavoro altrui, sulle rinunce altrui, si fanno paladini di campagne promozionali a favore dei poveri del mondo. Quanta falsità e quanto opportunismo in tutti i campi ed i settori della vita sociale. Il tempo di Quaresima è invito alla conversione vera e non di facciata e di apparenza. Meglio avere la coscienza di peccatori, che avere la presunzione di essere i nuovi santi e giusti, i nuovi profeti e messia della globalizzazione dell’amore e della solidarietà delle sole parole e non dei fatti. Smettiamola una volta per sempre ad essere ipocriti e farisei. Buona notte carissimi amici che avete avuto sempre l’attenzione e la preoccupazione verso chi soffre, vivendo da poveri con i poveri e non da ricchi tra i poveri, come spesso ci troviamo a costatare nella vita di tante persone che predicano bene e razzolano male, soprattutto nel servizio ai poveri e ai sofferenti di tutto il mondo, a partire dai poveri della nostra terra, spesso dimenticati per aiutare altri poveri, lontani dal controllo dell’opinione pubblica, che oggi è molto attenta, vigile e critica.

PADRE ANTONIO RUNGI

P.RUNGI. LA PREGHIERA PER LA QUARESIMA 2015

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Carissimi amici, vi affido questa mia preghiera della Quaresima, composta questa mattina per tutti noi, perché la possiate pregare ogni giorno, per questi quaranta giorni in preparazione alla Pasqua. Impegnatevi a recitarla come proposito di bene spirituale per voi e per tutti. Ci conto. Passate parola e testo, non dimenticandovi citare e soprattutto di pregare per l’autore.

Preghiera della Quaresima

Composta da padre Antonio Rungi, passionista 

Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio vivente,

che Ti sei ritirato nel deserto, per quaranta giorni,

a pregare e a fare penitenza,

in vista dell’annuncio del tuo Regno

e dell’invito alla conversione della gente,

fa che questo tempo di Quaresima che Tu ci doni,

porti nel nostro cuore il rinnovamento spirituale

di cui abbiamo tutti quanti bisogno.

 

Allontana da noi ogni male

e donaci la forza di superare ogni tentazione

che l’antico e sempre nuovo accusatore

provoca in noi per allontanarci dal tuo amore.

 

Dona a noi, in questi santi giorni

di preghiera, conversione e carità sincera,

di essere coerenti con il santo vangelo

della misericordia e dell’amore,

senza offendere la dignità di nessuno,

ma tutti protesi verso il bene assoluto, che sei Tu.

 

Sostienici nella nostra sincera volontà

di pentirci da tutti i nostri peccati

della vita presente e dei tempi passati,

perché nulla possa ostacolare il nostro cuore

e la nostra mente

nello sperimentare la vera gioia del pentimento,

della riconciliazione con Dio e con i fratelli.

 

Fa di questo tempo di penitenza  il momento favorevole,

per vivere la solidarietà  fraterna

come segno distintivo di ogni buon cristiano,

incamminato sulla via della santità.

 

Nulla e nessuno turbi il nostro cuore

ed i nostri propositi di bene

che intendiamo mantenere

non solo in questo tempo,

ma per tutta la nostra esistenza terrena.

 

Maria, la Madre della vera e perpetua Quaresima,

con il suo esempio ed il suo insegnamento

di silenzio, ascolto e penitenza,

ci indichi la strada per incontrare Gesù

nel cammino verso il doloroso Calvario

e il Cristo Risorto nella gioia della Santa Pasqua. Amen

PREGHIERA A SANTA MARIA CRISTINA BRANDO

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PREGHIERA A SANTA MARIA CRISTINA BRANDO

COMPOSTA DA PADRE ANTONIO RUNGI 

Anima, eminentemente eucaristica,

Santa Maria Cristina Brando,

mi rivolgo a te, in questo momento,

per ottenere da Dio la grazia

di cui necessito per la mia ed altrui salute. 

Davanti al Santissimo Sacramento dell’Altare

hai trascorso la tua breve vita,

in una preghiera incessante e sentita,

gustando la dolcezza dell’amore eucaristico

che ha riempito il tuo cuore

di anima consacrata alla sua gloria. 

Dal cielo, ove ora godi per sempre

della visione beatifica della Santissima Trinità,

insieme a Maria, la tua e nostra madre dolcissima,

proteggi il popolo che ricorre a te fiducioso

per avere il conforto nell’ora della prova. 

Insegnaci, o anima santa,

ad amare con tutto il cuore e la mente

il tuo dolce Gesù,

nel santissimo sacramento dell’altare,

divenendo adoratore perenne di Lui,

nelle chiese di tutto il mondo

e nel volto sofferente di tanti nostri fratelli e sorelle. 

Ti chiediamo di proteggere dal cielo

i bambini, i giovani, gli anziani

e soprattutto gli ammalati,

tu che hai assaporato il patire

in ogni momento della tua vita. 

Santa della gioia eucaristica,

rivolgi il tuo sguardo d’amore

verso i religiosi di tutto il mondo

perché, sul tuo esempio,

siano testimoni della gioia perenne. 

Dal tuo amato Gesù ottieni  al nostro tempo

giorni di pace e di serenità, perché nessuno sulla terra

possa temere le tenebre del male morale, personale e sociale,

ma sperimentare solo solidarietà tra tutti gli esseri umani. Amen.

P.RUNGI. LA PREGHIERA IN DIFESA DEI BAMBINI

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P.RUNGI (TEOLOGO MORALE). IN UNA PREGHIERA IL GRIDO DI DOLORE DI PAPA FRANCESCO IN DIFESA DEI BAMBINI DELLA TERRA.

Ha fissato in un testo di preghiera il grido di dolore di Papa Francesco elevato davanti al mondo intero, prima della benedizione Urbi et Orbi in occasione della solennità del Santo Natale 2014. Così padre Antonio Rungi, teologo morale, religioso e sacerdote passionista, ha fatto sue le parole e anche l’invito a denunciare con la forza delle idee, della preghiera, della parola e soprattutto con azioni concrete in difesa dell’infanzia di tutto il mondo quanto ha detto Papa Francesco. Nella preghiera che padre Rungi ha composto a conclusione della solennità del Natale, si trovano tutti i passaggi del discorso di Papa Francesco. “Affido questa preghiera a tutta la cristianità in questo tempo di Natale, in occasione anche della ricorrenza liturgica della festa degli Innocenti che si celebra il 28 dicembre e che quest’anno coincide con la festa della Sacra famiglia, domenica prossima. La preghiera fatta con il cuore, fatta ad alta voce, gridata al mondo intero è già una denuncia che rompe il silenzio connivente e coprente di tanti uomini e poteri che dovrebbero davvero difendere l’infanzia sempre e a livello planetario. Dalle parole del Papa ci aspettiamo una politica mondiale a favore dell’infanzia che la protegga davvero da qualsiasi abuso e violenza, delle leggi più mirate a colpire quanti abusano dei bambini in tanti modi subdoli e offensivi della loro dignità di innocenti vite umane”. Ecco il testo dell’orazione composta da padre Rungi.

Gesù, non piangere più

Signore Gesù non piangere più,
asciuga le lagrime di tutti i bambini del mondo.
Non permettere che mani assassine,…

come ai tuoi tempi Gesù Bambino,
si alzino contro i bambini di oggi e di domani,
ma blocca sul nascere i violenti
e gli erodi del nostro tempo.

Signore Gesù non piangere più,
non versare più lagrime
a causa di questa umanità
indifferente ed insensibile
al dolore e alle sofferenze dei bambini,
immersa nella globalizzazione dell’indifferenza.

Tocca il cuore di quanti
sono incapaci di amare,
fanno solo del male
e agiscono come se Tu
non esistessi affatto.

Ferma le mani insanguinate
di chi non fa nascere i bambini,
uccidendoli nel grembo delle loro giovani madri,
ma incoraggia quanti amano e promuovono la vita
dal primo istante fino alla morte naturale.

Fa piangere lagrime di sangue
a chi odia il fratello
e fa guerra contro gli innocenti,
come tu hai sudato sangue
nell’orto del Getsemani
mentre ti accingevi
ad andare incontro al patibolo
costruito per Te da mani assassine.

Signore, mai più Erode,
mai più il silenzio connivente
di chi di fronte al dolore degli innocenti
invece di gridare forte il no alla violenza
tace per convenienza, viltà o negligenza.

Signore, dalla grotta di Betlemme,
dove tu resti Dio in eterno,
irradia sul mondo intero,
fatto di lagrime, sangue e tenebre,
la luce dell’amore, della giustizia e della verità,
la sola luce che può salvare questa umanità. Amen.

Preghiera composta da padre Antonio Rungi
25 dicembre 2014

PREGHIERA DELLA NOTTE DI NATALE

PREGHIERA NOTTE DI NATALE

PREGHIERA DELLA NOTE DI NATALE 

O Gesù, Redentore del mondo,

atteso dalle genti e nostro salvatore,

vieni presto e non tardare

a sanare le ferite del cuore umano.

 

Vieni, Signore della vita,

a portare gioia e felicità,

nelle nostre vite,

segnate da tante malattie

del corpo e dello spirito,

che solo Tu puoi guarire,

con la forza risanatrice

della tua parola di vita.

 

Vieni in questa notte,

attesa da tutti i popoli,

a portare luce e conforto

a chi brancola nelle tenebre del dubbio,

del peccato e della tristezza dell’anima.

 

Signore, Gesù, fa che nessuno al mondo possa essere triste per mancanza d’amore,

del Tuo amore, del nostro amore,

dell’amore dei propri cari

e di quanti si sono impegnati ad amare.

 

Signore vieni nella case e nelle famiglie

delle nostre città, dei nostri paesi,

dei nostri borghi e nelle periferie

più dimenticate di questo bellissimo

mondo che Tu hai creato.

 

Su tutta la terra,

come nella notte santa di Betlemme,

rifulga la stella cometa

della Luce divina

che porti con Te, Gesù Bambino.

 

Fa che in ogni mente ed in ogni cuore

si accenda potente e caloroso

il fuoco dell’amore, della misericordia

e del perdono,

il fuoco ardente di quella carità

e solidarietà,

che continui a irradiare da Betlemme,

a tutta l’umanità,

a partire da quella notte santa,

in cui Ti sei fatto Bambino,

o Dio d’ amore infinito. Amen.

 

Preghiera composta

da padre Antonio Rungi

Notte di Natale 2014

AIROLA (BN). DOMANI CONCLUSIONE DELLA FESTA DELL’IMMACOLATA NELLA CHIESA DELLA CONCEZIONE

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AIROLA (BN). DOMANI LA CHIUSURA DEL NOVENARIO IN ONORE DELL’IMMACOLATA NELLA CHIESA DELLA CONCEZIONE

Si chiude domani con un doppio appuntamento religioso, il solenne novenario in onore della Madonna Immacolata, che, quest’anno,  per la prima volta, è stato predicato, dal 29 novembre all’8 dicembre 2014, dal noto missionario passionista, padre Antonio Rungi, già superiore provinciale dei passionisti della Campania, teologo morale, docente nei licei e giornalista. Un doppio appuntamento liturgico domani, solennità dell’Immacolata: alle ore 8,30 solenne concelebrazione eucaristica, presieduta da padre Antonio Rungi e concelebrata da don Liberato Maglione, parroco dell’Annunziata ed assistente spirituale della Congrega della Concezione, insieme a padre Pasquale Gravante, parroco di San Michele Arcangelo e Superiore dei Passionisti di Monteoliveto. Padre Rungi concluderà la predicazione che lo ha visto impegnato per 10 giorni nella sua città natia, tenendo le riflessioni alla  sera, durante la messa serale delle ore 18.30. Quest’anno c’è stata un’ampia partecipazione dei fedeli alla novena, nonostante il tempo inclemente, tra cui diversi giovani della città. La partecipazione più consistente è stata in occasione della messa presieduta dal Vescovo, monsignor Michele De Rosa, giovedì 3 dicembre 2014 e negli ultimo tre giorni della novena, durante i quali, come tutte le sere è stato padre Rungi a dettare la meditazione per i presenti che hanno seguito con vivo interesse e partecipazione alla celebrazione. Diversi gli iscritti della Congrega della Concezione, che sono 220 al momento, che hanno preso parte alla novena, animata dai canti delle scholae cantorum delle parrocchie di Airola e dei Convento dei Passionisti. A conferma che è ancora viva e sentita la devozione alla Madonna Immacolata che è stata ricordata e onorata, in questi 10 giorni, anche nelle altre chiese di Airola. Altro momento importantissimo della giornata di festa di domani, 8 dicembre 2014, è la processione che si svolgerà alle ore 15.00 circa, con la statua della Madonna Immacolata, per la zona del Borgo di Airola e che sarà guidata dal parroco don Liberato Maglione. Un’ora circa di peregrinatio della venerata immagine della Madonna Immacolata, che sarà portata in processione nei luoghi vicini alla Chiesa della Concezione, che, oggi, a distanza di 300 anni circa, costituisce il cardine della devozione mariana all’Immacolata nella cittadina della Valle Caudina. Merito soprattutto della Congrega della Concezione che ha conservato, in sintonia con i parroci dell’Annunziata, che si sono succeduti nel tempo, questo speciale culto alla Madre di Dio, esentata per singolare privilegio dal peccato originale, per cui Maria è stata proclamata, con un dogma di fede specifico, Immacolata. A conclusione della processione, sarà don Liberato a presiedere la messa di ringraziamento per il dono di questi giorni di spiritualità mariana che ha vissuto la cittadina di Airola, sotto la guida di padre Antonio Rungi, passionista, sacerdote nato in questa città e poi chiamato a seguire san Paolo della Croce, tra i passionisti, in varie parti d’Italia, come missionario e superiore provinciale. Ed è stato proprio padre Rungi “a volere ringraziare, nella persona del priore della Congrega, Pasquale Meccariello, tutto il sodalizio religioso e quanti si adoperano ogni anno per la buona riuscita della festa della Madonna Immacolata nella Chiesa della Concezione”.

 

Questa sera dalle 21,30 alle 22,30, la Veglia di preghiera in preparazione alla solennità dell’Immacolata, nella Chiesa della Concezione, guidata da padre Antonio Rungi, che ha concluso la veglia con la benedizione eucaristica.

 

AIROLA (BN). NOVENA DELL’IMMACOLATA PREDICATA DA PADRE RUNGI

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AIROLA (BN). IN PIENO SVOLGIMENTO LA NOVENA DELLA MADONNA IMMACOLATA PREDICATA DA PADRE ANTONIO RUNGI 

E’ iniziata sabato 29 novembre e terminerà domenica 7 dicembre 2014 la solenne novena in preparazione alla festa della Madonna Immacolata nella Chiesa della Concezione al Borgo, in Airola (BN). Quest’anno a tenere la predicazione è padre Antonio Rungi, passionista, noto missionario e teologo morale, che è originario di Airola ed è la prima volta che predica in questa chiesa di proprietà della Congrega della Concezione. Padre Rungi negli anni passati e recenti a più volte ha predicato il settenario dell’Addolorata e il novenario di santa Maria Goretti. Tema della predicazione che accompagnerà i fedeli alla festa dell’Immacolata 2014 è “Le beatitudini di Maria”.
Nel primo giorno, padre Rungi, assistito dal Don Liberato Maglione, parroco dell’Annunziata, ha parlato della prima beatitudine del vangelo: “Beati i poveri in spirito”. Domenica 30 novembre, prima domenica di Avvento, davanti a tantissimi fedeli che riempivano la chiesa, padre Antonio ha parlato della fede di Maria, riportandosi al momento della visitazione, quando in una sintetica espressione pronunciata da santa Elisabetta e rivolta a Maria afferma, ella ”Beata colei che ha creduto nell’adempimento della parola del Signore”.
Su questa espressione, padre Rungi ha sviluppato la sua meditazione agganciandola ai testi della sacra scrittura della prima domenica di Avvento, specialmente alla prima lettura tratta dal profeta Isaia. La novena proseguirà regolarmente nei prossimi giorni. Giovedì. 3 dicembre sarà il Vescovo di Cerreto-Telese- sant’Agata dei Goti, monsignor Michele De Rosa, a presiedere la solenne liturgia eucaristica vespertina, prevista, come tutte le sere alle ore 18.30. I tanti devoti della Madonna si ritrovano insieme anche per la preghiera del Santo Rosario, preludio alla celebrazione eucaristica, alle ore 18.00. La messa è animata dalla scola cantorum della parrocchia dell’Annunziata, nella cui giurisdizione territoriale rientra la Chiesa della Concezione. Questa chiesa è stata costruita nel secolo XVI e la Congrega è stata istituita nel 1737 e da allora ha operato ininterrottamente. Attualmente sono 220 gli iscritti e partecipanti al sodalizio religioso, il cui attuale priore è Pasquale Meccariello, che insieme al direttivo promuove varie iniziative per la chiesa della Concezione, on ultimo la recente ristrutturazione della Chiesa, un luogo di culto mariano molto caro agli airolani e particolarmente agli abitanti del Borgo.
La presenza di padre Rungi quale predicatore della novena è stata accolta nella comunità con grande gioia ed entusiasmo, segno evidente di fortissimo legame spirituale che lega il missionario passionista, già superiore provinciale dei passionisti della Campania e del Lazio Sud, alla comunità cristiana di Airola. Nei prossimi giorni la novena proseguirà come al solito con il rosario meditato alle ore 18.00 e le confessioni e a seguire la celebrazione della divina Eucaristia alle ore 18,30, che sarà presieduta dal padre Antonio Rungi.

P.RUNGI. LA PREGHIERA DELLA SALUTE

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Preghiera della salute

Signore Gesù donami una buona salute
spirituale e corporale,
perché io possa svolgere la mia missione…
con la forza dello spirito e l’energia del corpo.

Nella mia sofferenza e malattia
non lasciarmi indebolire e deperire,
ma fortificami con il dono
del coraggio e della sopportazione,
perché possa ben tollerare il dolore fisico e morale.

Come gli apostoli, nell’Orto del Getsemani,
comprendi la mia debolezza
se non sono in grado di sostenere
il peso della notte del dolore e della prova.

Come Te, in quella vigilia della tua Passione,
anche io mi rivolgo al Padre,
perché passi il calice amaro del dolore
forte e ricorrente delle quotidiane sofferenze.

Non abbandonarmi, Signore,
quando sono più fragile
e non riesco ad uscirne fuori
da malattie e dolori
che mi perseguitano
giorno e notte
senza lasciami un attimo
di sollievo e riposo.

Fa che la qualità della mia vita,
possa manifestarsi anche attraverso momenti
di gioia vera e di assenza di ogni sofferenza.

La Made della consolazione
mi assista e mi protegga
nei momenti più difficili
del mio patire,
soprattutto quando non si ha il conforto
e l’aiuto di una mano amica.

Memore dei tuoi insegnamenti, o Gesù,
dammi la forza di portare ogni giorno la mia croce
e di alleggerire il peso della croce
a quanti ogni giorno vivono il dramma del dolore
e completano, con i loro patimenti,
ciò che manca alla tua passione, Amen.

Preghiera di padre Antonio Rungi

PASSIONISTI. E’ MORTO PADRE DOMENICO CURCIO

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Questa sera, sabato 22 novembre 2014, all’Ospedale Giuseppe Moscati di Avellino, all’età di 72 anni è morto padre  Domenico Curcio, sacerdote passionista, o della comunità di Forino in provincia di Avellino. Padre Domenico dell’Immacolata, al secolo Domenico Curcio, era nato il 6 luglio 1942 a Bisaccia (Av), da Antonio e Antonietta Gervasio.

Tra i passionisti padre Domenico entra giovanissimo e il 26 settembre 1959, dopo l’anno di Noviziato, emette la professione dei consigli evangelici, a Falvaterra. Dopo gli studi filosofici e teologici viene ordinato sacerdote il 6 agosto 1968 a Napoli. Persona d grande cultura e sempre aperto al nuovo aggiornatissimo su tutto, ha fatto della formazione permanente il suo impegno prioritario, intuitivo al massimo e precursore di tanti cambiamenti nella chiesa, on visione ideale, ma anche concreta della vita cristiana, sacerdotale e consacrata.

Un sacerdote stimatissimo da tutti. Padre Domenico è stato consultore all’apostolato nella  provincia dell’Addolorata (Lazio Sud e Campania), superiore locale, vicario e soprattutto vicario episcopale per la vita consacrata della Diocesi di Avellino, dove godeva di una stima grandissima da parte dei vescovi, del clero, dei religiosi e delle religiose, nonché dei fedeli laici.  

Ha predicato moltissime missioni popolari ed ha svolto l’apostolato tipico della Congregazione dei Passionisti. La morte di padre Domenico Curcio è una gravissima perdita per i passionisti della provincia dell’ Addolorata, data la giovane età del sacerdote e il suo impegno costante nel campo missionario e diocesano, nonostante la sua malattia.

In agosto aveva perso la sua amatissima madre Antonietta, e in occasione dei funerali della mamma  confidò  a padre Antonio Rungi, Ex-superiore provinciale dei Passionisti di Napoli, che aveva partecipato ai funerali della madre,  della sua malattia, leucemia, che in pochi mesi lo ha consumato.

I solenni funerali di padre Domenico Curcio si svolgeranno lunedì 27 novembre 2014, alle ore 10.00 a Forino in provincia di Avellino, nella chiesa di San Biagio, dove per tanti anni, padre Domenico ha svolto l’ufficio di parroco e vicario parrocchiale. Con padre Leone Russo avevano dato un impulso fortissimo alla vita pastorale e spirituale dell’intera cittadina di Forino, dove praticamente ha vissuto buona parte della sua vita sacerdotale e dove era amato e stimato da tutti, per il suo stile, la sua affabilità, la sua preparazione culturale, teologica, pastorale e liturgica.

Dopo i funerali le spoglie mortali di padre Domenico verranno sepolte nella cappella dei passionisti di Forino. Riposi in pace.