01/01/2013

La serva di Dio, Concetta Pantusa, madre di famiglia e laica consacrata

1972975920.jpgAirola (Bn). La serva di Dio Maria Concetta Pantusa. Verso la conclusione il processo diocesano.

di Antonio Rungi


Da molti devoti, da studiosi e biografi, da vari spiritualisti è considerata la “Santa Rita del Sud” con qualche variazione sul tema della santità, ma sostanzialmente con gli stessi contenuti di spiritualità e di vita: nubile, poi sposa, poi madre, poi vedova, infine consacrata laica, ma con il desiderio nel cuore di consacrarsi totalmente al Signore nel secondo ordine francescano, chiedendo di entrare nel monastero delle Clarisse di Airola, che allora non accoglieva le persone vedove. Vi entrò l’unica sua figlia, suor Maria Carmela, morta ultranovantenne, tre anni fa, frutto del suo matrimonio con Vito De Marco, poi morto durante la prima guerra mondiale.
Si tratta della Serva di Dio Concetta Pantusa, madre di famiglia, di cui è in corso il processo di beatificazione, conosciuta presso il popolo cristiano del Sannio e della Calabria, come “Suor Concetta, la monaca santa del Volto Santo di Airola”.
La sua spiritualità, come quella di Santa Rita da Cascia, è una spiritualità della Passione di Cristo. Fu, infatti, guidata nel suo itinerario di fede, speranza e carità dai religiosi passionisti che ad Airola, nel vicino convento di Monteoliveto, sulla collina del piccolo centro della Valle Caudina, erano e sono presenti con una comunità stabile dal 1882 e dai Frati Francescani con il convento di San Paquale presenti in città dal 1600.
Punti di riferimento per la sua formazione spirituale furono San Francesco d’Assisi, Santa Chiara, San Pasquale Baylon, Sant’Antonio da Padova sul versante della famiglia religiosa dei Francescani; mentre sul versante di quella passionista sua grande devozione fu l’amore filiale a San Paolo della Croce, fondatore dei Passionisti, a San Gabriele dell’Addolorata, a Santa Gemma Galgani e particolarmente a Santa Maria Goretti, che venerava con speciale affetto, in quanto ad Airola, fin dal momento della canonizzazione della martire delle Ferriere, nel 1950, si sviluppò una sentita devozione, che ancora oggi persiste al tempo della distruzione di tutto il sacro negli ambiente cristiani dei decenni passati. Qui Maria Concetta Pantusa visse, per oltre 20 anni, l’ultimo significativo tratto della sua vita.
Nata a Celico il 3 febbraio 1894, Maria Concetta Pantusa da fanciulla soffrì molto per il duro trattamento del padre, il quale la condusse con sé in Brasile dove si recò in cerca di lavoro. In Brasile sposò un giovane italiano di origini pugliesi, un certo Vito De Marco. Dalla loro unione coniugale il 28 ottobre 1915 nacque l’unica figlia Maria Carmela, poi diventata monaca clarissa.
Ritornarono in Italia nel 1916, prendendo domicilio a Polignano a Mare (Bn). Il marito morì durante la prima guerra mondiale, lasciandola vedova con una bambina da accudire in un tempo di estrema miseria e povertà. Dopo molte traversie, l’ 8 maggio 1930, insieme con l’unica figlia e con Suor Speranza Elena Pettinato si trasferì in Airola (Benevento). Mentre la figlia entrava nel monastero delle Clarisse, lei che pure aveva fatto richiesta d entrarvi, non fu accettata per i limiti della regola del secondo ordine francescano. Di conseguenza restò nel secolo e con suor Speranza iniziò una vita di consacrata laica. Qui si dedicò all’educazione dei piccoli, alla carità, al servizio degli poveri, alla preghiera, vivendo un’intensa vita interiore nella sua piccola abitazione di via Monteoliveto in Airola, guidata da saggi direttori spirituali. Incominciarono le prime significative esperienze di visioni ed estasi, che sapeva tenere gelosamente nascoste per sé, per evitare qualsiasi fraintendimento, strumentalizzazione e soprattutto per allontanare lo spettro della superbia e dell’orgoglio, che si possono manifestare quando i segni del cielo sono evidenti in un’anima santa. La lotta contro il Demonio è testimoniata nel suo diario spirituale.
Il Signore, infatti, riversò in lei molti doni: la profezia, il miracolo, la visione, l’estasi, le stimmate e i dolori della Passione.
Nell’umile stanzetta dove viveva, il 17 febbraio 1947, per tre ore, dalle 13 alle 16, da un’immagine del volto di Gesù della S. Sidone di Torino, vide uscire dal sangue; il sangue sgorgava come da una sorgente e rimase in ebollizione per tre ore. Questo fenomeno si ripeté il 28 febbraio e, per la terza volta, il 4 marzo. Da quel giorno i fatti miracolosi si susseguirono con continuità. Maria Concetta Pantusa morì il venerdì di Passione il 27 marzo 1953, all’età di 59 anni.
Sull’eroicità delle virtù teologali e morali e su specifici altri fatti attinenti la santità della Serva di Dio sta operando con grande senso di equilibrio e di giudizio, da cinque anni, il Tribunale ecclesiastico diocesano di Cerreto-Telese-Sant’Agata per la causa dei santi.
Il processo per la causa di beatificazione è stato, infatti, aperto ufficialmente il 10 febbraio 2007, alla presenza del Vescovo diocesano di Cerreto-Telese-Sant’Agata dei Goti, monsignor Michele De Rosa, nella Chiesa della SS.Annunziata di Airola (Bn), alla presenza di oltre mille fedeli arrivati ad Airola, da ogni parte d’Italia, dalla terra nativa della Serva di Dio, la Calabria e dalle Puglie. Tale iniziativa è sostenuta dalla Pia Unione del Volto Santo di Airola, il cui responsabile è il francescano, padre Vittorio Balzarano.
Il processo diocesano sta in via di ultimazione, dopo che la sezione del tribunale ecclesiastico ha ascoltato tutti i testimoni ed esperite tutte le pratiche canoniche previste dall’iter per la beatificazione.

Basta con i botti di Capodanno. Legge speciale per eliminare questa usanza.

fuochi-d-artificio.jpgauguri2013.jpgAnche il 2013 inizia con i morti e i feriti di Capodanno. E come sempre la Regione più colpita è la Campania. Perché non si proibiscono i fuochi artificiali sparati in questo modo? Sono tanti i bambini con ferite ed ustioni da fuoco. Una festa che si trasforma in tragedia. Immagino in quelle famiglie dove ci sono stati dei morti e dove il Capodanno invece di trascorrerlo serenamente in famiglia, si è dovuto correre in opsedale per ustioni e ferite varie. Ma cosa ci costa capire l'inutilità di questo modo di festeggiare Capodanno? Al di là di questo siamo comunque vicini con la preghiera alle famiglie toccate da questi gravi incidenti nella notte di San Silvestre" Adesso è doveroso fare attenzione -ha aggiuntorivolgendosi ai presenti- ai petardi inesplosi. I bambini sono curiosi per natura e come tali sono a maggior rischio di menomazioni per petardi non esplosi. E' necessaria un'opera di bonifica delle zone dove sono stati sparati i fuochi, che per lo più sono spazi pubblici, strade, piazze ed altro. Ci auguriamo che in questa giornata i sindaci e le amministrazioni locali provvedano quanto prima a bonificare l'ambiente con persone esperte, quasi come se fossimo in guerra. Ed una considerazione finale: abbiamo parlato tanto di crisi economica e ancora oggi lo si fa. A vedere alla quantità di fuochi artificiali sparati anche quest'anno c'è poco da credere alle crisi di tante famiglie che lamentano la mancanza di cibo ed altro e poi spendono centinaia se non migliaia di euro per i fuochi artificiali che potevano e dovevano essere evitati, anche perché fanno solo danni. In alcune parti si è sparato ininterrottamente fino alle 2.00 della notte. Un modo assurdo di festeggiare il passaggio al nuovo anno, quando invece sarebbe più bello viverlo nella serenità. nella tranquillità, nell'allegria vera e senza pericoli, organizzando ed ottimizzando al meglio le feste in famiglia, in piazza o nei locali adatti per simili speciali feste. Speriamo che da queste continue lezioni che ci arrivano all'inizio di ogni anno impariamo a festeggiare nella vera e sana gioia il passaggio al nuovo anno, senza più morti e feriti che comunque pesano sulla coscienza di tutti, perché non si fa abbastanza per proibire l'uso dei petardi nella notte di san Silvestro, nonostante i tanti controlli e sequesti delle forze dell'ordine. Ci vuole una legge che proibisca tassativamente la vendita e l'acquisto dei botti a Capodanno come in altre circostanze e che questi ordigni di morte vengano usati solo dai fuochisti di professione. 

30/12/2012

Casoria (Na). Concluso il capitolo generale delle Suore

gruppo1.jpgSi è concluso ieri pomeriggio, 29 dicembre 2012, alle ore 14,30 il Capitolo generale straordinario delle Suore Vittime Espiatrici di Gesù Sacramentato, indetto dalla Madre Generale, Suor Carla Di Meo, per la verifica triennale e per la revisione delle Costituzioni e dei Regolamenti generali dell'Istituto, fondato dalla Beata Maria Cristina Brando (prossima alla canonizzazione)  7 luglio del 1903, quando ebbe l'approvazione pontificia. In 110 anni di storia, l'Istituto si è sviluppato ed ampliato, raggiungendo paesi lontani, come le Filippine e l'Indonesia, ma anche la Colombia e il Brasile. Prossima apertura in Africa e in Messico. L'Istituto è presente in tre continenti, attualmente e si espande in modo considerevole per la straordinaria incisività del carisma dell'adorazione eucaristica, molto apprezzato nelle chiese locali e dai giovani. E sono soprattutto giovani le religiose che chiedono di entrare nell'Istituto di Madre Cristina Brando, le cui spoglie mortali riposano nella Casa Madre della Congregazione in Casoria e rappresentano un punto di riferimento spirituale per sacerdoti, religiose e laici. E sono soprattutto i laici a curare nel corso della giornata l'adorazione perpetua davanti a Gesù Sacramentato con la presenza in Chiesa, davanti al SS. Sacramento solennemente esposto nella Casa Madre della Congregazione Suore Vittime Espiatrici di Gesù Sacramentato.

Nel corso della tre giorni di capitolo straordinario sono state approvate all'unanimità le nuove costituzioni dell'Istituto, rivedute alla luce dei documenti post-conciliari. Un'apposita commissione, coordinata dal passionista padre Leonello Leidi, officiale della Congregazione vaticana dei religiosi ha predisposto il nuovo testo, che è stato attentamente letto, commentato, valutato e poi approvato dalle 20 capitolari che hanno partecipato al capitolo generale straordinario. Stessa sorte in positivo è toccato ai Regolamenti generali dell'Istituto che sono stati approvati all'unanimità dalle religiose, soddisfatte del lavoro svolto in fase di preparazione al Capitolo generale.

L'importante assise è stata anche una valida occasione per verificare il cammino fatto dalle Suore Vittime Espiatrici in questo primo triennio del sessennio, che va dall'ultimo capitolo generale, il XVIII, celebrato a Casoria nel 2009 e il prossimo che si celebrerà nel 2015.

Le religiose accompagnate nel lavoro dall'esperienza di padre Antonio Rungi, passionista, in questo campo e già superiore provinciale dei Passionisti della Campania e del Basso Lazio, hanno valutato positivamente il lavoro fatto in questo triennio e si augurano di migliorare e potenziale i vari settori della vita consacrata da quello comunitario e spirituale a quello apostolico, formativo, governativo ed economico.

Molte le nuove proposte approvate dal Capitolo generale sia in ordine alla vista spirituale che alla missione, all'apostolato e alla formazione dei membri dell'istituto che vivono la loro esperienza di consacrate da poco o da molti anni. Formazione iniziale e permanente camminano di pari passo.

Il lavoro è stato svolto nella massima serenità e fattività. Le 20 capitolari provenienti da varie parti d'Italia e dall'Indonesia e Filippine hanno lavorato bene ed hanno prodotto un documento finale molto iinteressante per i suoi contenuti. Le capitolari hanno ritenuto opportuno di inviare a tutte le religiose un messaggio di incoraggiamento e sostegno per accettare di buon grado le nuove costituzioni ed i nuovi regolamenti dell'Istituto che rispondono meglio ai cambiamenti in atto nella Chiesa, nella vita consacrata, nella società e nel mondo.

Il nuovo testo delle Costituzioni, approvato all'unanimità in tutte le sue parti, composto da un'Introduzione e dai 10 capitoli, ben articolati e rispettosi delle norme della Chiesa, è di una straordinaria ricchezza spirituale ed evangelica e sarà oggetto di studio e di approfondimento per tutte le religiose, una volta approvato dalla Santa Sede, nel corso dei prossimi anni, come hanno deciso le stesse capitolari.

E' stato un capitolo molto sereno e che ha vissuto momenti spirituali e di condivisione bellissimi: dalla preghiera, alle varie celebrazioni liturgiche previste nel corso della tre giorni ed organizzate dall'apposita commissione liturgica che si è incentrata sul tema del Capitolo: "Al pozzo di Gacobbe per attingere energie nuove".

Le decisioni assunte sono state tutte o quasi all'unanimità. Il consenso sui testi, sulle proposte, sulle raccondazioni e sui consigli si è potuto raggiungere mediante il dialogo fraterno, sincero ed aperto in aula e nei gruppi di lavoro o commissioni (quattro in base ai vari settori in cui è organizzata la Congregazione).

E' stata un'esperienza bellissima e ricca soprattutto per le giovani religiose che partecipavano per la prima volta ad un capitolo generale, che è stato condotto e guidato con sapienza, equlibrio ed esperienza da padre Rungi, come ha sottolienato la Madre Generale nel suo saluto di ringraziamento finale.

I lavori sono proseguiti dopo la chiusura ufficiale del capitolo con l'attività di segreteria per ultimare tutto il lavoro, molto oneroso, che la segreteria del capitolo, aiutata dal moderatore padre Rungi, ha svolto mollto bene e con grande efficacia e tempestività, valorizzato ed utilizzato tutti dli strumenti multimediali in dotazione della segreteria capitolare.

Anche le altre commissioni di supporto al capitolo come quella logistica ha permesso a tutte le religiose coinvolte direttamente o indirettamente nel capitolo generale straordinario di lavorare serenamente e di produrre al massimo, assicurando l'assistenza a tutte le capitolari e agli esperti. In tutto oltre 40 religiose impegnate nel capitolo e che hanno reso possibile un buon lavoro, visto la gratificazione generale e la soddisfazione sincera di tutte le capitolari e di quanti hanno collaborato per la buona riuscita di esso.

24/12/2012

Casoria. Capitolo generale straordinario delle Suore Vittime Espiatrici di Gesù Sacramentato

antonio9.jpgantonio7.jpgantonio10.jpgSi svolgerà dal 27 al 29 dicembre 2012 il Capitolo generale straordinario delle Suore Vittime Espiatrici di Gesù Sacramentato, istituto religioso femminile, fondato dalla Beata Maria Cristina Brando, a Casoria (Napoli). E sarà proprio nella casa generalizia di Casoria, Istituto Brando, dove si svolgerà la tre giorni dell'assise della Congregazione, per revisionare il testo delle Costituzioni, a distanza di 30 anni dall'ultima approvazione pontificia, dopo la riforma conciliare. Al Capitolo generale partecipano 25 religiose in rappresentanza delle circa 400 suore che oggi compongono l'Istituto e che sono presenti in Italia, in varie parti, e all'estero, soprattutto in Indonesia e Filippine. Il capitolo generale straordinario sarà moderato da padre Antonio Rungi, passionista. L'Istituto, guidato da tre anni dalla Superiora Generale, Madre Carla Di Meo, è chiamato a revisionare la sua vita interna e il suo apostolato non solo adattando le costituzioni e i regolamenti alle nuove indicazioni che vengono dalla Sacra Congregazione vaticana dei religiosi, ma anche a verificare il cammino fatto in questo primo triennio, tappa intermedia, del sessennio 2009-2015, quando si svolgerà il Capitolo generale ordinario ed elettivo. Nel Capitolo generale che si svolgerà nel periodo natalizio, le suore membri di diritto o delegate, esaminaranno i testi elaborati da un'apposita commissione dell'Istituto e coordinata da padre Lionello Leidi, passionista, ufficiale della Sacra Congregazione vaticana dei religiosi. Il tema su cui si esamineranno le religiose è "Al pozzo di Giacobbe, per recuperare energie nuove". Nell'anno della fede, infatti, le religiose, sull'esempio della loro fondatrice, Madre Cristina Brando, vogliono sentirsi protagoniste della loro stessa rinascita spirituale e di quella dell'intero istituto religioso. La revisione delle regole è sempre un momento di grazia e costituisce una nuova primavera spirituale per l'istituto, la cui spiritualità è l'adorazione eucaristica, che diventa servizio e diaconia verso gli ultimi e i bisognosi della terra. Le Suore Vittime Espitarici di Gesù Sacramentato, sono, infatti impegnate nel campo dell'educazione e della formazione dei piccoli, dei giovani, ma anche in tante opere di carità e di misercordia corporale e spirituale, soprattutto nei Paesi del terzo e quarto mondo. Lo sviluppo consistente dell'Istituto nei paesi dell'estremo oriente, dove è in crescita il numero delle religiose che vogliono seguire e vivere il carisma di Madre Cristina (prossima alla canonizzazione) è un dato importante ed incoraggiante per il futuro stesso della famiglia religios, data la giovane età di tutte le religiose. La fedeltà di queste religiose alle promesse fatte è consistente e dura nel tempo. Segno evidente di una buona formazione umana, spirituale ed apostolica dell'intero gruppo delle religiose giovani, perfettamente integrate, in Italia, nelle varie case religiose, ove il numero delle suore italiane va riducendosi con l'avanzare degli anni. Prossima apertura di una casa religiosa sarà in Africa. In tal modo l'istituto sarà presente in tutti i cinque continenti, con un'azione apostolica di grande respiro missionario.
L'agenda del capitolo generale straordinario è fitta e incalzante negli impegni che attendono le capitolari nella tre giorni di studio, approfondimeno e soprattutto di approvazione e votazione del lavoro già fatto e che si farà durante il Capitolo generale.

23/12/2012

BUON NATALE 2012

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1.  IL RACCONTO

 

La scatola dei baci

 

La storia ha inizio tempo fa, quando un uomo punisce severamente sua figlia di 5 anni... per la perdita di un oggetto di famiglia di grande valore economico.

Il denaro in quel periodo era poco, come in questi nostri giorni di crisi economica mondiale. Era il periodo di Natale, come oggi.

La mattina successiva alla punizione, forse la vigilia del Santo Natale, la bambina portò un regalo al padre, confezionato con le sue mani e gli disse: "Papà, è per te".

Il padre era visibilmente imbarazzato ed emozionato, per il pensiero avuto dalla figlia nei suoi riguardi.

Ma aprendo la scatola, vide che dentro non c'era nulla. Più arrabbiato di prima disse in modo brusco alla sua figlia: "Non lo sai che quando si fa un regalo, si presuppone che nella scatola ci sia qualcosa?".

La bimba lo guardò dal basso verso l'alto e con le lacrime agli occhi disse: "Papà,...non è vuoto".

“Come non è vuoto”, replicò il padre.

“Vedi meglio –disse la bambina- c’è molto di più di quanto non vedi. Vi ho messo dentro tanti baci per te, papà, fino a riempirlo tutto quanto. Come fai a non vederli i mei piccoli baci".

Il padre si sentì annientato, annichilito e incominciò a piangere. Si inginocchiò, mise le braccia al collo della sua bimba e le chiese perdono.

Passò del tempo e una disgrazia portò via la bambina. Che dolore infinito nel cuore di quel padre.

Per tutto il resto della sua vita, quel papà tenne sempre con sé, come una reliquia, la scatola dei baci della sua bambina. Stava sul comodino vicino al suo letto. Quando si sentiva scoraggiato o in difficoltà, apriva la scatola e tirava fuori un bacio immaginario, ricordando tutto l'amore che la sua bambina gli aveva messo dentro in quel Natale di dolore.

Buona Natale, bambini, papà, mamme, nonni, nonne e familiari tutti.

 

2.   LA PREGHIERA

 

Natale non è..

Natale non è chiedere un sorriso,

quando il sorriso non ce l'hai

e non lo vuoi donare. 

Natale non è chiedere l'amicizia,

 se l'amicizia non sai valorizzarla. 

Natale non è chiedere soccorso,

se non sei in grado di dare aiuto

a chi aiuto non riceve mai. 

Natale non è chiedere amore,

in un mondo, in cui l'amore

è ben altra cosa

che amare con il cuore.  

Natale non è chiedere perdono

solo in questo giorno,

ma vivere nel perenne ricordo

di come riparare i propri errori.  

Natale non è solo famiglia

il 25 dicembre,

ma è sempre e gioiosamente

comunione di intenti

tutti i giorni della nostra esistenza. 

Natale non è preghiera e messa

solo nella notte santa,

ma è preghiera costante

e vigilanza continua

su nostro operato.  

Natale non è tante altre

ed infinite cose

che pensiamo essere importanti

quando importanti non lo sono. 

Natale è solo un grande dono: 

è Amore.

Natale è la gioia,

che Cristo Signore

ci porta nella notte più luminosa

della storia del mondo.  

Natale sei Tu Gesù Bambino,

unico e infinito amore

del nostro cuore

che guidi il tempo e la storia

verso il Natale eterno

della tua gloria.

Amen.

Padre Antonio Rungi, passionista

 

Natale 2012