COMMENTO ALLA PAROLA DI DIO DI DOMENICA 25 GIUGNO 2017 – XII T.O.

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XII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)

Domenica 25 giugno 2017
Una fede coraggiosa che sappia affrontare tutte le sfide e le prove della vita

Commento di padre Antonio Rungi

Dopo le varie feste e solennità che abbiamo celebrato nelle domeniche precedenti, fino al Corpus Domini, con questa domenica XII del tempo ordinario, riprendiamo le nostre riflessioni sui testi biblici che ci offre la parola di Dio di questa Domenica. Sono testi davvero significativi che attendono di essere compresi e annunciati, meditante una degna condotta di vita cristiana.

La prima lettura tratta dal libro del profeta Geremìa, ci presenta un profeta di fronte al comportamento dei calunniatori nei suoi riguardi, per screditarlo, per rendere meno credibile la sua parola, di messaggero di Dio, ma non ci riescono, non raggiungono il loro scopo, in quanto il profeta, nonostante le calunnie, le denunce, gli inganni messi in atto, Egli sente vicino il Signore che lo protegge e lo fa prevalere contro i suoi avversari e nemici. Alla fine la scena si ribalta. Non è il profeta sotto inchiesta per false denunce e calunnie, ma proprio coloro che avevano operato in questa direzione immorale. Come dire, che chi si affida a Dio, prima o poi vincerà la sua battaglia di rettitudine e moralità, nonostante le debolezze personali e connaturali all’essere umano.

Questa pagina del profeta Geremia sembra essere la fotografia del mondo di oggi, basata sulla falsità, sulla menzogna, sulla diffamazione e calunnia di chi invece cerca di fare il suo dovere, di essere coerente con i principi morali e rispondere alla personale chiamata alla santità. Questo avviene in tutti gli ambienti, soprattutto oggi sui social, nella politica, nella comunicazione, nell’economia, nel campo giudiziario, ma avviene sempre più frequentemente nei confronti della chiesa e all’interno della Chiesa. Tanti santi sono stati diffamati e calunniati per invidia e gelosia all’interno degli ambienti, dove vivevano ed operano, sono stati avversati, ostacolati, bloccati, emarginati dal potere gerarchico, che non sempre ha la capacità di intercettare i segni dei tempi e capire i veri profeti di quel periodo. Basta far riferimento ad alcuni Santi a noi noti, come San Pio da Pietrelcina, San Tommaso Fusco, e sacerdoti come don Primo Mazzolari e don Lorenzo Milani, riportati al centro della considerazione della Chiesa ufficiale con la recente visita di Papa Francesco nei luoghi delle loro memorie e delle loro opere.

Il brano del profeta Geremia aiuti tutti coloro che si trovano di fronte a prove dolorosissime, provocate dai loro calunniatori e detrattori, a superarle. Con l’aiuto di Dio la verità verrà sempre alla luce, nei suoi molteplici aspetti, non sempre positivi, per come si è giunti ad  essa.

Nel salmo 68, che è inserito come salmo responsoriale per questa domenica, viene ribadito il concetto di accettazione della sopportazione, dell’insulto, dell’esclusione sociale, nel seguire la legge del Signore che pone in evidente contrasto con quanto è capace di elaborare l’uomo che offende e denigra i propri fratelli. Anche qui ci si affida al Signore che non può lasciare da solo chi confida in Lui.

Nel testo della lettera ai Romani, che costituisce il brano della seconda lettura di questa domenica, san Paolo Apostolo, scrivendo ai cristiani di Roma e della capitale dell’impero, nuovo centro del cristianesimo nascente e ormai diffuso oltre lo spazio geografico della Palestina, parla di peccato e grazia, del primo Adamo, prefigura di Cristo. Il primo si raccorda al peccato originale, il secondo, Gesù Cristo è il salvatore e redentore e si raccorda alla grazi. Questo modo di procedere dell’apostolo per analizzare il termine del peccato, va chiaramente contro una visione della legge, che è parametro di confronto del peccato stesso, in quanto “fino alla Legge c’era il peccato nel mondo”. Con la legge sinaitica entra in campo la misericordia di Dio. Scrive, infatti, che “la morte regnò da Adamo fino a Mosè anche su quelli che non avevano peccato a somiglianza della trasgressione di Adamo, il quale è figura di colui che doveva venire”. E conclude nel segno della misericordia e della grazia: “Ma il dono di grazia non è come la caduta: se infatti per la caduta di uno solo tutti morirono, molto di più la grazia di Dio, e il dono concesso in grazia del solo uomo Gesù Cristo, si sono riversati in abbondanza su tutti”.

Nel contesto generale della parola di Dio di questa domenica, si colloca perfettamente quello che è scritto nel testo del Vangelo di Matteo e che sarà alla nostra attenzione durante la celebrazione della santa messa.  Non dobbiamo aver paura della verità. Anche nelle proprie debolezze e nelle tue fragilità, il Signore guarda al nostro cuore  e non alle nostre credenziali sociali o di altra natura. Gli altri non sono né migliori, né peggiori di noi. Tutto viene chiarito davanti al cospetto di Dio. Dobbiamo aver il coraggio dell’annuncio, della denuncia del male e della corruzione. Non possiamo adattarci alle situazioni di ingiustizia presenti nel mondo. Non dobbiamo aver paura di coloro che ci ammazzano nel corpo (e lo fanno spesso, soprattutto ai nostri giorni), ma di coloro che uccidono la speranza, la gioia, la vita, la libertà in ogni essere umano. In poche parole, dobbiamo aver paura di colui o di coloro che sono strumenti nelle mani di Satana per distruggere in noi ciò che veramente conta, e cioè l’immagine di Dio in noi.

Noi non siamo soli in questa lotta. Dio è dalla nostra parte ed è il Vincitore. Avere il coraggio della propria fede ed essere testimoni credenti e credibili ci fa comprendere meglio chi siamo realmente, come preghiamo in questa domenica con la colletta di introduzione alla santa messa: “O Dio, che affidi alla nostra debolezza l’annunzio profetico della tua parola, sostienici con la forza del tuo Spirito, perché non ci vergogniamo mai della nostra fede, ma confessiamo con tutta franchezza il tuo nome davanti agli uomini, per essere riconosciuti da te nel giorno della tua venuta”. Amen.

 

COMMENTO ALLA PAROLA DI DIO DI DOMENICA 25 GIUGNO 2017 – XII T.O.ultima modifica: 2017-06-21T12:08:15+00:00da pace2005
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