P.RUNGI. COMMENTO ALLA PAROLA DI DIO – ASCENSIONE DEL SIGNORE 2017

RUNGI2015

ASCENSIONE DEL SIGNORE

DOMENICA 28 MAGGIO 2017

Un posto in paradiso per noi e per tutti se seguiamo Cristo

Commento di padre Antonio Rungi

La solennità dell’Ascensione di Gesù Cristo al cielo, che oggi ricordiamo nella liturgia di questa domenica conclusiva del mese di maggio 2017, ci riporta al destino ultimo di ogni essere umano, che è l’eternità, il Paradiso, dove Gesù è ritornato per proprio merito e per la sua natura divina da dove era venuto. Egli ascende con la sua potenza divina alla sede dell’eternità ed è andato a preparare un posto per ciascuno di noi e per tutti, se seguiamo i suoi insegnamenti e viviamo da veri cristiani nel tempo. Nel su andare c’è anche un suo venire nuovamente, come ci ricordano i testi della parola di Dio di questo giorno solenne. Gli Atti degli Apostoli che ascoltiamo come testo della prima lettura della solennità dell’Ascensione ci ricordano: “Uomini di Galilea, perché fissate nel cielo lo sguardo? Come l’avete visto salire al cielo, così il Signore ritornerà”. E la preghiera iniziiale della liturgia solenne di oggi, la colletta, ci fa pregare con queste bellissime espressioni di fede, amore e speranza: “Esulti di santa gioia la tua Chiesa, o Padre, per il mistero che celebra in questa liturgia di lode, poiché nel tuo Figlio asceso al cielo la nostra umanità è innalzata accanto a te, e noi, membra del suo corpo, viviamo nella speranza di raggiungere Cristo, nostro capo, nella gloria”. Come discepoli dell’Asceso siamo chiamati a vivere nella speranza, nella gioia e nella certezza che dove sta Lui, il Signore, arriveremo anche noi, dopo il pellegrinaggio terreno, che prima o poi si concluderà e con sé porterà il bagaglio delle opere di bene che siamo riusciti a fare. Quella valigia piena di donazioni della propria vita alla causa del vangelo che il Signore aprirà appena facciamo ingresso nel suo regno infinito e quantificherà il bene fatto. ma anche eventuale male compiuto e non completamente espiato. Noi ci auguriamo di entrare per direttissima in Paradiso, senza passare per sentenze e giudizi ulteriori, ben sapendo che solo agendo bene in questo mondo, le porte del paradiso si apriranno e spalancheranno davanti a noi, appena conclusa la scena di questo mondo. Il racconto dell’Ascensione del Signore al cielo, come è descritto nel testo degli Atti ci aiuta a capire meglio questo mistero e soprattutto il mistero della nostra vita, della nostra morte, della vita eterna e della risurrezione finale. Leggiamo, infatti, negli Atti degli Apostoli che Gesù dopo la risurrezione “si mostrò a essi vivo, dopo la sua passione, con molte prove, durante quaranta giorni, apparendo loro e parlando delle cose riguardanti il regno di Dio. Mentre si trovava a tavola con essi, ordinò loro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere l’adempimento della promessa del Padre, «quella – disse – che voi avete udito da me: Giovanni battezzò con acqua, voi invece, tra non molti giorni, sarete battezzati in Spirito Santo». Quelli dunque che erano con lui gli domandavano: «Signore, è questo il tempo nel quale ricostituirai il regno per Israele?». Ma egli rispose: «Non spetta a voi conoscere tempi o momenti che il Padre ha riservato al suo potere, ma riceverete la forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi, e di me sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samarìa e fino ai confini della terra». Dopo questo discorso, dopo il mandato missionario affidato a tutta la Chiesa, sotto la guida di Pietro mentre gli Undici lo guardavano, “fu elevato in alto e una nube lo sottrasse ai loro occhi”. Gesù in questo modo lascia gli Apostoli e promette a loro l’invio del Consolatore, lo Spirito di Verità, lo Spirito Santo. La prima pentecoste della chiesa è ormai alle porte e gli apostoli sono ben disposti ad accogliere il Paraclito, mentre tra canti di gioia, come ci ricorda il salmo responsoriale di questa solennità, il Signore ascende al cielo. Infatti reciteremo questo salmo: Ascende Dio tra le acclamazioni, il Signore al suono di tromba. Cantate inni a Dio, cantate inni, cantate inni al nostro re, cantate inni.m Perché Dio è re di tutta la terra, cantate inni con arte. Dio regna sulle genti, Dio siede sul suo trono santo. E sul momento dell’ascensione si concentra il brano del vangelo di Matteo di questa solennità, nel quale è insito il mandato missinario e la promessa dello Spirito santo. Una trilogia di misteri e di messaggi che come cristiani, discepoli dei discepoli del Signore, siamo chiamati a fare nostra e a vivere secondo quello che Gesù stesso ci ha detto: “Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”. La diffusione del Vangelo non è azione di proselitismo, ma testimonianza di una vita santa vissuta in Cristo. Battesimo, predicazione discepolato sono mezzi di convergere tutti sul grande mistero del Dio fatto uomo, morto, risorto ed asceso al cielo per salvare ognuno di noi, come ci ricorda anche l’apostolo Paolo, nel brano della lettera agli Efesini, che ascoltiamo oggi , giorno dell’Ascensione del Signore, con il cuore colmo di gioia, ma anche con la mente contrassegnata da tante difficoltà e problemi dei nostri tempi: “Fratelli, il Dio del Signore nostro Gesù Cristo, il Padre della gloria, vi dia uno spirito di sapienza e di rivelazione per una profonda conoscenza di lui; illumini gli occhi del vostro cuore per farvi comprendere a quale speranza vi ha chiamati, quale tesoro di gloria racchiude la sua eredità fra i santi e qual è la straordinaria grandezza della sua potenza verso di noi, che crediamo, secondo l’efficacia della sua forza e del suo vigore”. Questa gioia, speranza, vigore missionario dobbiamo alimentare e conservare nel nostro cuore, specialmente oggi di fronte ad una crisi di fede, conseguente dalla globalizzazione dell’indifferenza, dell’apatia religiosa e dall’assenza di Dio, per colpa propria, nella coscienza e nella vita di tanti che si dicono credenti, ma non sono certamente praticanti e credibili per il loro modo di agire. Il Signore doni a tutti la forza di essere cristiani fino in fondo, coerentemente, fino all’ultimo istante della loro vita.

P.RUNGI. COMMENTO ALLA PAROLA DI DIO – ASCENSIONE DEL SIGNORE 2017ultima modifica: 2017-05-24T09:59:54+00:00da pace2005
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