P.RUNGI. PASQUA, LA FESTA DELLA VITA

RUNGICASALE

DOMENICA DI PASQUA – RISURREZIONE DEL SIGNORE (ANNO A)
Domenica 16 aprile 2017

Pasqua, rinasce la vera vita

Commento di padre Antonio Rungi

“Sono risorto, e sono sempre con te; tu hai posto su di me la tua mano, è stupenda per me la tua saggezza. Alleluia. Con questa antifona inizia la messa di Pasqua, tratta dal Salmo 139. Sta qui l’essenza della Pasqua, che è la festa in cui rinasce la vera vita in Cristo.

La Pasqua, infatti, è il grande mistero della fede cristiana che ci assicura che la vita va oltre la vita terrena ed è aperta al cielo, e si completa nell’eternità. Di questo mistero di vita e resurrezione i primi testimonia sono gli Apostoli che lo affermano senza mezzi termini nel libro degli Atti degli Apostoli, che oggi ascoltiamo, un brano, come prima lettura: “Noi siamo testimoni –dice Pietro mentre parla alla gente –  di tutte le cose da lui compiute nella regione dei Giudei e in Gerusalemme. Essi lo uccisero appendendolo a una croce, ma Dio lo ha risuscitato al terzo giorno e volle che si manifestasse, non a tutto il popolo, ma a testimoni prescelti da Dio, a noi che abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti.  E ci ha ordinato di annunciare al popolo e di testimoniare che egli è il giudice dei vivi e dei morti, costituito da Dio”.

Mentre il Salmo responsoriale, tratto dal salmo 117 e che preghiamo oggi, ci ricorda: La destra del Signore si è innalzata, la destra del Signore ha fatto prodezze. Non morirò, ma resterò in vita e annuncerò le opere del Signore”.

Il tema della vita è centrale nella liturgia della Domenica di Risurrezione e tutto l’assetto della parola di Dio è improntato su questo tema, riaffermato con forza nel brano della seconda lettura di oggi, tratta dalla lettera di San Paolo Apostolo ai Colossesi: “Fratelli, se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove è Cristo, seduto alla destra di Dio; rivolgete il pensiero alle cose di lassù, non a quelle della terra.  Voi infatti siete morti e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio! Quando Cristo, vostra vita, sarà manifestato, allora anche voi apparirete con lui nella gloria”.

Il  testo del Vangelo di Giovanni,  porta davanti al sepolcro vuoto tutta la chiesa, con il suo capo visibile allora, che era Pietro, e la chiama alla professione della sua fede nel Risorto, della sua fede al Dio della vita e non della morte o della tomba.

Il tutto succede il primo giorno della settimana, quando Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. Avvisato Pietro, il capo del collegio apostolico, corse e andò al sepolcro . Giunse intanto  Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte. Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.

Carissimi fedeli, se per gli Ebrei la Pasqua è il ricordo della liberazione della schiavitù dell’Egitto, del passaggio del Mar Rosso e l’arrivo alla Terra Promessa. Per noi cristiani, la Pasqua è un passaggio molto più importante e rilevante a livello personale, ecclesiale e sociale. E’ il passaggio dal peccato alla grazia, dalla morte spirituale, alla vita vera ed eterna in Cristo che, con la sua morte e risurrezione, ha riaperto per sempre il dialogo tra Dio e l’umanità, incentrandolo nell’amore, nella misericordia e nel dono.

In Cristo, l’uomo è ritornato a dialogare con Dio e Dio ha continuato a dialogare con l’uomo, in modo del tutto nuovo e rilevante per la stessa creatura umana, che ha la certezza di una vita, oltre la vita ed una risurrezione finale, quando anche i nostri corpi risorgeranno per sempre.

La Pasqua così è un dialogo sulla vita tra il Dio della vita e l’uomo fatto per la vita. In questo dialogo tra noi e Dio, noi costruiamo continuamente la Pasqua annuale, quella settimanale e quella personale che investe il nostro modo di pensare, agire e comportarci da persone credenti e viventi.

E allora non c’è Pasqua per ogni cristiano, se non riprendiamo il dialogo con Dio e tra di noi, superando fiumi, deserti e montagne che ci separano a livello culturale e religioso, mettendo dei fratelli contro altri fratelli e facendoci guerra, piuttosto che elaborare progetti di pace.

In questa Pasqua 2017 non possono passare sotto silenzio e senza valutazione etica i drammi che vivono intere popolazione sotto attacchi terroristici, sotto le bombe di guerre senza confini e senza senso, sotto le violenze di vario genere.

Non possono passare tra l’indifferenza del mondo, attento solo al Dio denaro e all’economia, il vero vitello d’oro soprattutto dei nostri giorni, le stragi degli innocenti che, come al tempo di Gesù, si rinnovano costantemente in ogni angolo della Terra e scuotano le nostre coscienze di cristiani sensibili e credenti nell’amore e nella vita.

Non sarà Pasqua per noi, che pure siamo attenti ai tanti bisogni dei più piccoli, dei poveri, degli emarginati e degli esuli, se in questo giorno e sempre non proiettiamo il nostro sguardo oltre l’orizzonte che limita la vista e il pensiero dell’uomo di oggi e di ieri. Quell’orizzonte che si può squarciare solo alzando gli occhi al cielo e guardare al Cristo Risorto, riponendo in Lui  ogni nostra attesa e ogni nostra fiducia in un mondo che possa davvero amare la vita e distruggere la cultura della morte con l’unica vera religione che Cristo è venuto a portare nel mondo: quella dell’amore che si fa dono e si fa vita per piccoli, giovani ed anziani.

Una vita che si fa piccola e fragile come quella di un bambino appena nato e che ha bisogno di cura e di assistenza da parte della madre, ma anche di tutta la famiglia, spesso indifferente al discorso della vita. Una vita che si fa grande con il passare degli anni, senza inorgoglirsi e illudersi, per quello che non è, ma che conserva intatta la semplicità e la bellezza, dai suoi primi albori fino all’ultimo respiro. Una vita che va verso il suo termine naturale e che non si lascia affascinare dal discorso del morire, ma da quello del vivere e vivere in Dio, mentre sta proprio  per finire. Una vita, in poche parole, che assapori ogni giorno la bellezza del suo esserci dentro e fuori di noi e che sappia riscoprire  il riflesso dell’amore di Dio, che è Via, Verità e Vita in Gesù Cristo, morto e risorto per tutti noi. Buona Pasqua!

P.RUNGI. PASQUA, LA FESTA DELLA VITAultima modifica: 2017-04-11T00:15:06+00:00da pace2005
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