Riflessione. La chiamata alla vita consacrata può trovare un punto di partenza anche nella rete.

474522_375712589126072_100000620022139_1188832_1067961134_o.jpgPer promuovere le vocazioni in Italia e nel mondo, un ruolo importante oggi hanno i nuovi strumenti della comunicazione sociale, soprattutto la rete telematica. Questa nuova  e concreta possibilità di intercettare sul Web i giovani che vogliono fare un cammino vocazionale la si registra dalla quantità enorme di giovani che usano Internet, i Net-work sociali, Facebook, Twitter ed altri, tra cui tantissimi giovani cattolici e comunque vicino alla chiesa e ai vari gruppi e movimenti ecclesiali.
Inoltre, la grande quantità di sacerdoti, diaconi, seminaristi, religiosi e religiose che sono presenti in Internet aiuta sicuramente i giovani che vogliono conoscere le varie possibilità per poter realizzare il loro progetto vocazionale è un aiuto ulteriore per presentare il volto più bello della scelta vocazionale.
Non bisogna assolutamente demonizzare o mitizzare Internet in questo e in altri settori della vita pastorale ed ecclesiale, anche se i rischi e le strumentalizzazioni sono tantissimi; ma bisogna valorizzare ciò che oggi la tecnica e la scienza mettono nelle nostre mani per poter raggiungere una quantità di persone, anche se in modo virtuale nella fase iniziale,  e dal vivo successivamente, che intendono fare un cammino serio di discernimento vocazionale.
Certo sarebbe interessante, da un punto di vista statistico, sapere quanti sacerdoti, religiosi e seminaristi hanno fatto la loro scelta di vita religiosa o sacerdotale navigando su Internet, considerato che questi strumenti sono alla portata di tutti i giovani da circa un trentennio.
Uno studio appropriato in questo campo aiuterebbe meglio a fare promozione vocazionale on-line. Questa idea  ha avuto un positivo riscontro in alcune giovani vocazioni. Tanto è vero che sono diversi i giovani che conoscendo il carisma dei fondatori di una Congregazione religiosa o l’attività di un vero e santo pastore, quale sacerdote, vescovo, Papa, hanno deciso nella massima libertà di seguire la strada stretta dei consigli evangelici o dell’impegno sacerdotale. Pensiamo a quanto è riuscito a fare con il suo carisma il beato Giovanni Paolo II, affascinando intere generazioni di giovani, diversi dei quali hanno intrapreso, sulla scia, la vita di consacrazione a Dio nella vita sacerdotale o consacrata. La testimonianza di vita conta molto e i media hanno un potere enorme per far passare il bene e non solo ciò che non va nella vita della Chiesa e nella vita di alcuni consacrati. Se si va in cerca sui media degli scandali e non si cercano i preti e i pastori santi, portando ad esempio degli altri la loro vita, tutto diventa estremamente difficile anche su questo versante della vita della chiesa.
Segno evidente che si può proporre la vita consacrata e sacerdotale non solo a faccia a faccia, a tu per tu nelle parrocchie e nell’attività ecclesiali dal vivo, ma anche attraverso queste nuove forme di comunicazione e di contatto globale.
La rete telematica può aiutarci a cercare giovani, che vogliono intraprendere il cammino della vita sacerdotale, monastica e religiosa.
Per superare la crisi delle vocazioni, soprattutto in Italia e nel mondo occidentale, è necessario che alle modalità tradizionali di reperire le vocazioni facciano da riscontro oggi di altri strumenti di comunicazione e di informazione, tra cui i social net-work.
Molti giovani navigano in Internet e qui colgono tante opportunità per realizzare le loro aspirazioni. Alcuni navigano anche a fin di male e per fare del male, per provocare, per corrompere, per alimentare odio alla religione, alla fede cattolica, alla Chiesa e al clero. Tuttavia, tra i giovani ce ne sono moltissimi su Internet per scopi  nobilissimi, che vorrebbero anche fare esperienza presso istituti di vita consacrata o seminari diocesani per esaminare se stessi al fine di una verifica del germe vocazionale che si avvertono dentro di loro e non sanno discernere con esattezza. Statisticamente si sa che un buon numero di giovani, di ambo i sessi, hanno sentito il desiderio di essere sacerdote, religiosa o suora e che non sono riusciti a manifestare questo loro desiderio.
In genere nella loro famiglia vengono scoraggiati e bloccati sul nascere quando esprimono simili progetti di vita. Da qui un progetto di promozione ed animazione vocazionale on-line, non per costruire preti virtuali, ma per lanciare attraverso il web una nuova forma di sensibilizzazione per i giovani che vogliono avvicinarsi alla vita religiosa e sacerdotale mediante gli strumenti che mette a disposizione la tecnologia più innovativa.
In un istituto religioso i ragazzi possono trovare la vera e definitiva aspirazione della propria vita. Basta conoscere, frequentare ed approfondire il carisma e la finalità di quella istituzione o la vocazione sacerdotale in generale per amarla e forse anche sceglierla come possibilità di vita nella prospettiva umana, terrena e soprattutto soprannaturale ed eterna.
Da questo punto di vista  Internet può dare un sostegno enorme ai giovani e ai responsabili della pastorale vocazionale diocesana e italiana per capire meglio la chiamata di Dio e la risposta dell’uomo al “vieni e seguimi” di Gesù Cristo; ma essa non potrà mai, in alcun modo, sostituire il percorso di discernimento vocazionale che va fatto negli ambienti e nei luoghi adatti, che sono i seminari per quanti sono chiamati alla vita sacerdotale o il probandato, il noviziato, lo studentato per quanti sentono la chiamata alla vita consacrata in un istituto religiosi maschile o femminile.
Pregare oggi, giornata mondiale per le vocazioni, che in Italia ha trovato il suo contenuto essenziale nello slogan del Centro Nazionale Vocazioni della Conferenza Episcopale Italiana: “Rispondere all’amore… si può”, vuol dire alimentare nel cuore dei giovani in cammino vocazione in quelli che già sono incamminati e sono avanti in questo cammino, il dono meraviglioso dell’amore di Dio e dei fratelli. Esso si propone come invito a vivere con creatività, responsabilità e fedeltà la propria vocazione. E’ un grande inno all’amore, che riecheggia in tante pagine bibliche, e che si esprime nelle due grandi espressioni e modalità dell’amore: la vita di coppia e la verginità donata nel ministero ordinato del Sacerdote o nella Vita consacrata. Sono due espressioni dell’Amore che si innestano sullo stesso tronco dalle radici profonde, che attingono fecondità dalla sorgente viva che è Gesù, e come due rami fioriti si liberano in alto per cercare gli spazi infiniti del Cielo.  Brani biblici di riferimento: 1 Gv 4,19; Cantico dei Cantici 8, 6-7; Geremia 20,7.

Oggi, perciò, domenica del Buon Pastore,  quarta Domenica di Pasqua,  29 Aprile 2012,  si celebra la 49.a  Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni,  proposta alla Chiesa universale con profetica intuizione, da Papa Paolo VI nel 1964. In questo giorno si avverte il bisogno di parlare della positività di questo meraviglioso dono di Dio fatto ad uomini e donne che hanno risposto a questo amore con generosità, fedeltà, coraggio e santità e ci impegna a continuare a farlo.
Ce lo chiede  il S. Padre Benedetto XVI che ha proposto alla riflessione e la preghiera delle comunità  cristiane il seguente tema: “Le vocazioni dono della carità di Dio”, tratto dalla sua Enciclica “Deus caritas est” n.17.  
Ciò significa riscoprire la gratuità del dono di ogni vocazione e di ogni chiamata a vivere la propria vita nel segno delle Beatitudini e dell’Amore, in continuità con quanto afferma Gesù nel vangelo di Matteo: “Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date” (Mt 10,8).

Padre Antonio Rungi